Utente 105XXX
Buonasera, soffro di Acufeni ad entrambe le orecchie da 3 mesi. Comparsi prima all’orecchio sx e poi dopo un mese anche al dx ma con minore intensità, li sento soprattutto in zona occipitale. Ci sono giorni che diventano insopportabili tutta la giornata e poi aumentano con il silenzio impedendomi di dormire correttamente. Altri gg invece durante la notte diventano molto blandi fino a che non faccio colazione e riprendono di intensità. Sono scaturiti dopo un periodo di notevole stress psico/fisico che si localizzava nella zona cervico/occipitale (specialmente a dx) con tensione forte in tale zona (che ho da 7 mesi) e, proprio da li che i miei acufeni aumentano, ovvero: muovendo la testa in basso (piegandomi) l’acufene soprattutto a SX aumenta di intensità x 10 volte; sbadigliando aumentano; andando in tensione (anche con un respiro profondo dal naso) nella zona occipitale aumentano; premendo sul nervo trigemino (orecchio DX) aumenta; premendo sui denti aumentano un pochino di intensità come pure aprendo (serrando) tutta la mandibola; a tal proposito ho una maleocclusione dentale con morso incrociato; camminando l’acufene a SX aumenta, tappando l’orecchio con un dito sento il rumore del movimento dei piedi come ronzio altalenante. Altra cosa, quando aumentano il loro volume, sento al tatto il mio canale uditivo bollente; inoltre tappando con le dita i canali auricolari sento una specie di “fiume di tensione in piena” simile al rumore che si prova avvicinando una conchiglia all’orecchio al mare. Il ronzio è simile alla tensione del passaggio della corrente elettrica , che a volte diventa pulsante (va in linea con il battito cardiaco del polso) prima e poi fisso, ma questo accade solo all’orecchio SX. Ho fatto visita Otorino: esito udito perfetto); RMN al rachide cervicale con diagnosi di Protusioni discali tra C3-C4, C4-C5 e C5-C6 che comprimono lo spazio subaracnoideo anteriore; visita Cardiologica negativa; Eco-doppler carotideo negativo; RMN HD con Angio RM e contrasto con questo esito: normale l’aspetto del complesso cocleo-vestibolo-facciale ed il labirinto membranoso dei due lati esplorati mediante sequenze di dettaglio in acquisizione 3D, tranne l’esistenza sul lato destro di ansa vascolare di pertinenza dell’arteria cerebellare antero-inferiore che, nel suo decorso, giunge a contatto dell’origine apparente dal tronco encefalico dell’VIII nervo cranico omologo, senza tuttavia deformarlo; la condizione di conflitto neuro-vascolare appare pertanto solo potenziale. A sinistra l’arteria cerebellare postero-inferiore descrive un’ansa situata nella profondità dell’incisura ponto-bulbare omologa senza tuttavia giungere a contatto della REZ dell’VIII nervo crenico corrispondente e pertanto in assenza di criteri per conflitto neuro-vascolare.
Altra cosa: nei 5 mesi precedenti l’insorgenza degli acufeni ho provveduto a curare ben 12 denti che avevano 13 otturazioni di amalgame, la maggior parte risalenti a 25 anni fa, con piccole carie attive. Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, l’acufene è un problema che, quando insorge , viene sottovalutato: all’inizio spesso concede ampie remissioni spontanee, il paziente è portato a credere che “passi da solo”.
Purtroppo , una brutta volta, non passa più, e diventa un problema serio.
Credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali si è già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione anche una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Può trovare qualche notizia in più sul rapporto fra ATM e orecchio aprendo questo link:

http://www.studiober.com/patologie/patologia-dellorecchio/
N.B.: dopo aver aperto il link, deve clikkare su: "continua e apri il sito.."

Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi.
La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). In questi casi è importante valutare il risultato della terapia sugli altri sintomi eventualmente riferiti.
Alcune cose che riferisce, rinforzerebbero questa ipotesi ("premendo sui denti aumentano un pochino di intensità come pure aprendo (serrando) tutta la mandibola") , come pure la presenza di " malocclusione dentale con morso incrociato".
Peraltro, anche il roblema cervicale potrebbe avere un ruolo.
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1348/Acufeni-e-disfunzioni-dell-Articolazione-Temporo-Mandibolare-ATM
www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

[#2] dopo  
Utente 105XXX

Egregio Dottore, La ringrazio molto per la risposta fornitami.
In effetti ho rumori articolari (parecchi) muovendo la mandibola, ho cervicalgia di origine muscolare associata, ho senso di sbandamento (equilibrio instabile), russo la notte (non me ne accorgo) e dormo con la bocca parzialmente aperta, ho il setto nasale leggermente deviato a dx (respiro con una narice a volta normalmente) e ipertrofia dei turbinati inferiori, inoltre da quando sono comparsi gli acufeni la vista da vicino è calata sensibilmente, soprattutto all'occhio DX (pigro).
L'Acufene è sempre presente, ma ha intensità molto variabile durante la giornata, ovvero la notte cala di intensità, diventa quasi impercettibile e durante il giorno aumenta ed alcune volte lo sento anche pulsare (va in linea con i battiti del cuore) e diventa molto forte e fastidioso. Solo lo scrociare dell'acqua del rubinetto del lavandino non me lo fa sentire.
Dimenticavo di dire che ho 44 anni e peso 56 kg x 1,73 di altezza e non faccio sport.
Grazie