Utente
Gentili Medici, scrivo per chiedere un parere riguardo la mia situazione. Dieci anni fa in seguito ad una colonscopia mi viene fatta una diagnosi di proctite erosiva. Scrivo referto biopsia: mucosa colica con intenso e diffuso infiltrato linfo-plasmacellulare della lamina propria esteso alla muscolaria mucosae, iperplasia linfofollicolare, modesta irregolarità del profilo ghiandolare e diminuzione della quota mucipara. Reperto suggestivo per malattia cronica intestinale). Da quel momento passo un anno di scariche con sangue e cure con mesalazina.
Da cinque anni, in seguito ad altri problemi di salute sospendo la cura con mesalazina e sto benissimo, dimenticando di avere la malattia.
Un mese fa, compaiono muco sulle feci e sangue rosso intenso, feci nastriformi, stitichezza alternata a feci poco composte. Mi viene prescritta una nuova colonscopia considerando che, forse sbagliando, avevo sospeso le cure. Fatta ieri:
Esame condotto fino all'ileo terminale. Emorroidi interne congeste. Non si osservano alterazioni della mucosa, che appare ovunque normoestensibile all'insufflazioni di aria. Valvola i-c indenne, mucosa ile terminale indenne. Diagnosi: normalità endoscopica. Non viene fatta biopsia.
Il medico che mi ha fatto l'esame mi ha detto che non ho niente e di non prendere la mesalazina. Vi chiedo: non ho mai avuto la colite ulcerosa o il mio può essere un colon in fase di remissione? E il sangue e tutto quel muco viene dalle emorroidi? Possibile che all'esplorazione rettale il mio gastroenterologo non si sia accorto e mi abbia fatto fare questo esame che è stato doloroso nonostante la sedazione?
Cosa devo fare a questo punto: indagare eventuali intolleranze, rivolgermi ad un proctologo o continuare a considerarmi affetta da rettocolite ulcerosa? Mi scuso se sono stata lunga e vi ringrazio .

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Prof. Alberto Tittobello

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Credo che la prima diagnosi di retto colite ulcerosa fosse esatta. Vi era corrispondenza tra l ' esame endoscopico e l ' esame istologico. Secondo me, è prudente non sospendere mai una pur piccola dose di mesalazina, anche quando l ' esame endoscopico sembra normale. La diagnosi di guarigione definitiva ( rara ) deve essere fatta con l ' esame istologico. Quindi prosegua con una terapia a basso dosaggio e se in futuro farà un controllo endoscopico. Chieda che vengano eseguite biopsie multiple.
Prof. alberto tittobello

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottore, grazie per la sua risposta. Ho fatto un esame completamente inutile, mi chiedo perché non sia stata fatta biopsia considerando i miei precedenti. Approfitto per chiederle se è normale avere mal di schiena e sensazione di calore all'addome a due giorni dalla colonscopia. L'esame è stato molto doloroso, nonostante la sedazione, soprattutto nella parte terminale e sinceramente credo sia dipeso proprio dalla mano del medico. La prima colonscopia l'avevo fatta senza sedazione, con l'intestino infiammato ma non avevo subito niente di tutto ciò. Dopo quanti giorni si può essere più tranquilli riguardo possibili effetti avversi?
Le porgo cordiali saluti

[#3]  
Prof. Alberto Tittobello

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No, non tema effetti avversi. È vero, la mano del medico è importante, ma non sempre : talvolta le curvature del colon sono più difficili da superare e bisogna fare qualche manovra che puó lasciare un po’ di dolore. Non si preoccupi
Prof. alberto tittobello

[#4] dopo  
Utente
Gentile Dottore, le chiedo ancora un chiarimento. Adesso vorrei lasciar passare del tempo, ma se poi facessi una sigmorettoscopia chiedendo le biopsie potrebbe bastare per definire l'incertezza della mia malattia?
Da quando ho fatto la colonscopia, oggi sono cinque giorni, non ho mai evacuato. Mi sono alimentata senza eccessi, con passati di verdura, mousse di frutta, petto di pollo ma non avverto proprio nessuno stimolo se non qualche sporadica fitta al fianco sinistro, accanto all'ombelico. Devo fare qualcosa oppure è normale dopo tutta la preparazione effettuata?
La ringrazio ancora di cuore per il tempo che spende a rassicurare le ansie di noi pazienti!

[#5]  
Prof. Alberto Tittobello

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No, non prenda nulla. Lasci che l' intestino riprenda a funzionare spontaneamente. Non faccia, per ora, nemmeno la retto-sigmoidoscopia. Potrebbe essere non idonea a fare una diagnosi precisa. Se e quando riprenderanno i disturbi più forti, allora rimetterà in programma una colonscopia completa.
Prof. alberto tittobello

[#6] dopo  
Utente
Gentile Dottore, speravo di non doverla più disturbare ma comincio ad essere preoccupata. Duei giorni dopo aver fatto la colonscopia ho cominciato ad avere come un indolenzimento al fianco sinistro un po' più in basso dell'ombelico. Non è un dolore insopportabile, più un fastidio che si accentua di più con fitte durante la giornata mentre è meno avvertito al mattino dopo il sonno. Non so cosa fare, il mio medico di base mi ha liquidato dicendo che forse è aria e mi ha prescritto la calprotectina fecale, ma io sento che è diverso come disturbo e poi riesco ad identificare il punto dove ho fastidio (Non credo l'aria stia sempre ferma in quel punto). Ho prenotato la visita dal gastroenterologo ma non può vedermi prima del 2 maggio.
Ho fatto la colonscopia il 1 aprile, se ci fosse stata anche una minima perforazione forse avrebbe già dato problemi più grossi? Coi limiti di un consulto a distanza, cosa potrebbe aver provocato questa cosa: un'infiammazione, un graffio o lesione con l'endoscopio, un problema di legamenti, un infezione batterica? Cosa potrei fare, ho paura ad andare ad intasare il pronto soccorso per qualcosa che magari si risolve però l'unica certezza che ho è che ho fatto un esame per un po' di sangue che proveniva dalle emorroidi e da quel momento non sto più bene, ho più preoccupazione di prima e comincio a temere un attacco di peritonite all'improvviso. Non ho scariche diarroiche e nessun sintomo che mi induca a pensare ad una recidiva della colite ulcerosa. Non so neanche se la mesalazione o un antibiotico potrebbe servire a qualcosa, spero ogni giorno che passi ma vedo che intanto la situazione non passa. Mi scusi tanto, stasera sento più fastidio del solito e forse mi sto allarmando più del dovuto. La ringrazio tanto.

[#7]  
Prof. Alberto Tittobello

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Non deve avere quelle preoccupazioni. Non ha nessuna perforazione e nessuna peritonite. Ha semplicemente una malattia infiammatoria dell intestino che viene tenuta a bada molto bene con il farmaco antinfiammatorio che già assume. Che peró - secondo me - non va mai sospeso, almeno per un lungo periodo, perchè altrimenti l infiammazione, che rimane latente, puó riesplodere, come è già successo. Non abbia preoccupazioni inutili e prosegua con la terapia. Il suo sangue non proveniva da emorroidi, ma da tessuto infiammato.
Prof. alberto tittobello