Utente 123XXX
Salve,

da circa tre anni ho una relazione stabile con la mia attuale compagna, e abbiamo regolarmente rapporti di sesso orale non protetto.

Di recente ho letto sulla stampa di studi che proverebbero il legame tra papilloma virus umano e cancro dell'orofaringe. Ne ho parlato con un amico medico, il quale sostiene che si tratta di un allarmismo esagerato e non scientificamente fondato, che non è provato che l'HPV possa trasmettersi tramite il sesso orale e che semmai il rischio riguarda le persone che hanno molti rapporti promiscui. Allo stesso modo, diversi specialisti italiani interpellati dai giornali hanno invitato alla cautela circa gli allarmi lanciati dai colleghi statunitensi e britannici.

Tuttavia, su numerosi siti che sembrerebbero autorevoli, quali quello del National Cancer Institute degli USA, ho trovato materiale informativo, con citazioni di articoli scientifici, secondo il quale il sesso orale espone a un maggiore rischio di sviluppare un cancro orofaringeo, anche nell'ambito di un rapporto monogamico mutuamente fedele.

Vorrei sapere come regolarmi. E' opportuno che affronti la questione con la mia ragazza? Dovremmo interrompere quest'abitudine? Dovremmo sottoporci a dei particolari controlli? A quali "campanelli d'allarme" dovremmo eventualmente prestare attenzione?

Inoltre, non ho trovato alcuna informazione circa il nesso temporale tra contrazione del virus HPV, manifestazione dell'infezione ed eventuale sviluppo di un cancro orale. Quanto tempo normalmente trascorre, o può passare, tra ognuno di questi momenti? E' possibile che io o la mia ragazza abbiamo contratto il virus in rapporti avuti precedentemente alla nostra relazione e che possiamo ora "scambiarci l'infezione"?

Grazie dell'attenzione.

Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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gli studi che dimostrano questa associazione sono serissimi:

https://www.medicitalia.it/minforma/dermatologia-e-venereologia/611-sesso-orale-positivita-ad-hpv-aumenta-rischio.html

direi però di non allarmarsi e di procedere ad un controllo dermovenereologico sono se insorgono nuove lesioni nel cavo orale.

In alternativa è possibile effettuare dal dermovenereologo il tampone orofaringeo per la ricerca dell'HPV con una modalità assolutamente sensibile come la PCR

saluti
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
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www.latuapelle.it

[#2] dopo  
Utente 123XXX

Grazie Dottore della sua pronta risposta.

Solo un chiarimento: il tampone orofaringeo di cui parla sarebbe un esame preventivo da eseguire regolarmente o un accertamento da effettuare solo in presenza di particolari sintomi o segnali d'allarme?

In generale, è opportuno che, come coppia, ci sottoponiamo regolarmente a test per rilevare la presenza dell'HPV?

Grazie ancora, la saluto.