Utente
Salve. Sono ormai 9 anni che ho fatto un'operazione di chirurgia estetica in ospedale per migliorare un segno della varicella.

Mi è stato consigliato di aspettare un anno dalla varicella e poi si è intervenuti con la promessa che poi si sarebbe visto solo un graffio.
Tuttavia non è stato così. Si è intervenuti facendo un'incisione e poi unendo i due lembi.

Così ancora oggi la cicatrice è in rilievo, soprattutto se sono stanca.
Essendo passati diversi anni è migliorata nel corso del tempo.

I dermatologi che ho sentito dicono che la mia pelle ha ben cicatrizzato, tuttavia non esistono creme per ridurre il rilievo e appiattirla. E' così?
Ne potete consigliare, se esistono?

Chirurgicamente cosa consigliereste? Anche se, sinceramente, eviterei.

[#1]  
Dr. Claudio Bernardi

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Gentile utente,
La revisione chirurgica di una cicatrice consiste proprio nella sua asportazione e in una nuova sutura , ovviamente eseguita perfettamente. Generalmente, se indicazione e tecnica chirurgica sono corrette, si ottiene un miglioramento che può anche essere non ottimale. In questi casi si deve decidere se ripetere la procedura o se intervenire con altri presidi medici o chirurgici (dermoabrasione, peeling, laser...).
Distinti saluti
Claudio Bernardi
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[#2] dopo  
Utente
Grazie per la risposta.

E quali creme consiglia?

[#3]  
Dr. Claudio Bernardi

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Gentile utente,
non possiamo fare nomi commerciali di farmaci o creme. Comunque, a distanza di 9 anni una cicatrice è stabile e non è più modificabile da creme o pomate.
Distinti saluti
Claudio Bernardi
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[#4]  
Dr.ssa Michela Centrone

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Gentile utente,
una valida alternativa alla chirurgia potrebbe essere il NEEDLING. E' una tecnica innovativa che consente di stimolare a livello dermico la produzione di collagene ed elastina. Il trattamento consiste nel trattare la pelle con un rullo sterile e monouso sul quale sono posizionati, in file parallele, microaghi di acciaio chirurgico. La cute reagisce al trauma ripetuto delle microperforazioni attivando i meccanismi di riparazione, con incremento a livello istologico di fibre collageniche a distanza di sei-otto settimane dall’intervento.
Iniettando inoltre a livello cicatriziale dell' ACIDO JALURONICO si riesce ad ottenere una stimolazione molto efficace delle cellule (fibroblasti) a produrre una maggiore quantità di collagene ed elastina.
Per tale motivo, in considerazione della particolare carenza di collagene ed elastina a livello cicatriziale, il miglioramento risulta molto evidente.
Nel suo caso potrebbe essere una valida soluzione.
Dr.ssa Michela Centrone
medico estetico

[#5] dopo  
Utente
Dr. Centrone, ma l'iniezione di acido jaluronico non va ripetuta continuamente nel tempo?

Grazie.

[#6]  
Dr.ssa Michela Centrone

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L'acido jaluronico, utilizzato in questo caso come BIOSTIMOLAZIONE insieme al needling, ha la funzione di riattivare i fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene, elastina e glicosaminoglicani, consentendo cosí di ottenere un ricompattamento della pelle. Per avere un buon risultato, un trattamento completo comprende almeno 3 sedute di Needling e 3 di Biostimolazione (1 al mese), dopo di chè il risultato sarà permanente, essendo stata stimolata la produzione della nostra matrice cellulare.
Diverso è l'utilizzo di un acido jaluronico con funzione di RIEMPITIVO (acido jaluronico più denso). Se la cicatrice è profonda è infatti possibile "risollevarla" iniettando questa sostanza al di sotto di essa. In questo caso il trattamento va ripetuto una volta all'anno, in quanto il prodotto si riassorbe, si osserverà comunque un miglioramento della cicatrice nel tempo.
Distinti saluti.
Dr.ssa Michela Centrone
medico estetico