Utente 277XXX
Salve, nell'agosto di quest'anno, a seguito di un forte stress ho cominciato ad avere persistenti dolori pelvici con irradiazione inguinale ed episodici ma dolorosi spasmi ano-rettali. In concomitanza avevo un'emorroide trombizzata da circa un mese. Mi sono rivolto a un urologo che ha accertato un'ingrossamento della "prostata x 1,5 a consistenza parenchimatosa", prescrivendomi Permixon 320 1cp/die per 6 settimane. Al termine della cura ho eseguito spermicoltura e urinocoltura, entrambe negative. Alla visita di controllo la sintomatologia era migliorata e anche la prostata era tornata alle "dimensioni di una grossa castagna". Sebbene sul referto non abbia specificato alcuna diagnosi, verbalmente mi ha detto che si trattava di una prostatite cronica, prescrivendomi una terapia comportamentale volta a ridurre le ricadute, che sarebbero state più frequenti vista la patologia emorroidaria.
Dopo pochi giorni, in concomitanza con il prolasso di un'emorroide, ho cominciato ad accusare proctalgia. Mi sono rivolto a un colonproctologo che ha accertato "presenza di emorroidi esterne e piccola trombosi in sede mediana posteriore" e all'esplorazione digito-rettale "buono il tono basale dello sfintere interno. La contrazione evocata dello sfintere esterno e del puborettale risulta in preda ad ipertono; quest'ultimo non si rilascia completamente alla manovra del ponzamento". All'anoscopia "presenza di emorroidi interne di I° grado nelle sedi tipiche". La diagnosi è stata "sindrome da contrazione paradossa del muscolo puborettale", dicendomi che non avevo nessuna prostatite. Ad avvalorare questa diagnosi anche il fatto che in due occasioni di proctalgia persistente, la singola somministrazione di Brufen 400 mg aveva risolto la sintomatologia. Mi ha prescritto esercizi di bio-feed-back di rilasciamento del muscolo puborettale + Lexotan 3 gtt al mattino e 8 alla sera.
Attualmente la sintomatologia è migliorata (non scomparsa) e l'unica situazione di causa-effetto che avevo già sottolineato nelle varie visite è la è che la pubalgia e la proctalgia anticipano di alcuni minuti la sola evacuazione di aria e regrediscono completamente dopo di essa. Inoltre la sintomatologia si riduce in posizione clinostatica, regredisce completamente di notte ed è assente nelle prime ore del giorno.
A questo punto chiedo che nome dare a questo disturbo e come risolverlo?

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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La sua condizione, in effetti, é una dissinergia addomino-pelvica, è una condizione complessa che coinvolge sia la muscolatura addominale che quella pelvica e perineale, che conduce ad un aumento della pressione intraddominale, per poter evacuare e si accompagna ad contrazione del piano perineale e chiusura dell’ano.
In molti casi, di disfunzioni dl pavimento pelvico, la sintomatologia non è data solo dalla difficoltà ad evacuare, ma può essere associata a dolore anale che compare durante la defecazione o subito dopo oppure a distanza di tempo.
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#2] dopo  
Utente 277XXX

Grazie dottore, volevo chiederle se è una condizione risolvibile spontaneamente e se possa trarre giovamento da una moderata attività fisica, visto che conduco una vita abbastanza sedentaria.
Rispetto agli esercizi di bio-feedback di rilasciamento del pubo-rettale il proctologo mi ha spiegato che questi vanno eseguiti da seduto, con la schiena leggermente piegata in avanti, mantenendo per alcuni secondi lo stesso stesso atteggiamento di una minzione prolungata. Quante volte al giorno e quante ripetizioni per seduta dovrei fare?
Un'ultima domanda: a quale specialista devo fare riferimento?

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Lo specialista di riferimento è il proctologo.
La riabilitazione, preferibilmente, va eseguita sotto diretto controllo di un riabilitatore specialista in rabilitazione proctologica.
Prego.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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