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Testo: Gentili Signori, all'età di 46 anni avevo avuto frequenti e persistenti episodi di tachicardia.
La frequenza passava di colpo da 70 a 140 e viceversa.
L'Holter segnalò numerosi episodi di durata da pochi minuti ad un'ora.
La cosa non mi faceva stare male, ma mi dava una sensazione di euforia, come se avessi preso troppi caffè.
Il ritmo era accelerato, ma regolare, senza aritmie.
Mi diagnosticarono ernia iatale e reflusso e mi prescrissero un ciclo di Omeprazolo, che risolse il problema.
Nei quasi 30 anni successivi non ho avuto altri episodi di tachicardia, né di aritmia.
Solo raucedine cronica, e, raramente, un po' bruciore, e ho fatto altri cicli di Pantoprazolo o Lansoprazolo senza risolvere il problema della raucedine.
Visto che i bruciori erano rari, ci ho convissuto serenamente, abbandonando ultimamente i cicli di IPP, perché non mi davano risultati tangibili.
La notte scorsa mi sono svegliato all'una e mezzo con forti palpitazioni.
Ho pensato ad una apnea, ma vedendo che il fenomeno continuava ho preso Pantoprazolo 20 mg, Maalox e infine anche un pochino di bicarbonato.
Sono rimasto alzato per un po' e poi sono tornato a letto e mi sono riaddormentato, ma dopo un'ora e mezzo mi sono svegliato di nuovo con le palpitazioni, e alle 5. 30 ho deciso di andare al pronto soccorso.
Lì mi hanno diagnosticato fibrillazione atriale con frequenza di circa 135 e aritmia, e mi hanno messo in monitoraggio senza somministrarmi farmaci.
Dopo un'ora la frequenza è tornata sui 70 battiti.
Il tempo "lordo" dall'inizio dell'episodio alla fine, è di 5 ore e mezza.
Nel dimettermi mi hanno prescritto di prendere a vita un anticoagulante (Eliquis) per evitare il rischio di ictus attivando una procedura piuttosto complessa.
Preciso che ho una leggera tendenza all'ipertensione che controllo bene con 75 mg di Irbesartan.
Nell'estate di solito lo sospendo per un paio di mesi perché ho già la pressione sotto 80-120 senza prenderlo.
Sono perplesso, perché il mio cuore aveva sempre funzionato bene.
L'anno scorso, all'ECG dinamico, si erano manifestate le prime extrasistoli oltre 180W.
L'idea di prendere un farmaco impegnativo e anche un po' rischioso per il resto della vita mi preoccupa.
Preciso che nei giorni precedenti avevo sofferto di forte pirosi gastroesofagea notturna, e l'avevo collegata all'assunzione, dal 25 agosto al 6 settembre, di Sertralina 25 mg per combattere un apparente inizio di depressione, a sua volta conseguente ad un infortunio piuttosto serio ad un occhio nel quale avevo rischiato di perdere la vista.
Per la pirosi stavo prendendo Pantoprazolo 20 mg al mattino.
Se questa fosse stata la dinamica del fenomeno, è il caso di attivare subito la terapia anticoagulante?
Cosa posso fare?
Faccio un holter per vedere se ho anche altri episodi di fibrillazione dei quali non mi accorgo?
Vado dal gastroenterologo per cercare prima di risolvere la pirosi?

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Dr. Maurizio Cecchini

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Raramente una ernia jatale puo scatenare una f.a.
Detto questo lei ha presentato solo dopo 30 anni, a cio' che dice, una recidiva.
Pertanto un'idea potrebbe essere quella di assumere un antiaritmico come profilassi di una recidiva e tgenere a portatas di mano una dose di epsarina a basso epso molecolare da assumere in. caso di recidiva.
A quel punto, pero' sarebbe intelligente iniziare una terapia anticoagulante orale

arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza e Pronto Soccorso