Utente
Gia vostro cliente...
Ho 63 anni e nel novembre del 2014 ho subito un intervento di angioplastica con uno stent medicato.
In particolare: " Diabete mellito in ADO, ipercolesterolemia i terapia con Torvast, ipertensine in terapia con Nebivololo e Luvion, Trait Talassemico, ex fumatore (ho smesso 32 anni fa) - Nel novembre 2014 PTCA/DES su DA in coronarografia monovasale, controllo coronografico nel 2015 che confermava il buon risultato della pregressa PTCA mentre erano indenni gli altri vasi. Eco stress al dipiridamolo nel 2016 (negativo). Eco stress al dipiridamolo nel dicembre 2017 (negativo).
Ho ridotto ed azzerarato tutti i fattori di rischio tranne l'ereditarietà (mio padre è morto a 78 anni per una grave cardiopatia ischemica e mia madre alla stessa età per ictus cerebrale).
Il decorso della mia malattia sembra procedere in maniera soddisfacente confortato dai numerosi controlli a cui mi sottopongo (sono gravemente ipocondriaco in cura da psicoterapeuta, evidentemente ancora lontano dalla guarigione).
Ma veniamo ai fatti:
La vigilia di Epifania mi sono recato al pronto soccorso per "Dolore epigastrico da circa un'ora, post prandiale, di notevole intensità e associato a nausea, successivamente irradiatosi a tutto l'addome e anche in sede dorsale."
La diagnosi successiva a ecografia e raggi x addominali è risultata "Epigastralgie" da curare con Ranitidina e Gaviscon.
Ovviamente stante i miei pregresso mi è stato fatto anche l'elettrocardiogramma, ecoscopia, tre cicli di Troponina e visita cardiologica.
I risultati:
All'EO buon compenso emodinamico, Pa 165 - 90 (le misurazioni recenti in condizioni "normali" dal medico di base sono stazionarie sui 140 - 80)
ECG: RS, FC 77bbm, nei limiti
EEC: Hb 134 g/L - t-hs negativa - sodio 126.
Ecoscopia: normali dimensioni e funzioni di pompa bi-ventricolare, non evidenti alterazioni della cinetica, radice aortica nei limiti, non visibile l'aorta ascendente, non valvulopatie di rilievo, non versamento pericardico.
Le due Troponine successive (a tre e sei ore) hanno dato entrambe valore 6 su 14.
La diagnosi: "al momento non segni di patologia cardiovascolare acuta in atto. Se dimissibile programmare ecostress di controllo.
Il medico di base mi ha cercato di rassicurare (dicendo che il rischio cardiaco è assai remoto) e ha demandato la programmazione dell'ecostress alla visita cardiologica già prenotata (da un anno) giovedì 24/01 (fra sei giorni).
Detto questo veniamo al problema, non riesco a tranquillizzarmi ed ad ogni passeggiata (faccio circa 3-4 km al giorno) temo di morire di infarto. Stessa cosa ad ogni dolore (tutti beffardamente posizionati sullo sterno, petto, bocca dello stomaco, spalle e braccio sinistro), specie di notte e ad ogni extrasistole (che vista l'ansia sono beffardamente più frequenti).
Insomma sono a chiedervi un'ulteriore conferma del mio stato di salute soprattutto relativamente alla possibilità di un infarto repentino e ovviamente mortale o disabilitante. Grazie.

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Lei pare stare assai bene.
Tutti noi abbiamo paura di morire di infarto....
Pensa che ci sia qualche persona che non ne asia seriamente preoccupato?

Arriveedrci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente
Lei è sempre un mito per me.
Le sue risposte mi sono sempre di aiuto, per la mia "malattia" vera, l'ipocondria, che, mi creda, è anch'essa disabilitante.
Quel "Lei pare stare assai bene"mi è di conforto, anche se mi permetta di dire che rispetto a tanti altri ho "familiarità" dirette e lo stent è reale.
In ogni caso grazie infinite dottore, anche per la pazienza.

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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anche io ho fortissima familiarità e quindi forte probabilità di morire di arresto cardiaco

Ma questo non mi toglie il piacere di rispondere ai quesiti posti su Medicitalia

È questione di mentalità

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente
Mi permetta di osservare che questa ultima sua risposta non è certo rassicurante. Soprattutto per la mia ipocondria.
Lei mi dice che: colesterolo totale a 138, quello HDL a 62, Glucosio 106, Glicata 37 pressione c.s. 140 - 80... aiutano certo, ma che il rischio più grosso resta la familiarità, sulla quale non si può far nulla?
Lei mi dice che il controllo al P.S. di meno di due settimane fa non mi solleva da nessun rischio immediato e che, pertanto, ora che l'ansia è montata e che sento un dolore retrosternale con riflesso sulla colonna vertebrale, dovrei richiamare un'ambulanza?
Mi lasci dire che a quel punto la mia ipocondria è benedetta, Per assurdo mi rovina la vita, ma in termini medici me la allunga.
Felice domenica.

[#5]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Gentile utente. La ipocondria non la cura certo il cardiologo.
Ognuno di noi ha timore di morire...ma quando diventa una ossessione questa paura diventa patologia.
Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#6] dopo  
Utente
Su questo ha perfettamente ragione, ma affermazioni come " forte probabilità di morire di arresto cardiaco" la paura la alimentano.
Io di mestiere faccio il geometra e se ritengo che in un fabbricato ci siano "forti possibilità di crollo" lo faccio evacuare.
Forse il paragone non è confacente ma l'allarme che genera è molto simile per chi è costretto a restare dentro quel fabbricato.
Ad ogni buon conto, grazie e felice giornata.

[#7]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Sto parlando di me.
Ho familiarita importante per cardiopatia ischemica, l eta, il tipo di vita che conduco.
Sono tutti fattori di rischio importanti che aumentano il. Io rischio di morte improvvisa
E la familiarita per morte improvvisa conta...

Inoltre occorre tener conto che più si vive è più si ha possibilità di morire paradossalmente.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#8] dopo  
Utente
Come prima cosa, mi dispiace per la sua condizione di alto rischio.
Non ho mai considerato il mal comune un mezzo gaudio ed il fatto che lei sia più a rischio di me non mi conforta, anzi, veramente mi dispiace per lei.
Però le vorrei chiedere la gentilezza di farmi capire (penso sia utile a tutti gli utenti) la differenza fra "familiarità per morte improvvisa" e nel mio caso "familiarità per morte per ischemia coronarica" come, per esempio quella di mio padre a 78 anni, diagnosticata qualche anno prima i a seguito di un infarto con relativa constatazione di uno stato vascolare quasi totalmente occluso. Oppure l'ictus di mia madre, improvviso ma pur sempre a 78 anni. Non mi è chiaro se è l'età del defunto a fare la differenza, ovvero quale altro fattore.
Mi perdoni per il tempo che le sottraggo, ma l'argomento merita un approfondimento con parole semplici

[#9]  
Dr. Maurizio Cecchini

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La differenza sta nell'eta del paziente.
Alla nostra eta' e diciamo dai 40 annio in su la causa sottosostante di morte improvvisa e' una coronaropatia (ovviamente anche cardiomiopatie dilatative, ipertrofiche, etc..).
Nei soggetti giovani la causa NON e' coronarica ma o per anomalie congenite o anch, purstroppo, a fattori intercorrenti casuali ma sempre NON corroanrici.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#10] dopo  
Utente
Perdoni l'ignoranza, ma io capisco che tutti coloro che muoiono di infarto rientrano in tale categoria.
Sia che sia un infarto improvviso senza precedenti diagnosi di coronaropatie o mal funzionamenti cardiaci, che siano ammalati più o meno gravi già sotto cura.
Ma allora l'incidenza sarebbe ben più alta di 1:1000 come leggo in giro.
Giustamente non ho la cultura minima per fare un distinguo, ma proprio non capisco.
Mio padre non credo rientrasse in tale categoria visto che la morte ci era stata preannunciata praticamente da qualche anno.
Grazie ancora e giuro che non la disturberò più.
Buona domenica.

[#11]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Guardi che infarto non equivale a morte ....e morte improvvisa NON equivale ad infarto.

I giocatori e gli atleti che muoiono facendo sport mica hanno un infarto.
E ci sono milioni di infartuati che conducono una vita normale.

La saluto
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#12] dopo  
Utente
Quindi se, nella malaugurata potesi che io morissi per una trombosi tardiva dello stent, sarebbe considerata morte impovvisa, pur avendo una coronaropatia già diagnosticata?
E le mie figlie, poverette, avrebbero una familiarità forte (pur con il distinguo di essere donne?
Chiesto questo la saluto per un po'.

[#13]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Si.

la definizione di morte improvvisa cardiaca e' la seguente:
"decesso che compare entro un'ora dall'esordio dei sintomi in soggetti apparentemente sani o con patologie cardiache in condizioni che non avrebbero fatto sospettare un exitus cosi' repentino"

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#14] dopo  
Utente
Aggiungo una "chicca" alla mia ipocondria.
Da oltre un mese il medico di base mi ha ordinato il Valpinax (tre compresse al dì) e Xanax "al bisogno" (non supero mai le 20 gocce al giorno) per gastrite nervosa.
Da allora (più di un mese) il mio battito cardiaco a riposo è sceso dai 65-70 b.m. battiti a 55- 56 b.m.
Dopo la passeggiata quotidiana (4 - 5 km.) la mia frequenza arrivava sui 95 b.m., mentre ora non supera quasi mai i 75-76.
Mi sono rivolto al medico suddetto e mi ha risposto che è meglio così, ma ovviamente il cambiamento (data la mia labilità psicologica) continua a preoccuparmi e la domanda perenne è a cosa sia dovuto il cambiamento.
All'associazione betabloccanti + ansiolitici?
Oppure alla mia coronaropatia che si è aggravata?
Mi risponda pure male, tanto con lei ci sono abituato, però istintivamente mi fido.
Grazie e felice giornata.

[#15]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Guardi io non rispondo male
Sono diretto e cerco di chiariremo i concetti.
Quindi se non è soddisfatto del mio modo di rispondere chieda consulti ad altri cardiologi qui sul sito.

Detto questo i suoi valori di frequenza sono normali ed il fatto che la frequenza si sia ridotta è un indice semmai positivo per lei.

Con questo la,saluto
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#16] dopo  
Utente
Mi scuso se sono stato male interpretato. La mia era una battuta per rimarcare il suo modo diretto e secco (come una fucilata), che in realtà apprezzo.
Se così non fosse avrei seguito il suo consiglio da tempo (sin dalle sue prime risposte), rivolgendomi ad altri.
In ogni caso la ringrazio per la sua risposta rassicurante e le auguro una felice giornata.

[#17] dopo  
Utente
Egregio dott. Cecchini la disturbo nuovamente per togliermi una curiosità.
Come già ampiamente descritto sono coronaropatico con uno stent da 5 anni, al momento senza problemi (ecostress fisico tre mesi fa, risultato negativo).
Coma gia detto sono fortemente ipocondriaco per cui sarò stato visitato in questi 5 anni da almeno 10 cardiologi a nessuno dei quali è mai venuto in mente di indagare lo stato delle "carotidi".
Questa cosa, a suo parere, fa parte di diagnosi che non ne hanno rilevato la necessità o trattasi di mera dimenticanza?
Pensa dovrei fare un ecocolordoppler anche a quel tratto? Oppure faccio finta di nulla?
Con l'occasione le chiedo gentilmente un suo parere sullo Escitalopran (associato allo Xanax) proprio per curare l'ansia generalizzata (ipocondria). E' veramente dannoso per il sistema cardiocircolatorio?
Grazie e buon sabato sera.