Utente
Buonasera, mi chiamo Francesca e ho 43 anni. A dicembre in seguito a uno svenimento con conseguente caduta a terra, di cui non ho nessun ricordo, ho riportato un trauma cranico con ferita sul cuoio capelluto. Al pronto soccorso mi hanno dimesso con una diagnosi di verosimile sincope vaso vagale. Dopo circa un mese che ho ripreso il lavoro, ho iniziato ad avere disturbi come giramenti di testa, vertigini, nausea e stato confusionale. Ho iniziato a fare tutti gli accertamenti indicati nella cartella clinica del ps., tra cui holter cardiaco e doppler alle carotidi da cui non è risultato nulla di che. Poi ho effettuato una risonanza magnetica cerebrale smc il cui esito è stato il seguente: presenza di alcune aree di alterato segnale, iperintense in DP e T2, localizzate nel contesto della sostanza bianca periventricolare e sottocorticale biemisferica, per cui si consiglia correlazione con ulteriori dati clinico-anamnestici per escludere genesi vascolare ischemica o vasculitica.
Successivamente ho eseguito un ecocardiogramma, dopo il quale mi è stato consigliato di effettuare il bubble-test da cui è risultato il passaggio di una minima quantità di microbolle durante la manovra di valsalva dx-sin.
Tenga conto che da dicembre ad oggi periodicamente ho problemi di continuo senso di svenimento, che a volte mi vede costretta a lasciare il lavoro e mi porta ad avere difficoltà anche alla guida.
Dalla visita neurologica fatta ad aprile mi è stato solo consigliato riposo, dicendomi che questi sono gli effetti del trauma cranico.
A maggio ho avuto un altro episodio di svenimento con perdita di urina, avvenuto di notte dopo essermi alzata perchè avevo tachicardia che non mi passava.
A giugno ho effettuato una visita dal cardiologo, il quale mi ha prescritto la cardioaspirina e mi ha consigliato il tilt test, eseguito pochi giorni fa con esito positivo su stimolazione farmacologica. Ad agosto, poichè mi continuava da giorni il senso di svenimento, sono andata da un'altra neurologa, la quale oltre a consigliarmi un elettroencefalogramma in caso di tilt test negativo, mi ha assicurato che non c'è stata un'ischemia.
Ora quello che mi chiedo è se non sia il caso di valutare meglio la questione della pervietà del forame e se è possibile che da una risonanza fatta senza mezzo di contrasto sia possibile escludere con sicurezza che io non abbia avuto un' ischemia, considerato che sul referto è stato scritto proprio di effettuare altri esami per escludere questa eventualità.
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Maurizio Cecchini

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Lei ha apresentato episodi sincopali vweri (perdita di urina) ed ha una RM encefalopatia coaptibile con episodi di ischemia /infarto cerebrale.
A parte la aspirina da assumere quotidinamanete e' opportuno che lei esegua una ecografia transesoifagea per escludere o confermare definitivamente una pervieta' del forame ovale

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta dott. Cecchini, eseguirò quanto prima l'ecografia transesofagea. Intanto volevo chiederle se ci sono controindicazioni in caso di pervieta del forame nel intraprendere una moderata attività fisica, come la bicicletta o corsa leggera, in quanto è un anno che sto ferma e vorrei ricominciare.

Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Maurizio Cecchini

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si può farla a parte le immersioni subacquee con respiratore e la pesistica.
provveda a chiudere il forame così in avrà più problemi

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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