Utente 409XXX
Buongiorno dottori.

Dal 2015 fino ad ora sono costantemente stata in cura da un gasroenterologo. Inizialmente avevo sintomi ricondotti ad una gastroenterite eosinofila, poi un sospetto Crohn, ma nessuna di queste due patologie è stata ufficialmente riconosciuta per mananza di riscontro perfetto. Alla fine del 2015 mi è stata diagnosticata una sindrome del colon irritabile e MRGE. La sintomatologia nel tempo si è spostata più verso lo stomaco; non ho più avuto praticamente problemi intestinali, mentre sono aumentati i dolori di stomaco e reflusso. Qualche mese fa in seguito a pHmanometria è stato riscontrato reflusso acido e gassoso da MRGE.
Ho provato ogni terapia farmacologica in commercio e negll ultimi 5 mesi ci sono stati importanti cambamenti; sono comparsi sintomi nuovi, ovvero forte mal di gola persistente (prima era breve e occasionale) e tosse/dolore al petto con espettorato giallo e/o con emoftoe.
In seguito a RX a luglio mi è stata diagnosticata un inizio di polmonite che ho curato con antibiotico, e al controllo dopo un mese è risultata guarita. Lo pneumologo tuttavia sospetta la presenza di bronchiecstasie e mi ha prescritto una HRTC che effettuerò.
Una visita ORL ha riscontrato con laringoscopia una faringolaringite cronica secondaria da MRGE, e dopo avermi prescritto degli antinfiammatori mi ha consigliato di contattare il gastroenterologo.
Il mio dottore mi ha prospettato come soluzione la terapia chirurghica, che potrebbe far diminuire i miei disturbi, dal momento che ritiene sia problema alla gola che quello delle vie respiratorie creato dal reflusso. Chiedo ora, cosapevole del consulto online;

-L'ORL mi ha accennato senza dilungarsi che il muco che espettoro può essere causato dalla faringolaringite cronica; può essere? O il muco è necessariamente di natura polmonare?

-Questa operazione può realmente apportare dei benefici? Ci sono delle discrete percentuali di riuscita? Io ho solo 24 anni, per cui vorrei sapere la "durata" degli effetti di questa operazione nel tempo, purtroppo non credo possa valere per tutta la vita e chiedo se sia possibile effettuare in caso seconde operazioni di ugual genere più in là negli anni.

- A inizio 2017 ho effettuato una gastroscopia che riscontrava esofago di Barret negativo. A fine 2018 ne ho effettuata un'altra in cui nella descrizione dell'esofago era solamente indicato "si evidenzia ernia iatale da scivolamento attualmente non complicata" senza accenni al Barret (positivo o negativo). Nella foto non mi sembra di vedere lingue rosse, ma assolutamente non sono un medico e mai mi fiderei del mio giudizio, per cui chiedo: il fatto di non aver indicato una nota può essere segno di un Barret negativo? In seguito a questa nuova diagnosi dell'ORL che evidenzia un reflusso "alto" con risalita fino alla gola dovrei effettuare una nuova gastro per controllo di un eventuale Barret?

Mi scuso se sono stata prolissa, ma sono un po' spaventata e vorrei solo saperne di più.

Grazie ancora

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Dr. Felice Cosentino

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Da come descrive non ha un Barrett, la cui diagnosi comunque è istologica.

Considerando i suoi sintomi, l'inefficacia della terapia e il risultato della ph-impedenzometria esofagea credo che l'intervento sia realmente indicato.
Deve solo affidarsi ad un centro con riconosciuta esperienza nel settore

Cordialmente
Dr Felice Cosentino, Clinica La Madonnina - Milano
Gastroenterologia/Endoscopia, Centro per la Disbiosi intestinale.
www.endoscopiadigestiva.it