Utente 562XXX
Salve, sono una ragazza di 23 anni a cui hanno diagnosticato una rettocolite ulcerosa in fase lieve 4 anni fa. Purtroppo ci sono stati alti e bassi della malattia in questi anni, fin da principio mi hanno prescritto due compresse di pentacol 1200 mg al giorno e un clisma asacol nelle fasi attive della malattia e nei casi gravi devo aggiungere il cortisone nel clisma di mesalazina. Non mi è mai piaciuto fare il clistere, lo vedo come una cosa poco comoda. Inoltre questa terapia non ha mai funzionato come si deve, appena smetto di fare il clistere dopo un mese e mezzo ricado e la calprotectina è risultata sempre alta (600, a volte anche 1000) pure se non avevo sintomi. Per questo motivo la mia gastroenterologa ha sempre sostenuto che fosse meglio passare al biologico, ma io ho sempre rifiutato questa terapia (lo ritengo troppo pesante per unl'infiammazione lieve) e di conseguenza mi ha prescritto il clistere tutti giorni e ha detto di vedere come sarebbe stato l'andamento della malattia. Ho notato che usandolo tutti i giorni non ho avuto sintomi e ricadute per 8 mesi, nonostante l'ultima volta che ho fatto la calprotrectina essa sia risultata essere ancora elevata (400) . Purtroppo come ho gia accennato per me fare il clistere tutti i giorni non è sostenibile, la sera mi brucia e devo andare in bagno, ma al tempo stesso non voglio passare al biologico, so che è un farmaco molto pesante. Per questo motivo ho chiesto il parere di un altro gastroenterologo il quale mi ha detto di sostituire il clistere e di utilizzare una compressa di cortiment per due mesi (non so perché la gastroenterologa non mi ha mai parlato di questo cortiment) . Ora è da due mesi che ho smesso il cortisone e mi è venuta una forte ricaduta, pare che il clistere non stia più facendo effetto, sono tre settimane che ho feci non formate, sangue sulla carta, dolori addominali e vado in bagno 10 volte. Non so più cosa fare, il cortiment non ha fatto effetto. Secondo voi è giusto passare al biologico in questo caso? La mia gastroenterologa afferma che anche se non ho sintomi, la calprotectina non si è mai negativizzata e a lungo andare la mia malattia potrebbe diffondersi al resto del colon. Non ci sarebbe una terapia più leggera nel mio caso? Ah mi sono dimenticata di dirvi che all'inizio della malattia mi hanno dato il deltacortene con il quale sono stata bene per 6 mesi, ma mi ha dato un sacco di effetti collaterali, tra cui gonfiore viso, acne e pressione oculare elevata, quindi vorrei evitare di assumerlo di nuovo. So che esistono anche gli immunosoppressori, farmaci meno pesanti di quelli biologici. Secondo voi perché la gastroenterologa non mi ha consigliato gli immunosoppressori? Mi dovrei fidare di lei o dovrei chiedere parere ad un altro medico? Ogni due anni ripeto la colonscopia e non ci sono stati peggioramenti.

[#1]  
Dr. Marco Bacosi

Referente scientifico Referente Scientifico
52% attività
20% attualità
20% socialità
POMEZIA (RM)
ROMA (RM)

Rank MI+ 92
Iscritto dal 2012
Io personalmente tenterei pima la strada degli immunosoppressori, tuttavia questa mia affermazione è puramente teorica perchè di Lei conosco NULLA!
Nella gestione del paziente con rettocolite non conta solo la calprotectina ma una serie di altre analisi e, sopratutto, lo stato clinico.
Esistono forme di RC che, nel tempo, diventano corticosteroide dipendenti ed appena si toglie il cortisonico, si riaccendono.
Ne parli con chi la segue!
Cordiali saluti!
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia