Utente 207XXX
Stimatissimi prof. dello staff,
in seguito a colonscopia (tradizionale), prescrittami sia per antica sindrome emorroidaria, interna e esterna, in aggravamento, causata da stipsi cronica (nonostante dieta vegetariana ed abbondante assunzione di liquidi, disciplina e notevole robustezza vascolare in genere), sia per frequenti dolori spastici e ipomotilità, il medico ha rilevato un dolicocolon con accentuata convoluzione (io ho 44 anni, M, 54 kg x 168 cm, ed il medico ha letteralmente dichiarato che avevo un colon da individuo di 180 cm, stipato in un bacino e peritoneo molto angusti).

Mi chiedevo quindi, dato che la resezione colica esiste (per certo con altre indicazioni), se potrebbe essere considerata nel mio caso, e magari cambiarmi la qualità della vita. Un parziale accorciamento potrebbe consentire una disposizione meno ingarbugliata e tortuosa del colon nel poco spazio disponibile ?

Aggiungo che devo a breve eseguire l'asportazione di tutti i gavoccioli emorroidari, ma questo non rimuoverà la causa della stipsi primaria (per la precisione, non si tratta di stipsi in senso classico : grazie alla dieta curata e alla disciplina riesco ad andare di corpo regolarmente, 1 o 2 volte al giorno, ma tuttavia rimane un atto estremamente faticoso che richiede eccessiva forza del torchio muscolare)

Vi ringrazio anticipatamente per ogni consiglio.
Cordiali saluti

[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Bene ! Prima di pensare ad un qualsiasi tipo di intervento (ma sarà necessario ?) è indispensabile eseguite uno studio del transito intestinale che darà indicazioni sul tipo di stipsi e sulla terapia opportuna.

Cordialità
Primario di Gastroenterologia ed Endoscopia, Osp. San Giuseppe - Milano
Centro di COLONSCOPIA ROBOTICA
www.endoscopiadigestiva.it

[#2] dopo  
Utente 207XXX

Gentilissimo Dr. Cosentino,
Probabilmente saranno dati di scarso significato diagnostico, ma saltuariamente consumo alcuni alimenti con un qualche potere "tracciante" (o in quanto impartiscono colore caratteristico, tipo il carbone, la curcuma, o odore, come gli asparagi, o persino certi semini, o anche il grano cotto un po' poco).
Dall'osservazione, o meglio dalla correlazione tra il tempo di uscita e quello di entrata, nei soli periodi di assenza di dolore in cui il transito è regolare, esso sembrerebbe essere sfasato di un ritardo di circa 24 ore. O, più esattamente, dato che non è tanto l'orario che fa fede ma il numero di atti, diciamo di un paio di "atti", per così dire. Se compaiono gli spasmi, salta qualche puntata.

Tuttavia il gastroenterologo che ha eseguito la coloscopia, ha parlato di alcuni residui di feci vecchie, rimasti aderenti nonostante il prolungato lavaggio con l'agente tensioattivo e il PEG solubile.
Mi sono fatto una sorta di idea che il transito non sia particolarmente ordinato (laminare in gergo), come l'acqua in un tubo, ma piuttosto come quello di un refluo viscoso in una fogna piena di anse e sacche. In prossimità del centro del lume, laddove passa probabilmente il grosso della portata, la velocità di scorrimento è piuttosto rapida (in grado di spiegare una cadenza piuttosto regolare bigiornaliera delle deiezioni, tipicamente da vegetariano quindi). Tuttavia nei meandri più periferici verosimilmente stagnano quantità, forse non maggioritarie, ma che potrebbero restare incrostate molto più a lungo.
Persino durante le fasi di lavaggio pre-esame con la soluzione elettrolitica, avevo osservato che la sera, dopo un giorno di emissione, il flusso era ormai diventato limpido. Ma al mattino, essendo la soluzione rimasta ad ammollare a lungo il lume, ha rimosso altre incrostazioni più refrattarie. Erano poche, ma presenti. E ciononostante qualcuna era ancora rimasta all'esame. E' possibile che alcune superfici a grande raggio di curvatura, esterne al flusso, vengano efficacemente ripulite dalla spinta della massa e dall'attrito, ma quelle a piccolo raggio, in zone d'ombra (di bassa pressione), probabilmente restano incrostate di residui anche molto vecchi, che immagino irritino. Okay ... forse per quanto poco mobili e pigri i visceri non sono assimilabili ad un alvo :-)

Quali esami mi consiglierebbe per una misura standardizzata del tempo di transito medio ?

Quanto alla stipsi, beh, in effetti non sussiste stipsi in senso stretto del termine.
Essa rimane latente in quanto la tengo sotto controllo grazie alla dieta e la disciplina ordinata delle abitudini. Ma rimane il problema dello sforzo ingrato, e della scarsissima motilità "vegetativa", che solo il torchio addominale volontario riesce a compensare. Ho parlato di stipsi in maniera forse poco appropriata. Diciamo che qualora smettessi di mangiare vegetali (e tutto integrale) e bere molto, il fenomeno ricomparirebbe con puntualità inesorabile. Per cui mi viene spontaneo definirmi stitico anche se vado due volte al giorno. De facto non concedo nessuna deroga alle precauzioni, perché si acuirebbero molto le probabilità di doloramento.


Quanto a terapie, di lassativi stimolanti non intendo prenderne perché avrei davanti una terapia a vita. Gli altri ... non so, sono oltre vent'anni che non ci faccio più ricorso. Temo che un ricorso sistematico potrebbe alla lunga portare a qualche malassorbimento di nutrienti (penso agli osmotici o ai lubrificanti ... di fibre solubili non trarrei molto giovamento, probabilmente, ma non le ho mai provate).
Una volta mi prescrissero uno spasmolitico (anticolinergico), che cessai poi per sempre, perché risolse la fase acuta di un singolo evento lasciando degli strascichi di una settimana (probabilmente inibire la poca mobilità efficace di cui dispongo implica il blocco totale del transito)


Circa l'intervento, beh, convengo che è tutto salvo che necessario. Sono sopravvissuto 44 anni vivendo si "da schifo", ma senza sviluppare altre patologie che non le emorroidi, e per il resto ho una salute buona. Sicuramente non morirò solo per quello.
Era, come si suol dire, un sogno di liberazione :-)

Intanto grazie della consulenza. Se potesse suggerirmi qualche esame per lo studio del transito, ne parlerò prontamente al mio medico di famiglia.
Cordiali saluti







[#3] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Lo strumento diagnostico più semplice ed utile per distinguere le due principali condizioni della stitichezza cronica (RALLENTATO TRANSITO e OSTRUZIONE ALLA USCITA) è la valutazione del Tempo di Transito Intestinale tramite la somministrazione orale di marker radiopachi.



Saluti
Primario di Gastroenterologia ed Endoscopia, Osp. San Giuseppe - Milano
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[#4] dopo  
Utente 207XXX

Gentilissimo Dr. Cosentino,
Probabilmente saranno dati di scarso significato diagnostico, ma saltuariamente consumo alcuni alimenti con un qualche potere "tracciante" (o in quanto impartiscono colore caratteristico, tipo il carbone, la curcuma, o odore, come gli asparagi, o persino certi semini, o anche il grano cotto un po' poco).
Dall'osservazione, o meglio dalla correlazione tra il tempo di uscita e quello di entrata, nei soli periodi di assenza di dolore in cui il transito è regolare, esso sembrerebbe essere sfasato di un ritardo di circa 24 ore. O, più esattamente, dato che non è tanto l'orario che fa fede ma il numero di atti, diciamo di un paio di "atti", per così dire. Se compaiono gli spasmi, salta qualche puntata.

Tuttavia il gastroenterologo che ha eseguito la coloscopia, ha parlato di alcuni residui di feci vecchie, rimasti aderenti nonostante il prolungato lavaggio con l'agente tensioattivo e il PEG solubile.
Mi sono fatto una sorta di idea che il transito non sia particolarmente ordinato (laminare in gergo), come l'acqua in un tubo, ma piuttosto come quello di un refluo viscoso in una fogna piena di anse e sacche. In prossimità del centro del lume, laddove passa probabilmente il grosso della portata, la velocità di scorrimento è piuttosto rapida (in grado di spiegare una cadenza piuttosto regolare bigiornaliera delle deiezioni, tipicamente da vegetariano quindi). Tuttavia nei meandri più periferici verosimilmente stagnano quantità, forse non maggioritarie, ma che potrebbero restare incrostate molto più a lungo.
Persino durante le fasi di lavaggio pre-esame con la soluzione elettrolitica, avevo osservato che la sera, dopo un giorno di emissione, il flusso era ormai diventato limpido. Ma al mattino, essendo la soluzione rimasta ad ammollare a lungo il lume, ha rimosso altre incrostazioni più refrattarie. Erano poche, ma presenti. E ciononostante qualcuna era ancora rimasta all'esame. E' possibile che alcune superfici a grande raggio di curvatura, esterne al flusso, vengano efficacemente ripulite dalla spinta della massa e dall'attrito, ma quelle a piccolo raggio, in zone d'ombra (di bassa pressione), probabilmente restano incrostate di residui anche molto vecchi, che immagino irritino. Okay ... forse per quanto poco mobili e pigri i visceri non sono assimilabili ad un alvo :-)

Quali esami mi consiglierebbe per una misura standardizzata del tempo di transito medio ?

Quanto alla stipsi, beh, in effetti non sussiste stipsi in senso stretto del termine.
Essa rimane latente in quanto la tengo sotto controllo grazie alla dieta e la disciplina ordinata delle abitudini. Ma rimane il problema dello sforzo ingrato, e della scarsissima motilità "vegetativa", che solo il torchio addominale volontario riesce a compensare. Ho parlato di stipsi in maniera forse poco appropriata. Diciamo che qualora smettessi di mangiare vegetali (e tutto integrale) e bere molto, il fenomeno ricomparirebbe con puntualità inesorabile. Per cui mi viene spontaneo definirmi stitico anche se vado due volte al giorno. De facto non concedo nessuna deroga alle precauzioni, perché si acuirebbero molto le probabilità di doloramento.


Quanto a terapie, di lassativi stimolanti non intendo prenderne perché avrei davanti una terapia a vita. Gli altri ... non so, sono oltre vent'anni che non ci faccio più ricorso. Temo che un ricorso sistematico potrebbe alla lunga portare a qualche malassorbimento di nutrienti (penso agli osmotici o ai lubrificanti ... di fibre solubili non trarrei molto giovamento, probabilmente, ma non le ho mai provate).
Una volta mi prescrissero uno spasmolitico (anticolinergico), che cessai poi per sempre, perché risolse la fase acuta di un singolo evento lasciando degli strascichi di una settimana (probabilmente inibire la poca mobilità efficace di cui dispongo implica il blocco totale del transito)


Circa l'intervento, beh, convengo che è tutto salvo che necessario. Sono sopravvissuto 44 anni vivendo si "da schifo", ma senza sviluppare altre patologie che non le emorroidi, e per il resto ho una salute buona. Sicuramente non morirò solo per quello.
Era, come si suol dire, un sogno di liberazione :-)

Intanto grazie della consulenza. Se potesse suggerirmi qualche esame per lo studio del transito, ne parlerò prontamente al mio medico di famiglia.
Cordiali saluti







[#5] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Lo strumento diagnostico più semplice ed utile per distinguere le due principali condizioni della stitichezza cronica (RALLENTATO TRANSITO e OSTRUZIONE ALLA USCITA) è la valutazione del Tempo di Transito Intestinale tramite la somministrazione orale di marker radiopachi.


saluti
Primario di Gastroenterologia ed Endoscopia, Osp. San Giuseppe - Milano
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[#6] dopo  
Utente 207XXX

Ottimo, dopo l'emorroidectomia ne parlerò al medico di base per capire se l'esame che mi consiglia è disponibile localmente.
Grazie 1k del consulto
cordiali saluti