Utente 110XXX
Gent.mi, verso la metà di dicembre scoso ho avuto un forte episodio di diarrea che mi tenne in bagno tutta la notte, causato (!) da un gelato mangiato a stomaco vuoto la sera precedente. Dopo qualche giorno, cominciai ad avvertire un fastidio “pulsante” nella parte sottocostale destra, altezza colecisti, che si irradia sin dietro alla schiena, accompagnato a volte da un senso di nausea e da una dolenzia intestinale prima di evacuare, con feci dalla consistenza e frequenza alterata, intendo o con presenza di ‘muco’ filamentoso o molto dure (addirittura ‘difficoltose’ da espellere) e di tipo ‘caprino’, spesso anche di colore strano (tipo verde/grigio chiaro). Il medico curante mi faceva sottoporre ad ecografia dell’addome completo in cui risultava tutto nella norma tranne che una colecisti “in sede ma dismorfica in quanto ripiegata al III° superiore del corpo – Murphy ecografico negativo mentre il contenuto appare anecogeno per assenza di calcoli. Dotti biliari intraepatici e coledoco di calibro regolare”. Attribuendo alla forma della mia colecisti questi disturbi digestivi oltre che ad una condizione di stress e sedentarietà (sono un videoterminalista), mi prescriveva digerent polifarma (trimebutina maleato150mg) 2vv/g 15 minuti prima dei pasti ed una bustina al mattino di probiotici simbiotici, il bifivir, da assumere tutti i gg. almeno sino al marzo p.v., bere molti liquidi e regolare attività fisica. In effetti i fastidi si sono attenuati, a volte però torna quello pulsante ad altezza colecisti e fianco dx (e allora assumo il digerent on-demand) e ho un certo senso di gonfiore addominale, con accentuata flatulenza e “rumori” nell’intestino. Anche se con frequenza ridotta, trovo ancora muco nelle feci. Vorrei sapere se sto percorrendo la strada giusta e se sono i probiotici al mattino a procurarmi questa distensione e se è corretto assumerli tutti i gg. per questi tre mesi. Inoltre, a quali esami dovrei o potrei sottopormi per rintracciare eventuali intolleranze alimentari, perché ho notato – mai in passato – che quando mangio formaggi freschi, soprattutto a cena, si accentuano i miei problemi. Grazie mille.

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Dr. Stefano Spina

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Tutto sommato credo che la terapia che sta facendo sia adeguata al caso. Ovvio che deve essere sottintesa una alimentazione regolare e bilanciata, che comunque rimane sempre alla base di tutto.
Per quanto riguarda le intolleranze alimentari tenga conto che si tratta di test che possono non dare risultati assolutamente certi, con la sola eccezione di quelli per il lattosio e per la celiachia, che invece hanno valenza scientifica piena. Molto dunque deve essere fatto sulla base dell'esperienza personale e dei consigli che le potra' dare il suo Medico o, se necessario, un Dietologo.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
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