Disfagia cronica e peggiorata: cosa fare?
Soffro da 6 anni problemi all’esofago con disfagia intermittente, che veniva e se ne andava, ma da ottobre 2024 i sintomi sono peggiorati molto rispetto agli anni precedenti.
Nei primi cinque anni la difficoltà riguardava soprattutto i cibi solidi, comparendo in certi periodi: dopo caffè o alcol, a volte lentamente durante i pasti, con progressiva riduzione della quantità che riuscivo a mangiare, e sempre dopo uno sforzo fisico come camminate intense, concerti o passeggiate fuori città.
In alcune occasioni sentivo la gola stringere man mano, con dolore molto forte, e una volta, dopo fermenti lattici, ho avuto disfagia severa per tutta la giornata.
La disfagia compariva anche dopo episodi di asma, spesso dopo un bicchiere di birra o spritz, senza capire bene il motivo.
Da ottobre 2024 i sintomi sono peggiorati: dolore retrosternale, senso di soffocamento, fastidio alla gola, gola gonfia con difficoltà a parlare, dolore durante e dopo la deglutizione, sensazione tipo nodo in gola e perdita d’aria soprattutto con cibi secchi come il pane, che dopo averlo ingerito mi faceva sentire di perdere l’aria.
Ho eseguito gastroscopia, radiografia con bario, visita ORL con fibrolaringoscopia, tutte senza reperti; due manometrie esofagee (prima: motilità inefficace all’80%; seconda dopo Levopraid: ipotonia basale e assenza di riserva contrattile), oltre a pH-impedenziometria e valutazione psichiatrica.
L’unica terapia che ha dato beneficio è stata il Levopraid 20 gocce prima di pranzo e cena, che ha permesso di passare da disfagia severa, in cui mangiavo solo pastina, a una condizione in cui potevo mangiare quasi tutto, pur con grande fatica.
Nonostante questo, l’esofago a volte dà problemi e fastidi anche senza alcol o sostanze irritanti; mi capita di svegliarmi con la gola che dà fastidio e la disfagia peggiora.
Sensazioni simili si presentano con acqua frizzante, che non riesco più a bere, e con il fumo del barbecue, che provoca disfagia.
Da allora la disfagia non è severa ma rimane limitante.
Altre volte, quando mangio cibi solidi come le patate, devo inghiottire più volte o bere molta acqua; sento una specie di avvertimento interno in gola, come se l’esofago mi dicesse di aspettare prima di deglutire di nuovo, con dolore lungo tutto l’esofago fino alla pancia, che a volte si estende alla gola e dà grande fastidio.
Attualmente continuo a prendere Levopraid, ma a volte sembra peggiorare la situazione.
Il pranzo va meglio della cena, mentre la sera la disfagia peggiora.
La disfagia è oggi lieve e a volte peggiora, ma sento di non essere tornata alla normalità.
Mi è stata diagnosticata ipersensibilità esofagea associata a motilità inefficace, ma non spiega completamente i sintomi, motivo per cui cerco una terapia più efficace per riuscire a mangiare liberamente senza dolore e fastidi, migliorando la qualità della mia vita quotidiana.
Nei primi cinque anni la difficoltà riguardava soprattutto i cibi solidi, comparendo in certi periodi: dopo caffè o alcol, a volte lentamente durante i pasti, con progressiva riduzione della quantità che riuscivo a mangiare, e sempre dopo uno sforzo fisico come camminate intense, concerti o passeggiate fuori città.
In alcune occasioni sentivo la gola stringere man mano, con dolore molto forte, e una volta, dopo fermenti lattici, ho avuto disfagia severa per tutta la giornata.
La disfagia compariva anche dopo episodi di asma, spesso dopo un bicchiere di birra o spritz, senza capire bene il motivo.
Da ottobre 2024 i sintomi sono peggiorati: dolore retrosternale, senso di soffocamento, fastidio alla gola, gola gonfia con difficoltà a parlare, dolore durante e dopo la deglutizione, sensazione tipo nodo in gola e perdita d’aria soprattutto con cibi secchi come il pane, che dopo averlo ingerito mi faceva sentire di perdere l’aria.
Ho eseguito gastroscopia, radiografia con bario, visita ORL con fibrolaringoscopia, tutte senza reperti; due manometrie esofagee (prima: motilità inefficace all’80%; seconda dopo Levopraid: ipotonia basale e assenza di riserva contrattile), oltre a pH-impedenziometria e valutazione psichiatrica.
L’unica terapia che ha dato beneficio è stata il Levopraid 20 gocce prima di pranzo e cena, che ha permesso di passare da disfagia severa, in cui mangiavo solo pastina, a una condizione in cui potevo mangiare quasi tutto, pur con grande fatica.
Nonostante questo, l’esofago a volte dà problemi e fastidi anche senza alcol o sostanze irritanti; mi capita di svegliarmi con la gola che dà fastidio e la disfagia peggiora.
Sensazioni simili si presentano con acqua frizzante, che non riesco più a bere, e con il fumo del barbecue, che provoca disfagia.
Da allora la disfagia non è severa ma rimane limitante.
Altre volte, quando mangio cibi solidi come le patate, devo inghiottire più volte o bere molta acqua; sento una specie di avvertimento interno in gola, come se l’esofago mi dicesse di aspettare prima di deglutire di nuovo, con dolore lungo tutto l’esofago fino alla pancia, che a volte si estende alla gola e dà grande fastidio.
Attualmente continuo a prendere Levopraid, ma a volte sembra peggiorare la situazione.
Il pranzo va meglio della cena, mentre la sera la disfagia peggiora.
La disfagia è oggi lieve e a volte peggiora, ma sento di non essere tornata alla normalità.
Mi è stata diagnosticata ipersensibilità esofagea associata a motilità inefficace, ma non spiega completamente i sintomi, motivo per cui cerco una terapia più efficace per riuscire a mangiare liberamente senza dolore e fastidi, migliorando la qualità della mia vita quotidiana.
La sua storia clinica descrive una disfagia complessa e persistente, inizialmente intermittente e poi progressivamente invalidante, associata a dolore retrosternale e sensazioni di soffocamento. Gli esami eseguiti (gastroscopia, radiografia, ORL, manometrie, pH-impedenziometria, valutazione psichiatrica) non hanno individuato cause strutturali o infiammatorie evidenti, sebbene le manometrie abbiano evidenziato disturbi della motilità esofagea (motilità inefficace, ipotonia basale, assenza di riserva contrattile). La diagnosi di ipersensibilità esofagea (EE) associata a motilità inefficace sembra essere la più plausibile, sebbene lei ritenga che non spieghi completamente i suoi sintomi.
- Diagnosi: Ipersensibilità esofagea (EE) con disfunzione motoria.
- Terapia corrente: Levopraid (procinetico).
- Problemi: Disfagia persistente, dolore, fastidio, sensazione di nodo in gola, limitazioni alimentari, peggioramento serale, risposta variabile al Levopraid.
La gestione dell'EE e della disfunzione motoria esofagea è complessa e spesso richiede un approccio multimodale. Visto che il Levopraid offre solo un beneficio parziale e talvolta sembra peggiorare la situazione, potrebbero essere considerate altre opzioni terapeutiche, sempre sotto stretto controllo medico.
- Ottimizzazione terapia procinetica: Valutare dosaggio, timing e durata del Levopraid, oppure considerare altri procinetici (es. metoclopramide, domperidone, se appropriati e senza controindicazioni).
- Terapia anti-acida: Anche in assenza di reflusso gastroesofageo (GERD) classico, alcuni pazienti con EE possono beneficiare di inibitori della pompa protonica (PPI) o anti-H2, che possono ridurre l'acidità esofagea e modulare la risposta infiammatoria locale.
- Terapia per il dolore neuropatico: In alcuni casi di EE con dolore, farmaci come gabapentin o pregabalin possono essere utili.
- Modifiche dietetiche e comportamentali: Evitare cibi e bevande che scatenano i sintomi (es. cibi secchi, frizzanti, caldi, piccanti, alcol, caffeina), mangiare lentamente, masticare bene, evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti.
- Terapie emergenti: In casi selezionati e in centri specializzati, potrebbero essere considerate terapie come l'endoscopia con dilatazione dell'anello di Schatzki (anche in assenza di anello evidente, per modulare la sensibilità) o l'iniezione di tossina botulinica nel corpo esofageo.
È fondamentale discutere queste opzioni con il suo gastroenterologo per valutare la più appropriata in base alla sua situazione specifica, ai suoi sintomi e alla sua risposta alle terapie precedenti. Un approccio personalizzato e graduale è spesso necessario per migliorare la qualità della vita.
Saluti
- Diagnosi: Ipersensibilità esofagea (EE) con disfunzione motoria.
- Terapia corrente: Levopraid (procinetico).
- Problemi: Disfagia persistente, dolore, fastidio, sensazione di nodo in gola, limitazioni alimentari, peggioramento serale, risposta variabile al Levopraid.
La gestione dell'EE e della disfunzione motoria esofagea è complessa e spesso richiede un approccio multimodale. Visto che il Levopraid offre solo un beneficio parziale e talvolta sembra peggiorare la situazione, potrebbero essere considerate altre opzioni terapeutiche, sempre sotto stretto controllo medico.
- Ottimizzazione terapia procinetica: Valutare dosaggio, timing e durata del Levopraid, oppure considerare altri procinetici (es. metoclopramide, domperidone, se appropriati e senza controindicazioni).
- Terapia anti-acida: Anche in assenza di reflusso gastroesofageo (GERD) classico, alcuni pazienti con EE possono beneficiare di inibitori della pompa protonica (PPI) o anti-H2, che possono ridurre l'acidità esofagea e modulare la risposta infiammatoria locale.
- Terapia per il dolore neuropatico: In alcuni casi di EE con dolore, farmaci come gabapentin o pregabalin possono essere utili.
- Modifiche dietetiche e comportamentali: Evitare cibi e bevande che scatenano i sintomi (es. cibi secchi, frizzanti, caldi, piccanti, alcol, caffeina), mangiare lentamente, masticare bene, evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti.
- Terapie emergenti: In casi selezionati e in centri specializzati, potrebbero essere considerate terapie come l'endoscopia con dilatazione dell'anello di Schatzki (anche in assenza di anello evidente, per modulare la sensibilità) o l'iniezione di tossina botulinica nel corpo esofageo.
È fondamentale discutere queste opzioni con il suo gastroenterologo per valutare la più appropriata in base alla sua situazione specifica, ai suoi sintomi e alla sua risposta alle terapie precedenti. Un approccio personalizzato e graduale è spesso necessario per migliorare la qualità della vita.
Saluti
Dr. Sergio Sforza
https://www.medicitalia.it/sergiosforza/
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 2 visite dal 02/01/2026.
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