Utente
Buongiorno e grazie in anticipo per l'aiuto.
Sono un ragazzo di 25 anni e circa due mesi fa ho avuto un episodio di emorroidi (prima volta che mi succede). A parte un leggero prurito avvertito per i primi giorni l'unico sintomo che ho avvertito e che tuttora avverto è la presenza (avvertita al tatto facendo il bidet) di una piccola "pallina" che sporge leggermente dall'ano. Alzandomi e camminando mi sembra che rientri parzialmente ed applicando una leggera pressione con il dito rientra totalmente. In ogni caso, nessun sanguinamento o dolore.
Sono stato pochi giorni fa da due specialisti per approfondire e ho avuto indicazioni un pò diverse e volevo qualche delucidazione.

La prima diagnosi dice:
Regione ano-perianale nella norma. Introduzione indolente del dito esploratore con tono sfinterico nella norma. Anoscopia tendenza al prolasso mucoso interno (con lieve congestione emorroidaria) suscettibile di correzione chirurgica (HPS).

E la seconda:
Alvo regolare. Esiti di trombosi emorroidaria, piccolo prolasso muco-emorroidario di I-II°, attualmente non complicato.
Indicazione a legature elastiche e sclerosi del prolasso.

Volevo avere se possibile qualche chiarimento sulla differenza tra l'intervento HPS e la legatura elastica. Leggendo qualcosa online mi è sembrato di capire che la prima tecnica, al contrario della legatura elastica, è una tecnica moderna. E' sicura? In cosa consiste? In quali casi e in base a cosa va preferita l'una all'altra?

Grazie
Cordiali saluti

[#1]  
Dr. Francesco Ferrara

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Buongiorno,

si tratta di due tecniche diverse in quanto la prima mira a correggere il prolasso emorroidario riposizionando le emorroidi stesse all'interno dell'ano nella loro posizione naturale ed abolendo la loro vascolarizzazione arteriosa, mentre la seconda consiste nella legatura delle emorroidi con piccoli elastici, causandone la loro "eliminazione" graduale. Sono entrambe tecniche valide, dipende dall'esperienza che ogni chirurgo ha. La legatura elastica è una procedura prettamente ambulatoriale e spesso sono necessarie più sedute per risolvere il problema (non si possono legare tutte le emorroidi insieme). La HPS invece è un intervento chirurgico vero e proprio, ma è sufficiente una sola seduta. In ogni caso è comunque possibile il rischio di recidiva. Valuti serenamente se eseguire queste procedure o se continuare con la terapia medica soltanto che, nel caso di emorroidi di I-II grado, può essere altrettanto efficace. Chiaramente senza visitarla, mi riesce difficile esprimere ulteriori pareri.

Cordialmente,
Dr. Francesco Ferrara - Chirurgo Generale - Colonproctologo
Ospedale San Carlo Borromeo - Milano
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[#2]  
Dr. Andrea Favara

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Son procedure sovrapponibili per indicazioni e risultati.
Considerata la modestia dei suoi sintomi attuali potrebbe non averne bisogno.Prego.
Dottor Andrea Favara
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[#3]  
Dr. Alberto Vannelli

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Dalla descrizione che fa sembra si tratti di un'emorroide trombizzata, mentre i colleghi fanno riferimento alla possibile presenza di un prolasso muco-emorroidario. Ancora oggi la patologia emorroidaria sembra ben lungi dall'ottenere una classificazione comune e condivisibile.
Ad ogni buon conto HPS, acronimo di HemorPex System, viene preferita per i prolassi muco-emorroidari ma può essere applicata anche per stadi meno impegnativi non prevede asportazione chirurgica dei tessuti, e riposizionando le emorroidi in sede mediante punti riassorbibili si produce una legatura dei rami terminali dell'arteria emorroidaria superiore.
La legatura elastica, consiste nell'applicazione di un laccio di gomma alla base dell'emorroide. Il tessuto legato verrà poi eliminato assieme all'anello di gomma e la ferita residua cicatrizzerà spontaneamente.
Sono entrambe tecniche riconosciute e normalmente utilizzate, la prima è ancora limitata a pochi centri, mentre per la seconda è decisamente più diffusa; bisogna quindi aggiungere che oltre alla corretta classificazione, la scelta della metodica dipende anche dall'esperienza dell'operatore e dalla confidenza con le varie tecniche
Dr. alberto vannelli
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[#4] dopo  
Utente
Innanzitutto ringrazio tutti per le risposte che hanno chiarito qualche dubbio sui due tipi di intervento.

Gentile Dr. Alberto Vannelli, per quale motivo dice che "Dalla descrizione che fa sembra si tratti di un'emorroide trombizzata, mentre i colleghi fanno riferimento alla possibile presenza di un prolasso muco-emorroidario." ?
Ci sono sintomi che caratterizzano il prolasso muco-emorroidario che non ho riportato?
Comunque i medici che mi hanno visitato hanno fatto riferimento sia all'emorroide che al prolasso mucoso. In particolare, uno dei due mi ha detto che la congestione dell'emorroide è molto lieve e in via di risoluzione. Ma, se ho ben capito, lo scivolamento dell'emorroide nei pressi dell'ano è dovuto al prolasso mucoso. Quindi la necessità dell'intervento è dovuta non alla congestione dell'emorroide ma al prolasso. Anche il prolasso mucoso è stato descritto come lieve (I-II grado) ma mi è stato spiegato che il prolasso mucoso è una condizione che non può migliorare spontaneamente (se non con gli interventi che mi sono stati consigliati) e che può solo peggiorare se non si agisce.
Dr. Francesco Ferrara e Dr. Andrea Favara, avete fatto riferimento a una risoluzione senza intervento. Quindi, a differenza di quanto mi è stato detto, ci sono casi in cui il prolasso mucoso può essere trattato con una terapia farmacologica? Ci sono casi in cui l'emorroide può tornare nella sua sede naturale spontaneamente?

Per quanto riguarda i due tipi di intervento, volevo chiedere
se sono dolorosi e quali sono generalmente i tempi di recupero per ciascuno di essi.
Posso tornare al lavoro o ho bisogno di giorni di riposo? (non faccio un lavoro che richiede sforzi fisici).


Cordiali saluti e grazie di nuovo

[#5]  
Dr. Andrea Favara

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Il prolasso puo' essere intermittente e regredire e va trattato solo se sintomatico.Gli interventi non sono dolorosi e i tempi di recupero brevi. Prego.
Dottor Andrea Favara
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[#6]  
Dr. Francesco Ferrara

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Se effettivamente lei ha un prolasso emorroidario di I-II grado, per definizione si tratta di un prolasso lieve interno o che al massimo protrude all'esterno solo durante lo sforzo defecatorio. Personalmente consiglio di eseguire interventi chirurgici solo per prolassi di maggiore entità (III-IV grado) o in casi con sintomatologia particolarmente invalidante e refrattaria alla terapia medica. Nei prolassi lievi e poco sintomatici la terapia farmacologica (anche a cicli) può bastare e il prolasso può ridursi. In questi casi preferisco sempre lasciare una parte della scelta se eseguire o meno l'intervento al paziente stesso, anche in base al suo stato di salute ed alla sua storia clinica, ricordandosi che si tratta pur sempre di un intervento chirurgico, con tutti i rischi del caso.

Cordialmente,
Dr. Francesco Ferrara - Chirurgo Generale - Colonproctologo
Ospedale San Carlo Borromeo - Milano
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[#7] dopo  
Utente
Come dice lei il prolasso protrude all'esterno durante lo sforzo defecatorio, arrivando a sporgere leggermente dall'ano.
Mi è stato detto di farlo poi rientrare con il dito. Così facendo non sporge più dall'ano ma comunque penso che rimanga nell'ultima parte del canale anale
Per quanto riguarda la terapia medica mi è stato dato emortrofine crema 2 volte al giorno e daflon 500 2 cpr al giorno per un mese.

[#8]  
Dr. Francesco Ferrara

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Perfetto, decida serenamente quale soluzione possa essere più consona al suo stato di salute. Come già detto sono tutte valide alternative.

Cordialmente,
Dr. Francesco Ferrara - Chirurgo Generale - Colonproctologo
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[#9] dopo  
Utente
Buongiorno
Sto continuando la terapia con daflon ed emortrofine crema e la situazione è sempre la stessa: continuo a non avvertire nessun tipo di fastidio ma continua ad esserci questa piccola pallina che sporge leggermente dall'ano, seppur asintomatica.
Qualcuno di voi ha parlato di una possibile riduzione/regressione del prolasso. Ipoteticamente, ciò può avvenire anche a distanza di tempo? Ormai sono più di due mesi che la situazione sembra essersi stabilizzata

Grazie di nuovo per la disponibilità
Cordiali saluti

[#10]  
Dr. Francesco Ferrara

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Buongiorno,

è necessario valutare attraverso una visita per poter esprimere un parere corretto. Attraverso internet è difficile fare una diagnosi.

Cordialmente,
Dr. Francesco Ferrara - Chirurgo Generale - Colonproctologo
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[#11] dopo  
Utente
Sì certo, infatti ho un'altra visita tra due settimane.
Mi chiedevo solo se, aldilà del mio caso specifico, in generale è possibile che un prolasso mucoso regredisca a distanza di due/tre mesi. Perchè in caso contrario, sarebbe inutile aspettare e inizierei a prenotare l'intervento

In ogni caso la ringrazio
Saluti

[#12]  
Dr. Francesco Ferrara

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Se è un prolasso di lieve entitá puó regredire con la terapia medica nel giro di qualche mese, ma è comunque indispensabile regolarizzare l'intestino rendendo le feci piú morbide possibile
Dr. Francesco Ferrara - Chirurgo Generale - Colonproctologo
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[#13] dopo  
Utente
Scusate se disturbo di nuovo, ma avrei qualche altra domanda.
Ho deciso di ricorrere alla possibilità meno "invasiva" tra quelle suggerite, ovvero la legatura elastica.
Uno dei due medici che mi ha visitato mi ha spiegato che questa operazione richiede 3 sedute a distanza di uno/due mesi l'una dall'altra.
L'altro mi ha invece detto che farebbe tutto in un'unica seduta.
Quali sono le differenze tra questi due approcci?
Mi sembra di aver capito che generalmente si usa fare più sedute. Qual è il motivo? ci sono dei rischi nel fare un'unica seduta?

Il medico mi ha anche detto che intervenire su questo prolasso (sia con la legatura che con altri interventi) non è comunque risolutivo in modo definitivo e che è estremamente probabile che tra 10/15 anni il problema si ripresenterà e si dovrà intervenire nuovamente. E' così? Non ci sono soluzioni definitive?

Ringrazio per l'attenzioni
Cordiali saluti

[#14] dopo  
Utente
Scusate se disturbo di nuovo, ma avrei qualche altra domanda.
Ho deciso di ricorrere alla possibilità meno "invasiva" tra quelle suggerite, ovvero la legatura elastica.
Uno dei due medici che mi ha visitato mi ha spiegato che questa operazione richiede 3 sedute a distanza di uno/due mesi l'una dall'altra.
L'altro mi ha invece detto che farebbe tutto in un'unica seduta.
Quali sono le differenze tra questi due approcci?
Mi sembra di aver capito che generalmente si usa fare più sedute. Qual è il motivo? ci sono dei rischi nel fare un'unica seduta?

Il medico mi ha anche detto che intervenire su questo prolasso (sia con la legatura che con altri interventi) non è comunque risolutivo in modo definitivo e che è estremamente probabile che tra 10/15 anni il problema si ripresenterà e si dovrà intervenire nuovamente. E' così? Non ci sono soluzioni definitive?

Ringrazio per l'attenzione
Cordiali saluti