Utente
Gentile dottore,dal mese di aprile scorso soffro di emorroidi. Mentre in passato ogni volta che mi accadeva (piuttosto raramente devo dire) il problema si risolveva in breve tempo (curandomi con Hamolind cpr.), questa volta, nonostante abbia provato diversi farmaci (Daflon cpr.,trattamenti locali di Mesalazina, iniezioni di Mesoglicano, oltre alle solite cpr. di Hamolind), sono riuscita solo a migliorare ma non a guarire. Preciso che le mie emorroidi non sanguinano e non ho mai sofferto di stipsi, tranne in un unico ed isolato episodio dal quale poi è scaturito tutto il problema.
Il 30 giugno scorso ho effettuato una visita dal proctologo che mi ha diagnosticato quanto segue:
Prolasso emorroidario con nodo di trombosi estesa e ragade anale. Ipertono sfinteriale (mi scuso se qualche parola non dovesse essere esatta ma non sempre si riescono a leggere perfettamente tutte le parole di una diagnosi). Il dottore mi ha detto che non vedeva la necessità di qualche intervento chirurgico nell'immediato e che la terapia che mi avrebbe prescritto mi avrebbe senz'altro giovato:
Plantalax bustine
Prisma fiale per 6 gg.
Pentacol gel 500 per 15 gg.
Ho protratto questa cura oltre il tempo stabilito (tuttora ancora la pratico)sperando sempre in un ulteriore miglioramento che però non dura mai per più di due giorni consecutivi. Ogni volta mi illudo che esso prosegua sino alla scomparsa completa dei sintomi.
L'unico lasso di tempo in cui sto veramente bene è al mattino, al momento del risveglio, mi sento come se non avessi mai avuto niente. Poi con il trascorrere delle ore e riprendendo, anche se limitatamente, le attività della giornata, si ricomincia a sentire il disturbo.
Il medico di base mi ha suggerito di effettuare delle camminate in mare, con l'acqua sino alla cintola, ma neanche questo sembra avermi aiutato per ora più di tanto.
Sono sempre stata una persona attiva nonostante abbia 67 anni, grande camminatrice,attenta alla alimentazione, sempre ricca di frutta e verdura.
Questo fastidio mi ha trasformato sia a livello fisico, limitando le mie solite normali attività, che mentale. Anzi ho notato che nei momenti di ansia o preoccupazione il disturbo si accentua.
Dottore, può consigliarmi in merito? Persistere nella cura prescrittami? cambiare terapia? o (cosa che eviterei volentieri) sottopormi ad una nuova visita presso un altro specialista di proctologia? In tal caso può indicarmi qualche nominativo o qualche centro dove possa rivolgermi, dove magari si pratichi il metodo THD qualora fosse necessario usarlo nel mio caso?
Preciso che abito nelle Marche ma sarei disposta anche ad andare fuori regione.
La ringrazio sentitamente e attendo la sua risposta.

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Dr. Stefano Spina

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Credo che sara' meglio tornare dal Proctologo per esporre gli scarsi risultati ottenuti dalla terapia: alla luce del suo racconto e' probabile che il Collega rivaluti la possibilita' di intervenire chirurgicamente, cercando anche di indirizzarla verso il metodo che piu' si addice al suo problema.
Cordiali saluti
dott. Stefano Spina
www.stefanospina.com

[#2] dopo  
Utente
Ringrazio molto il dr. Spina sia per la risposta che per la tempestività della stessa.

[#3]  
Dr. Stefano Spina

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