Utente
Salve a tutti, ho 44 anni, sono ansiogeno da sempre e vi scrivo perché circa 8 mesi fa ho cominciato ad avere problemi digestivi, in particolare digestione lentissima.
Un paio di mesi dopo, la cosa è mutata in diarrea.
Di norma sono stitico e la diarrea era per me una cosa rarissima.
Adesso, ormai da molti mesi, soffro di mal di pancia, aerofagia e feci mal formate (chiare e liquide o semi liquide).

So che potrebbe essere IBS (ne soffro in effetti), ma mai ho avuto sintomi così forti (solo qualche dolore sparso qua e la nell'intestino ogni tanto).
Ho fatto oltre 1 mese di Debridat (3 volte al dì) con dei miglioramenti, ma niente di lontanamente risolutivo.

La cosa che mi colpisce è che, pressoché ogni volta, dopo essere andato in bagno mi vengono delle forti fitte, dopo circa 10 minuti, e spesso devo ritornare per fare feci liquide.
Il dolore però non passa del tutto, resta concentrato al basso ventre e necessita anche di 36 ore prima di svanire! Fastidiosissimo.

Ho fatto il test del respiro al Lattulosio per la SIBO, ed è risultato positivo.
Ho fatto per scrupolo anche il test del respiro al Glucosio, ma è risultato negativo.
Ho fatto Gastro e Colonscopia che ha evidenziato la presenza di qualche diverticolo nell'intestino e nient'altro.
Il test della calprotectina fecale non ha evidenziato infiammazioni.
Non sono state evidenziate anemie (anche se in questi 8 mesi ho perso 12 Kg, probabilmente perché a causa del mal di pancia ininterrotto, ho mangiato praticamente la metà), solo l'acido folico è leggermente sotto il minimo.

Il gastroenterologo mi ha dato una cura di Debrum 2 volte al giorno per 1 mese, più Normix 2 cp, 2 volte al dì (800 mg) per 14 giorni (e anche Prefolic, 1 volta al dì).
Il Debrum mi ha dato fastidi fin dai primi giorni e così l'ho risostituito con Debridat, che invece non mi da problemi.

Ora sono al decimo giorno di Normix e non ho più diarrea, inoltre i mal di pancia sono molto più rari (anche dopo essere andato di corpo, dopo tanto tempo).
Inoltre, le feci sono pressoché normali, come colore e consistenza.

Non so se si tratti di IBS o SIBO (o magari entrambe), ma il punto è che il gastroenterologo mi ha detto di NON assumere fermenti lattici alla fine della cura antibiotica e questa cosa mi lascia molto perplesso, visto che invece leggo dappertutto il consiglio contrario.
Come mai questa decisione a vostro parere?
Da profano, pensavo che dopo tutto quest'antibiotico fosse necessario ripristinare la flora batterica.
Non c'è il rischio di sviluppare batteri nocivi, come il temutissimo Clostridium Difficile, finendo così dalla padella alla brace?
Vi confesso, che questa eventualità mi mette ansia.
Vi sarei molto grato se poteste illuminarmi su questa scelta e sugli eventuali rischi.
Grazie in anticipo.

[#1]  
Prof. Alberto Tittobello

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Sì, si tratta di entrambe le situazioni, ma l ' eventuale alterazione della flora batterica ora dovrebbe essere risolta. Sono d' accordo con lei : dopo l ' antibiotico, un ciclo con probiotici non può che essere utile. Ma non vada a pensare a cose strane. Stia bene.
Prof. alberto tittobello

[#2] dopo  
Utente
Grazie della gentile risposta. Non so bene come comportarmi adesso, se prendere i probiotici anche se il mio gastroenterologo mi ha detto di no (precisamente, alla mia domanda se dovevo prendere dei probiotici alla fine dell'antibiotico, mi ha detto: "Direi di non far nulla, stiamo a vedere"), oppure se chiedergli delucidazioni anche a costo di apparire malfidato.

Ad ogni modo, indagando su Internet, mi sono imbattuto nella seguente ricerca:

<< Alcune persone accettano’ i probiotici nel loro intestino commenta Elinav - mentre altre si limitano ad espellerli. I pattern di colonizzazione dei probiotici sono cioè del tutto individuali; e per questo, l’idea che tutti possiamo trarre beneficio da un probiotico universale’ acquistato al supermercato è empiricamente errata .

In un’altra parte dell’esperimento, i ricercatori sono andati a studiare cosa succede al microbioma di soggetti che assumono probiotici per ripristinare il loro microbioma, dopo una terapia antibiotica. In questo caso, 21 volontari sono stati sottoposti ad uno stesso ciclo di terapia antibiotica, per essere poi assegnati a tre gruppi differenti. Il microbioma del primo gruppo è stato lasciato libero di riprendersi da solo; nel secondo gruppo sono stati somministrati dei probiotici e infine i soggetti del terzo gruppo sono stati trattati con il loro stesso microbioma, prelevato prima della cura antibiotica e risomministrato mediante trapianto fecale.

I probiotici hanno rapidamente colonizzato l’intestino di tutti i soggetti assegnati al secondo gruppo, dopo la sospensione degli antibiotici. Tuttavia i ricercatori sono rimasti sorpresi dallo scoprire che questo impediva al microbioma originale di quei soggetti di ripristinarsi anche per 6 mesi. I probiotici spiega Elinav prevenivano in maniera potente e persistente il ripristino del microbioma originale. Abbiamo trovato questo aspetto allarmante oltre che sorprendente. Si tratta infatti di un effetto indesiderato mai descritto finora . Per contro, i soggetti del terzo gruppo sottoposti a trapianto fecale presentavano un perfetto ripristino del microbioma originale nell’arco di pochi giorni.

In questo studio non sono stati valutati gli effetti di questo disturbo prolungato di ripristino del microbioma originale ma studi condotti in precedenza hanno evidenziato un legame tra alterazione dei microbi intestinali, obesità, allergie e infiammazione. Per questo possiamo concludere sostiene Elinav che questo effetto sia potenzialmente dannoso .>>

Il dilemma non è così semplice da sciogliere a quanto pare...

[#3]  
Prof. Alberto Tittobello

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Non è un vero dilemma. Alcune di queste cose già si sapevano. Le ricerche cliniche sono sempre molto interessanti e utili ( se eseguite correttamente ), ma la pratica di tutti i giorni è diversa.
Prof. alberto tittobello

[#4] dopo  
Utente
Le devo confessare che la scelta (a quanto pare) altamente impopolare del mio gastroenterologo di non farmi prendere probiotici, ha amplificato la mia ansia. L'ansia di non stare facendo la cosa più giusta per la mia salute. Anche perché non mi ha motivato tale scelta (e questo non va mai bene!).
Attualmente le mie feci sono diventate molto dure e faccio molta aria. Ancora una volta, il dottore mi ha detto di non fare nulla neanche a tal proposito.
Nell'oblio del dubbio, non posso che fare ipotesi. Probabilmente, vuole lasciare che la flora batterica si ripristini da sola, magari sarebbe meglio per me aumentare l'apporto di fibre (anche per contrastare la stitichezza, che poi è la mia condizione "standard"). Mi chiedo se il mio intestino sarà capace di farlo e soprattutto se la popolazione batterica si svilupperà in maniera equilibrata. La mia sensazione è che, da questo punto di vista, il mio intestino non sia mai stato con tutte le carte in regola (ho sempre sofferto, da che ricordo, di flatulenza e gonfiore addominale, ma ciò non mi aveva mai portato il minimo dolore).
Sarei tentatissimo di prendere i probiotici, ma al momento (ho finito la cura antibiotica da 2 giorni), sto continuando a seguire il consiglio di non prenderli. Non mi resta che incrociare le dita...

[#5]  
Prof. Alberto Tittobello

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D' accordo sul prendere fibre, che fanno sempre bene. Riguardo ai probiotici, non sono un problema. In ogni caso, non possono certo far male.
Prof. alberto tittobello

[#6] dopo  
Utente
Mi sa che da domani inizio i fermenti lattici. Avevo comprato Yovis da 25 miliardi, vanno bene o son troppi? E per quanto tempo andrebbero assunti? Anche perché, pensandoci... non è che all'origine di tutto c'è una disbiosi intestinale?

Alla fine i sintomi ci sono tutti:

- Difficoltà digestiva (non tanto adesso, ma è partito con questa);
- Gonfiore addominale;
- Borborigmi e flatulenze (i borborigmi persistono ad oltranza e a momenti svegliano il vicinato!);
- Stitichezza o diarrea (in questi 3 giorni post-Normix, sono passato da feci dure a feci molto morbide, frastagliate);
- Prostatiti ricorrenti (probabilmente è scorrelato, ma la mia prostata è nei guai da 3 anni ormai, con congestione continua);

Anche di cause ne abbiamo: stitichezza, vita sedentaria, alimentazione troppo povera di fibre (mea culpa!), stress a mai finire.

Non so se c'entra, ma altra cosa che ho notato è che la Gamma GT tende ad andare oltre i limiti massimi. Potrebbe essere normale dopo tutti questi farmaci, ma il fatto è che non è una novità di adesso, già da diversi anni me la ritrovo così (non bevo e non fumo).

Chissà, magari l'IBS è conseguenza o amplificata da una disbiosi?

Qua siamo nel mondo delle ipotesi, ma oggi ho scoperto che esiste il "Disbiosi Test" e mi chiedo perché non me l'hanno consigliato prima, visto che si tratta di raccogliere solo le urine. Immagino che dopo aver fatto 14 gg di Normix non si possa effettuare adesso. Corretto?

Volevo solo chiederle se gentilmente sapeva indicarmi i migliori probiotici per gestire una ipotetica disbiosi, magari serve una certa varietà e io ci andrei a casaccio. Grazie ancora per la sua grande disponibilità.

[#7]  
Prof. Alberto Tittobello

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Apprezzo tutto il suo lungo ragionamento. Certo che è possibile che vi sia una certa alterazione della flora batterica intestinale, che oggi viene chiamata, meglio, disbiosi. Ma lasci stare il test, che non sempre è attendibile. Il lavoro scientifico da lei citato riguarda soggetti normali. quindi è utile per aumentare le conoscenze, ma è un altro discorso. Alcune decine di anni fa pubblicai un lavoro eseguito su soggetti con colon irritabile : risultava una riduzione di due ceppi batterici importanti, i lattobacilli e i bifidobatteri, che - guarda caso - sono i principali componenti degli attuali probiotici. Il prodotto da prendere glielo può consigliare lo stesso farmacista.
Prof. alberto tittobello

[#8] dopo  
Utente
Dottore, una curiosità: la SIBO rappresenta una sovracrescita di batteri in generale o di batteri patogeni?
Nel primo caso, l'assunzione di probiotici non potrebbe teoricamente avere un effetto controproducente? Intendo, un eccesso di batteri "buoni" come i Lactobacilli nell'intestino tenue causerebbe comunque problemi? O forse il problema vero non è 'buoni' vs 'cattivi', ma lo squilibrio delle varie diversità di batteri o meglio ancora, la non corretta concentrazione delle varie famiglie di batteri nelle varie sezioni dell'intestino: a quanto ho capito, l'intestino tenue dovrebbe essere scarsamente popolato e in questo senso mi chiedo se i probiotici vadano a popolare in maniera "geograficamente arbitraria" l'intestino o solo il tenue o non so.
Quello a cui vorrei arrivare è se reintegrare alcuni batteri (come il Lactobacilli) possa, in alcune circostanze, essere controproducente.
Esiste, in ogni caso, un modo per distinguere tra un eccesso di batteri patogeni e un eccesso di batteri in generale?

Molte domande lo so, l'argomento è affascinante (oltre che problematico per me al momento). Grazie ancora dell'interessante discussione.