Utente
Gentili dottori,
vi scrivo per richiedere un consulto riguardo un fastidio presente da tempo, ma più accentuato negli ultimi mesi.

Premetto che il mese scorso ho accertato, dopo un lungo periodo di sospetti, intolleranza al lattosio, seppur non in forma grave.
Dopo il breath test ho preso per un periodo fermenti lattici.

In questo periodo, anche escludendo completamente cibi contenenti lattosio, mi capita quasi quotidianamente di avvertire gorgoglii allo stomaco (uniti spesso a una sensazione di gonfiore), causa l'elevata presenza di aria, anche se, diversamente da quando assumevo cibi con lattosio, in questo caso non mi provoca mai crampi addominali.
Spesso mi capita di avvertire questa eccessiva motilità intestinale poco dopo aver defecato.


Vorrei aggiungere che la mia dottoressa, tempo fa, mi disse che probabilmente soffro di colon irritabile.
Inoltre, nei momenti di maggiore stress (soprattutto quando dormo poco o sono particolarmente in ansia) tali gorgoglii iniziano ad essere maggiori, talvolta sfociando pure in dolori addominali.


In attesa della visita gastroenterologica (prenotata per maggio) chiedo cortesemente un vostro parere, per capire come comportarmi.

Vi ringrazio molto,
Buona serata.

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Dr. Riccardo Annibali

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I suoi disturbi potrebbero essere collegati a una disbiosi intestinale con prevalenza di lieviti (p.es. Candida). Disbiosi significa semplicemente che la proporzione di lieviti presente nell'intestino è aumentata rispetto alla norma (perché tutti abbiamo una certa quantità di questi funghi nell'intestino). Questo è in genere dovuto a una alimentazione ricca di carboidrati: i lieviti, infatti, si alimentano solo con il glucosio, che è un prodotto della digestione degli zuccheri presenti nella pasta, nel pane, nella frutta, nei latticini, etc. Una alimentazione ricca di carboidrati potrebbe essere responsabile di uno squilibrio della flora intestinale con un aumento dei lieviti. Il tutto può anche essere precipitato da una cura con antibiotici, che diminuiscono i batteri "buoni", ma non i lieviti.
In questo caso non si verifica una vera e propria "colite" ma un insieme di possibili disturbi più lievi: gonfiore intestinale con meteorismo e flatulenze, bruciore e prurito anale, bruciore e prurito vaginale con perdite biancastre, bruciore a urinare, prurito e bruciore a livello delle principali pieghe cutanee (sottomammarie, inguinali, etc.), stanchezza, difficoltà di concentrazione, sinusite, disturbi della pelle, etc. Naturalmente non sono sempre presenti TUTTI questi sintomi, ma solo alcuni...
La cura comporta una dieta per quanto possibile priva di carboidrati e di lieviti, l'assunzione di appositi farmaci e l'idrocolonterapia (= lavaggio dell'intestino crasso per rimuovere gli eccessi di flora fungina putrefattiva).
Cordiali saluti.
Dr. Riccardo Annibali
Coordinatore dell'Unità di Colonproctologia "Milano Nord"
Casa di Cura La Madonnina di Milano

[#2] dopo  
Utente
La ringrazio molto dottore. Prima di salutarla, vorrei chiederle, a questo punto, soltanto cosa mi consiglia di fare in attesa della visita di inizio maggio. Provo ad impostare la mia dieta con pochi carboidrati oppure aspetto la diagnosi del medico che mi visiterà senza far nulla nel frattempo?

[#3]  
Dr. Riccardo Annibali

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La dieta da seguire è una dieta specifica, detta FODMAP. Credo sia forse meglio approfondire l'argomento con un gastroenterologo che si occupa di disbiosi intestinale. Cordiali saluti
Dr. Riccardo Annibali
Coordinatore dell'Unità di Colonproctologia "Milano Nord"
Casa di Cura La Madonnina di Milano