Utente 606XXX
Gent.mi medici,

dopo un episodio di Tia, ad agosto scorso, durato fortunatamente solo pochissimi minuti senza lasciare alcuna traccia a livello cerebrale (risonanza ed angio negative), mi è stato diagnosticato un aneurisma mobile del setto interatriale. L'episodio si è verificato mentre prendevo l'aspirinetta, perchè alla ricerca di una terza gravidanza (su consiglio del ginecologo dopo 2 microaborti precedenti alla seconda gravidanza)

L'ecodoppler transcranico ha evidenziato uno shunt severo con manovra di Valsalva.

Mi è stato suggerita la chiusura con ombrellino del Pfo.

Nel frattempo ho consultato un ematologo specialista in trombosi ed emostasi. Ho eseguito uno studio completo sulla trombofilia dal quale risulto portatrice di doppia eterozigosi per fattore V di Leiden e per variante fattore II. Anche il d-dimero è risultato mosso (780 su massimo di 500).

Alla luce di questi dati, dell'episodio di Tia e del Pfo, lo specialista mi ha consigliato terapia anticoagulante con Coumadin, a vita a prescindere dalla chiusura del pfo. Al momento io assumo una compressa di aspirinetta e eparina, 1 fiala di clexane 4000 al giorno.

Per completezza di informazione aggiungo in breve la mia storia pregressa: io ho avuto una prima gravidanza senza alcuna o quasi ricerca e senza alcun problema durante la gestazione e il parto (avevo 23 anni), una seconda più affannosa nella ricerca durata 3 anni e inframmezzata da due aborti precoci fra 5 e 6 settimana, ma assolutamente regolare nel decorso e nel parto (avevo 38 anni). aggiungo che ho partorito con TC entrambe le volte, la prima perchè mia figlia era podalica, la seconda per dimensioni importanti del feto, anche se poi ha anticipato alla 37.ma +3!


Alla luce della mia storia e del mio profilo genetico, questa situazione attuale mi suona devastante per il suo fluttuare a livello di valutazione specialistica dal bianco al nero all'indefinito: ho consultato 2 cardiologi a proposito della chiusura o meno del pfo, uno dopo 4 mesi ancora non riesce a pronunciarsi rimbalzandomi dal neurologo all'ematologo, l'altro mi ha circoscritto il fattore rischio a quest'ambito prospettandomi una sostanziale soluzione del problema con l'applicazione dell'ombrellino. Entrambi non mi hanno prescritto alcuna terapia fuorchè il proseguo dell'assunzione dell'aspirinetta. Il neurologo sostiene che se dovessi far terapia a vita sarebbe superfluo l'intervento di chiusura. L'ematologo mi ha prescritto il coumadin a vita sostenendo che la doppia eterozigosi fa un'omozigosi dunque rischio elevato. Un ginecologo mi ha prospettato l'eventuale gravidanza (cercherei per un periodo ristretto a pochi mesi data l'età, 43 anni) da monitorare con eparina, un altro (qui nella sezione Ginecologia) sostiene che giocherei alla roulette russa! Insomma cerco disperatamente un pò di chiarezza sulla mia condizione: qual è la Vostra valutazione?
Confidando nella Vostra comprensione attendo fiduciosa

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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gentile Signora , lei ha una mutazione genetica che predisponi alla trombosi ed un forame ovale pervio che facilita l'embolizzazione di trombi.
Il suo rischio tromboembolico e' molto elevato.
L' aspirinetta certo non la protegge da queste temibili complicanze.
Lei dovrebbe essere posta in terapia anticoagulante orale (Coumadin ) , oltre ad essere sottoposta a chiusura del difetto interatriale
La gravidanza e' controindicata e quindi non la cercherei

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
www.cecchinicuore.org
Medicina di Emergenza ed Urgenza