Utente
salve a tutti.
sono un ragazzo di 27 anni. da un pò di mesi, soffro di vari disturbi di origine intestinale. premetto che sono una persona particolarmente ansiosa, ipocondriaca e facilmente impressionabile. tutto è cominciato con dei dolori addominali vaghi, ovvero non localizzati in un solo punto, ma che potevano presentarsi in un qualunque punto dell'addome. successivamente, a questi dolori, hanno cominciato ad associarsi disturbi della defecazione, in particolar modo diarrea, che nel periodo di maggior intensità, è durata 5 giorni. oltre a questo, lamento anche dei fastidi anali, ovvero dolore(non molto inteso), prurito (anche questo non particolarmente debilitante) e raramente, molto raramente, delle piccole striature di sangue sulla carta igienica. 3 0 4 mesi fa, mi è stata diagnostica tramite gastroscopia, una piccola ernia iatale accompagnata da un abbondante reflusso gastroesofageo. i miei disturbi, nel corso dei mesi, sono aumentati di intensità, e a volte lamento anche intorpidimenti muscolo-scheletrici, prurito non particolarmente intenso su tutto il corpo (specialmente alla sera) e dei disturbi urogenitali, ovvero: dolore durante i rapporti sessuali con conseguente arrossamento del prepuzio. devo dire però, che tutti questi fastidi, all'inizio erano molto limitati, ovvero sporadici, e per niente debilitanti. ho cominciato a stare davvero male quando ho avuto la notizia che una persona che conoscevo stava morendo di cancro al colon ed ho cominciato ad allarmarmi. ho cominciato a documentarmi su internet e, obiettivamente, i miei disturbi sembravano poter essere associati a una miriade di disturbi intestinali (compreso il cancro al colon,la colite ulcerosa,il colon irritabile, ecc.) fatto sta che, più mi ansieggio documentandomi, e più sto male. ora, consapevole del fatto che dovrò fare tutti gli accertamenti del caso (con il mio medico non è facile xchè ormai lui ha sentenziato che sono un ipocondriaco cronico e quindi difficilmente mi prende sul serio), la mia domanda è questa: è possibile che questo mio stato dipenda dalla mia ipocondria e dall'ansia che irrimediabilmente ne sussegue? cioè, è possibile che uno stato psicologico si ripercuota così pesantemente sull'organismo, a tal punto da simulare sintomi di vere e proprie malattie? ho letto che addirittura lo stress da ansia può anche facilitare la comparsa di ragadi anali proprio per i disrturbi della defecazione. concludo dicendo che mangio normalente (anche se a volte i pasti possono acuire i sintomi),non ho avuto cali ponderali significativi, e ci sono dei momenti (anche se rari) in cui i sintomi sono del tutto assenti. insomma, lo stress da ansia e da ipocondria, può portare il corpo ad avere tutti questi disturbi? in attesa di risposta, grazie mille e cordiali saluti.

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Dr. Stefano Spina

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Sicuramente l'ansia gioca un ruolo notevole nella sua storia, aggravando e/o portando alla luce problematiche che magari potrebbero essere meglio controllate se l'ansia appunto non fosse presente.
Credo pero' che vi siano delle prove oggettive (ernia iatale, rettorragia...) la cui causa comunque non puo' essere ricondotta completamente allo stato psicofisico. E' quindi opportuno che lei, tramite il suo Medico di Famiglia, si rivolga ad un Centro Chirurgico della sua citta' per effettuare quegli accertamenti che verranno ritenuti opportuni al fine di studiare meglio il suo caso specifico.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#2] dopo  
Utente
Egregio dott. Spina, la ringrazio molto per la risposta. farò tutti gli accertamenti del caso. grazie mille. cordiali saluti.

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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Le aggiungo, se vuole saperne di piu' sull'ernia iatale e sulla malattia da reflusso, un link che spero le possa tornare utile: https://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/112-ernia-iatale-e-reflusso-gastro-esofageo.html
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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[#4] dopo  
Utente
la ringrazio molto ma credo che la maggior parte dei miei disturbi non dipendano dalla mia ernia itale. mi sono già abbastanza documentato su questa patologia ed ho intrapreso una terapia farmacologica che continua ancora adesso. a dire il vero il mio medico mi ha detto che il farmaco che sto prendendo adesso, nello specifico l'omolin, dovrò prenderlo a vita perchè il mio reflusso gastroesofageo è abbastanza importante. a tal proposito, volevo chiederle se il fatto di prendere un farmaco a vita può risultare pericoloso a lungo andare per l'organismo, e se si, quali disturbi potrebbe comportare. come le dicevo in precedenza il mio medico tende a non prendermi troppo sul serio perchè convinto che io sia un ipocondriaco cronico. in ogni caso, in base alla mia esperienza, so che l'ernia iatale, o comunque le malattie da reflusso non comportano problemi intestinali. i miei sintomi che associo all'ernia iatale, sono i bruciori-dolori retrosternali, intorpidimento degli arti superiori, e la presenza di sangue nella saliva dovuta appunto al reflusso. naturalmente io parlo da profano. se lei può illuminarmi su queste problematiche glie ne sarei immensamente grato. grazie ancora per l'interessamento. cordiali saluti.

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Dr. Stefano Spina

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Lei ne sa gia' parecchio sull'ernia iatale, e leggo anche che sta facendo la terapia corretta! E' anche possibile che dovra' continuarla a lungo, magari a cicli stagionali oppure in modo continuativo, sempre comunque seguendo le indicazioni del suo Medico.
Per quanto riguarda invece gli effetti a lungo termine posso dirle che i miei pazienti riferiscono spesso la sensazione di avere la bocca secca, ma al di la' di questo piccolo fastidio non mi sono state rappresentate problematiche di rilievo.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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