Utente 534XXX
Sono un ragazzo di 22 anni, stò con una ragazza da poco più di 4 mesi. Abbiamo sempre svolto la nostra attività sessuale senza protezione. Circa un mese fà alla mia ragazza sono state diagnosticate verruche genitali..così, allarmato, anche io mi sono fatto visitare da un dermatologo che non mi ha trovato assolutamente niente, circa una settimana dopo la visita mi sono spuntati anche a me i famosi condilomi.Ancora dobbiamo entrambi bruciare le nostre verruche, facciamo ugualmente sesso, con preservativo naturalmente, ma lei spesso ha una forte sensazione di bruciore che non gli permette sia fisicamente che mentalmente di svolgere l'atto sessuale. A questo punto, se possibile, ci sono diverse domande alle quali mi piacerebbe ricevere una risposta..

E' normale che la mia ragazza abbia questi disturbi?? A me per esempio non danno fastidio...
Una volta che abbiamo bruciato le nostre verruche, dopo quanto tempo potremmo rifare sesso senza preservativo?? Sò che qui entrano in gioco le recidive, o meglio si deve aspettare finchè nessuna verruca risalti fuori?? Ho sentito parlare di tempi come 2 anni...
Per finire un'ultima domanda...premesso che adotteremo le maggiori precauzioni indicate, che rischi ci sarebbero se facessimo sesso senza preservativo dopo l'eliminazione delle verruche, ormai il virus lo abbiamo entrambi!! O non è proprio così...Dopo tutto quello che ho letto non sono però ancora riuscito a capire se la verruca è il solo modo per contrarre il virus o basta il contatto con la pelle di una persona infetta...ciò scaturisce un'ultima domanda...una persona che contrae il virus diagnosticato dalla presenza di verruche, le quali vengono eliminate e non si ripresentano più...rimane comunque contagiosa questa persona??

Volevo precisare che la cosa importante per me è guarire e non fare domande sulla possibilità o meno di fare sesso, però, spero sia comprensibile, ho interesse di sapere determinate cose per la mia relazione

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Le fornisco un decalogo, che spero le sia di ausilio per reperire informazioni utili su questa discussa patologia:

1) l'HPV è causa di diverse manifestazioni cliniche, dalle verruche volgari (mani, piedi le sedi più classiche) a quelle piane (viso e zone estensorie del corpo le sedi più classiche) fino alla condilomatosi (genitali le sedi più classiche di manifestazione)

2) Ammontano già a circa 130 i sottotipi o "ceppi" identificati nel genere umano; non tutti sono capaci di dare le patologie sopraelencate ma "gruppi" di questi virus sono collegati a singole patologie: alcuni ceppi di questo virus (6,11,16,18 in primis) sono stati correlati con una grave paltologia della donna, il carcinoma della cervice uterina: tale situazione ha esitato con la recentissima introduzione di un vaccino per questi ceppi, da somministrare in misura preventiva a tutte le ragazzine in età pre-menarca e come consiglio, fino all'età di 26 anni.

3) probabilmente sia io che lei (e la restante popolazione generale) possediamo taluni sottotipi di questo virus (accade la stessa cosa per il virus dell'Herpes simplex e per quello Varicella Zooster, che si contrae dopo assieme alla varicella :quest'ultimo causa del famigerato "Fuoco di S. Antonio") i quali probabilmente resteranno latenti nel nostro organismo senza dare manifestazioni cliniche

4) la maggior parte di questi virus alberga quindi industurbata ed indisturbatamente nelle nostre terminazioni recettoriali dei nervi periferici (distretti nervosi metamerici cutanei): il loro "isolamento" è altresì garantito dalle nostre sentinelle immunologiche (le difese loco-regionali e sistemiche del nostro corpo)

5) Esistono situazioni contingenti - sempre legate alla cosiddetta "tolleranza immunologica" (oggi meglio identificata in sistemi complessi che racchiudono più apparati, primo fra tutti il NICS: Neuro - Immune - Cutaneous - Sistem) che concorrono alla diminutio di questa sorveglianza a carico delle "sentinelle immunologiche" le quali hanno il potere di far "fuggire" (in termini medici: ripercorrere in via anterograda la via nervosa periferica fino al distretto cutaneo interessato) e di far replicare la popolazione virale (all'interno della cute)

6) in caso di replicazione virale cutanea (molto florida e numerosa) può insorgere la lesione cutanea clinica, la quale è la manifestazione evidente del virus stesso, o "malattia da papilloma"

7) Tutto questo è giustificato nella storia dei soggetti portatori di gravi patologie dell'immunocompetenza (HIV e AIDS) nei quali purtroppo si osservano le manifestazioni cliniche più importanti e meno trattabili.

8) Quindi solo la "malattia da HPV" (ovvero la manfestazione clinica : condilomi) è in grado di diventare potenzialmente trasmissibile (nel caso della condilomatosi, essa diviene quindi a tutti gli effetti una MST: Malattia Sessualmente Trasmissibile)

9) In caso di patologia clinica (condilomatosi) il soggetto rimane potenzialmente infetto ed infettante - di norma - fino al II controllo negativo per tale patologia (ovvero la seconda visita di controllo sempre a distanza di 3 settimane - 1 mese l'una dall'altra) nella quale non si evidenzia (all'occhio esperto del Venereologo, non del paziente ovviamente: classici i casi di misdiagnosi e diangosi terdive in altri modi..): i rapporti protetti (meglio ancora l'astensione sessuale per tutto il tempo di controllo) sono d'obbligo.

10) nel periodo della fase di stato (anche quando le manifestazioni non presenti ma potenzialmente ancora ripresentabili perchè in fase replicativa sub-clinica) il soggetto si ritiene sempre infetto ed infettante.

Tutto questo, per rimandare sempre e comunque all'attenzione dello Specialista Venereologo (l'esperto di Malattie Sessualmente Trasmissibili e di cute e mucose genitali) ogni dubbio su questa patologia che deve sempre e comunque essere arginata, per la Nostra Salute e per quella di chi condivide assieme a noi una piccola od una grande parte della Nostra Esistenza.

Cari saluti
Dott. Luigi Laino
Ricercatore Dermatologo e Venereologo,
Malattie Sessualmente Trasmissibili, Roma



Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
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[#2] dopo  
Dr. Alessandro Benini

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Alla completa ed esaustiva risposta del collega Laino e per far ulteriormente capire all'utente la complessità dell'argomento(non certamente riferibile alle modalità di contagio quando il virus è clinicamente evidente)aggiungo che ci sono diversi studi, perloppiù americani, con rilevanza anche medico legale, per la presenza di HPV in regione ano genitale nei bambini di cui la maggior parte non aveva subito alcun abuso sessuale ( per tale motivo, in ambito medico legale, la presenza di HPV, in regione ano genitale nei bambini, in mancanza di segni di abuso, non è da considerarsi sessualmente trasmesso)tanto da far pensare che il genoma di alcuni virus sia già presente al momento del parto.Da ciò anche il periodo d'incubazione diventa difficilmente perevedibile.
Cordiali Saluti
Dr.Alessandro Benini
Dr.Alessandro Benini
Dirigente Medico Centro Grandi Ustionati
Osp."M.Bufalini" Cesena