Utente 121XXX
Salve,

volevo sottoporre il caso di mia madre, paziente di 72 anni, la quale è stata recentemente operata per rimozione pelvica di mts ereditate da un precedente intervento di emicolectomia dx. L'intervento, riuscito perfettamente, è stato però complicato da ictus corticale(probabilmente da ipossia intra-op)in paziente senza fattori di rischio. Attualmente, dopo un miracoloso recupero dopo soli tre mesi, la paziente si mobilizza quasi autonomamente. Dagli ultimi controlli ematici è pero' risultato un abbassamento delle albumine all'elettroforesi (48) per cui sta eseguendo alcuni flaconi in vena per compensazione, coagulazione nella norma con INR di poco superiore a 1 ma un d dimero di 2800. Abbiamo iniziato, su consiglio di un medico mio amico, il coumadin 5mg con schema tre giorni 1cp e poi mezza cp e così via e abbiamo sospeso il clexane 4000 che faceva sotto cute. Assume anche cardioaspirina 1cp die. Ho sentito dire che il d dimero dopo grossi interventi si alza quasi fisiologicamente ma mi chiedevo comunque se, in assenza di disturbi respiratori e segni particolari (oltre al gonfiore declivo) fosse necessario un approfondimento in ambulatorio malattie tromboemboliche. E naturalmente vorrei sapere quanto tempo deve fare terapia con il coumadin. Un grazie anticipato.

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20563

Cancellato nel 2010
I D-Dimeri sono normalmente alti nell'immediato postoperatorio, non dopo 3 mesi.

Il livello dei DD suggerisce la presenza di una attivazione della coagulazione in vivo, da qualche parte. Non sempre e' possibile dire cosa e dove si attiva, si va da focolai trombotici (alle vene, trombi endocavitari) a situazioni sistemiche (batteriemie da gram negativi). La stessa malattia neoplastica si associa a produzione e rilascio di tromboplastine tissutali che infatti rendono piu' frequente le trombosi improvvise in questi pazienti, forse il DD prelude a una recidiva.

Corretta la prevenzione con Coumadin a basso dosaggio (tenere INR attorno a 2), che previene trombosi venose. Occhio pero' che l'associazione con cardioaspirina (antiaggregante, previene trombosi arteriose) puo' risultare sopraadditiva e far correre rischi emorragici. Io sospenderei la cardioaspirina, anche a beneficio dello stomaco.

Altre indagini sulla coagulazione non ne farei, il primum movens secondo me e' altrove, oltretutto la terapia anticoagulante in corso altera vari parametri (es. PC - PS). Terrei d'occhio DD e INR. La terapia anticoagulante io la protrarrei a basso dosaggio, per adesso senza porsi scadenze, ma non meno di sei mesi, anche perche' sospendendola puo' esserci un rimbalzo trombotico.






[#2] dopo  
Utente 121XXX

Dr. Bianchi,

innanzitutto un ringraziamento particolare per la celere risposta.

Le premetto che stamane mia madre è stata valutata dal medico di famiglia il quale optava per sospendere il coumadin e reinserire il clexane 4000. In mattinata comunque verrà valutata dal Dott. P. a Pavia ed eseguirà eco color doppler venoso arti inferiori. Venerdì eseguiremo comunque ancora i controlli ematochimici.

La Sua risposta mi allarma, il rischio di una recidiva, dopo quel che ha passato e dopo lo splendido recupero funzionale mi spaventa. Se però il coumadin servisse a prevenirla non esiterei a proseguire come da suo consiglio, pur valutando almeno settimanalmente i valori dell'INR.

Domani le darò notizie più approfondite dopo gli accertamenti.

Pier Paolo

[#3] dopo  
Utente 121XXX

Buonasera Dott. Bianchi.

Hanno fatto diagnosi: TVP profonda bilaterale arti inferiori. Hanno suggerito (Dr.ssa B.) di sospendere il coumadin che eventualmente verrà utilizzato più avanti e la cardioaspirina (la paziente è anche in terapia con gardenale 100), e hanno prescritto clexane 8000 una iniezione/die + calze a contenzione media. Controllo in ambulatorio malattie tromboemboliche a ottobre per effettuazione eco di controllo. Che ne pensa?

Saluti

Pier Paolo

[#4]  
20563

Cancellato nel 2010
Ripongo e la invito a riporre la massima fiducia nell'operato dei colleghi specialisti del S. Matteo e nelle loro prescrizioni.

Si conferma che il DD elevato proveniva da una trombosi in atto (non ha detto la localizzazione precisa) e ora si tratta di limitare e far regredire il doppio trombo, in questo senso il clexane puo' essere usato a dosi piu' efficaci del Coumadin perche' e' piu' maneggevole. Certo dopo le prime settimane sara' piu' pratico ed economicamente conveniente ritornare alla terapia orale, che pero' alla luce di quanto successo non adra' fatta a dosi blande ma a dosi piene, con un target INR spostato piu' in alto.

[#5] dopo  
Utente 121XXX

Dr. Bianchi,

le confermo il d-dimero in picchiata! Da 3800 siamo a 750. Piastrine 350 mila. Direi che andiamo alla grande. Sta continuando il clexane 8000/die.

Buona giornata