Utente 315XXX
Salve :-)

Lo scorso 15 Giugno avevo richiesto un consulto sullo stesso argomento, ma sono stato etichettato semplicemente come "ansioso": ripropongo brevemente il quesito alla luce degli aggiornamenti.

Da cinque mesi capita, randomicamente, ma ciclicamente, che, dopo pranzo e dopo cena, non appena comincia la digestione, avverto una forte tachicardia che dura sei, sette ore. Il tempo della digestione, praticamente.

Come vi dicevo, ho inoltrato un consulto lo scorso 15 giugno proprio sull'argomento, ma sono stato bollato come "ansioso" ed è terminata li.

Guarda caso, due giorni dopo sono andato a finire al Pronto Soccorso per lo stesso problema: sono arrivato in ospedale con quasi 150 battiti, ma NULLA e ripeto NULLA è uscito da tutti gli esami a cui sono stato sottoposto.

Dal verbale di uscita leggo:

"Il paziente riferisce palpitazioni precordiali. ECG nella norma. Alla visita cardiologia tutto risulta nella norma: alla EO, toni cardiaciritmici, pause libere. MV fisiologico, non edemi declivi. ECG con ventricolo sinistro di normali dimensioni, spessori parietali, cinesi segmentaria e globale. FE = 60%. Regolare bulbo aortico ascendente. Nei limiti sezione destra e atrio sinistro. Atteggiamento prolassante del LAM con lievissima insufficienza mitralica. Pericardio indenne"

Insomma: a parte il lieve prolasso del LAM, di cui ero già a conoscenza e per il quale eseguo regolarissimi controlli, niente di che.

Parlando parlando, però, siamo riusciti a capire: secondo i medici che mi hanno visitato, infatti, la tachicardia ha il via durante la digestione, complice anche il mio cuore definito "a goccia", ovvero più piccolino, e quindi necessitante di pompare più sangue, almeno a quel che mi dicevano.

Mi hanno consigliato di assumere MEPRAL per due settimane, e devo dire che, obiettivamente, le cose sono andate meglio quando lo assumevo: logicamente non posso certo assumerlo a vita!

Tuttavia, le cose sono andate bene per un periodo, fino a qualche giorno fa, quando gli episodi di tachicardia dopo pranzo e dopo cena sono ricominciati: a volte durano una, due ore e poi passano. Oggi no: ho finito di mangiare alle 14:50 e fino alle 20:30 ho avuto, in media, 110 battiti fissi. Considerate che svolgo un'attività fisica leggera, in palestra, due volte a settimana, giusto per mettere massa, di concerto con la mia nutrizionista, quindi niente di stancante o pesante, ma oggi è stato difficilissimo anche fare cose semplici (e ci credo, partendo da 110 battiti a riposo!)

Adesso ho terminato di cenare ed il ritmo è nuovamente accelerato: a questo punto vi chiedo.

A) Cosa ne pensate? Ha un senso provare tachicardia dopo i pasti?
B) Considerate corretta la cura con MEPRAL?
C) Il mio cuore potrebbe, in qualche modo, danneggiarsi essendo spesso sottoposto a ritmi di lavoro così elevati?

Vi prego di considerare che non stiamo parlando di ansia, ma di un problema fisico che non so più come contrastare, e che sta diventando decisamente invasivo!

GRAZIE!

[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino

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Ecco la diagnosi, sindrome gastro-cardiaca di Roemheld:

https://www.medicitalia.it/blog/gastroenterologia-e-endoscopia-digestiva/6459-sindrome-gastro-cardiaca-roemheld.html

Cordialmente

Felice Cosentino - Mi
Primario di Gastroenterologia ed Endoscopia, Osp. San Giuseppe - Milano
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www.endoscopiadigestiva.it

[#2] dopo  
Utente 315XXX

Caro dottore,
la ringrazio, anzitutto, per aver, finalmente, preso in considerazione il mio malessere senza bollarmi come "malato immaginario" o "malato di ansia"!

Mi creda, è molto frustrante, per una persona che soffre del disturbo, sentirsi dire "sei solo fissato". E' veramente tremendo.

Mi rincuora (ed è il caso di dirlo!), il fatto che il cuore non può essere danneggiato da tale situazione. Questo mi rincuora tantissimo!

La ringrazio di vivo cuore. Davvero.