Utente 389XXX
Egregi Dottori,
ho bisogno di una vostra sincera risposta.
Provengo da ben due interventi per fistola anale ( fistulectomia) e un' intervento thd per emorroidi.

A detta dei medici tutti gli interventi dovevano essere una sciocchezza in termini di dolori post intervento e recupero

Soprattutto il THD doveva essere indolore, o al massimo un leggero fastidio, invece vi confermo che è stato forse il più doloroso fra tutti.
Ma la beffa è che tale metodica, non è per nulla risolutiva in caso di prolasso, in quanto la pessia fatta con le suture, 6 o 8 nel mio caso ha ceduto a distanza di un solo mese e sono ritornato punto e a capo e questa è una problematica accaduta anche ad altri miei conoscenti.

Ora vorrei sapere con tutta la vs più forte sincerità, in previsione di eventuale intervento con tecnica longo o starr, sono davvero interventi indolore come viene decantato in letteratura, in quanto si va a intervenire al di sopra della zona pettinata che, dicono è insensibile al dolore.
E il recupero posto longo, quanti lustri devono passare per tornare a star bene?
Scusate il sarcasmo ma cerco di sorridere per non scassare tutto, perchè di bugie, false promesse e tentativi ne ho sentite e provati troppi in prima persona.
Leggo e ho sentito testimonianze agghiaccianti sul post intervento con tecnica longo e anche a detta di noti specialisti (proctologi e fisioterapisti), di persone che si sono letteralmente rovinati l'esistenza dopo tale intervento.

Vi chiedo di essere quanto più sinceri e possibile nei limiti delle vs possibilità, in quanto capisco che spesso in campo medico ( vedi caso vaccini), vengono imposte metodiche che vanno contro lon stesso giuramento di ippocrate e della vs nobile arte medica, ma questo è solo un mio pensiero.
Distinti saluti.

[#1]  
Dr. Giovanni Salamina

32% attività
16% attualità
12% socialità
ABBIATEGRASSO (MI)
MAGENTA (MI)

Rank MI+ 60
Iscritto dal 2008
Prenota una visita specialistica
Condivido parzialmente le sue riiflessioni. L'intervento con THD potrebbe comportare la recidiva a breve distanza, ma generalmente non comporta un dolore importante almeno non come quello che si potrebbe avere dopo emorroidectomia. La prolassectomia con stapler dovrebbe essere eseguita da proctologi esperti con queste tecniche. In mani esperte generalmente non comporta complicanze gravi ma qualora dovessero verificarsi potrebbero essere sproporzionate in relazione alla malattia che si vuole curare : il prolasso muco-emorroidario. Nel senso che , sia pure molto raramente, si potrebbe rischiare anche la vita, anche in mani esperte. Altra cosa da dire è che sia la dearterializzazione con THD, sia la prolassectomia, è descritto in letteratura, possono comportare la recidiva a 2 aa con numeri in percentuale superiori rispetto all'emorroidectomia . Concludendo tutti questi interventi sono efficaci. Quelle che devono essere valutate oltre alla esperienza del chirurgo sono le indicazioni e la motivazione del paziente che ovviamente deve essere informato correttamente
Dr. Giovanni Salamina

[#2] dopo  
Utente 389XXX

Gentile Dott. Salamina, grazie della Sua cortese risposta.
Gentilmente, le volevo chiedere, ulteriori informazioni, in quanto sono in attesa di essere operato:

1) con la suturatrice meccanica di longo, quali potrebbero essere i problemi gravi, che qualora dovessero verificarsi potrebbero essere sproporzionatamente più gravi in relazione alla malattia che si vuole curare : il prolasso muco-emorroidario. Addirittura la morte perchè?

2) esiste differenza fra prolasso muco-emorroidario e prolasso rettale? Chiedo questo, perchè ho avuto più diagnosi, in una si parla di prolasso mucoemorroidario di 3° grado asimmetrico con indicazione di eseguire tecnica longo. Invece in un'altra diagnosi fatta da un'altro specialista, è stato diagnosticato prolasso rettale interno, in cui si indica intervento starr.

3) la differenza fra una tecnica longo normale e la Starr, consiste solo nel quantitativo di mucosa da sezionare?

4)Ad oggi io ho i seguenti sintomi: defecazione insoddisfacente, che si frammenta nell'arco di 2 o 3 ore nel corso della mattina, il che mi rende la vita difficile. Dolori, bruciori, prurito nella regione anale, che si accompagnano a senzazione di brividi di freddo lungo tutto il fianco sinistro del corpo, brividi senza febbre. No emorragie. Quindi in base alla mia sintomatologia, quale tecnica è la più indicata?

5) Non ho capito bene se quando si parla di prolasso rettale, usando la tecnica starr, ciò che si recide, è sempre mucosa o è proprio retto? Il retto cos'è? E' muscolatura o è sempre mucosa? Vale lo stesso per la longo tradizionale?

5) ho eseguito già tutti gli esami diagnostici del caso, anche se a detta dei medici, lasciano il tempo che trovano. Infatti la defecografia rx referta assenza di prolassi, mentre i proctologi che mi hanno visitato, sostengono ci sia, anche se uno parla di proasso mucoemorroidario e un'altro di prolasso rettale interno.

6) Con la tecnica starr, quindi si va come per la longo tradizionale, a ridurre anche il gonfiore delle emorroidi interne congeste, e che oggi mi fanno star male o essa ha il solo scopo di eliminare la SOD?

7) Sono indeciso da quale dei due medici farmi operare, in quanto entrambi sono noti, però differiscono in diagnosi e tipo di intervento. Chissà chi dei due ha ragione.
Una cosa è certa, uno dei due, asserisce che l'assunzione di fleboven compresse, non può dare benefico, invece io quando prendo queste compresse, mi sento meglio ( meno fastidio anale, meno dolori, meno senso di peso anale), ma a suo dire è una mia fissazione mentale e mi ha detto di prendere ansiolitici. Con il mio lavoro ( settore trasporti), non posso prendere sonniferi/ansiolitici, a parte che non soffro di ansia, ma proprio per via del lavoro che svolgo sarebbe rischioso e inutile, in quanto ansioso non sono ed è offensiovo sentirsi dire spesso che stiamo male perchè ci pensiamo.... Mi creda è offensivo e avvilente. Attendo fiducioso sua corte risposta. Cordiali saluti.