Utente 192XXX
Buon giorno! Vorrei chiedere alcune informazioniin merito alla fase asintomatica durante l'infezione Hiv. So che questa è una malattia poco conosciuta e le risposte molto spesso sembrano quasi un "copia incolla" nei vari siti in internet. Per questo chiedo a lei dottore, gentilmente, di rispondermi ad alcune delle mie domande, dubi rispetto questa malattia.
La prima domanda?
Si dice che la latenza della malattia e di norma 8-10 anni?
Seconda domanda
Se fosse cosi, supponiamo che una persona non sa di essere positiva, quindi non si cura. Dopo 8-9 anni con un virus cosi' devastante dentro l'organismo sicuramente questa persona non può avere una salute perfetta, giusto?
Terza domanda
Gli esami di sandue normali, mi riferisco emocromo, ecc non subiscono modifiche? Non dico nei primi anni, ma dopo 8-10 anni? Si parla di un'abbasamente dell'emoglobina, dei globuli bianchi e sopratutto delle piastine, è vero?
Quarta domanda
Se è vero che il virus atacca il linfociti (una parte CD4) dopo 8-10 anni che una persona ha il virus dentro e senza cure, la conta generale dei globuli bianchi non potrebbe essere perfetta in quanto se è vero che una parte dei linfociti viene azzerata senza terpia, la gonta totale dei globuli bianchi e dei linfociti dovrebbe calare ogni anno, giusto?
Grazie per l'attenzione e spero in una sua gentile e competente risposta!

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signora,

premetto che l'AIDS è una malattia conosciutissima ormai da parte della scienza, sicuramente poco conosciuta da parte della gente comune.

1) sieropositività HIV non significa AIDS; grazie anche alle terapie antiretrovirali, la comparsa della malattia AIDS viene sempre più ritardata, anche molto di più di 8-10 anni

2) quando un sieropositivo, siccome inconsapevole, non si cura, può rimanere per sempre in questo stato asintomatico oppure prima o poi sviluppare l'AIDS

3) in un sieropositivo asintomatico gli esami del sangue non sono alterati; quando compare la malattia, cominciano ad alterarsi i globuli bianchi, in particolare i linfociti; lo studio della popolazione sottolinfocitaria è importante per capire gravità e prognosi della malattia

4) non è importante la conta dei globuli bianchi, ma la formula leucocitaria e la popolazione sottolinfocitaria

Buona serata
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#2] dopo  
Utente 192XXX

Grazie per la sua risposta! Ma non è molto chiara. Che la sieropositività non significa AIDS, questo si sà. La mia domanda era, visto che ho letto quello che OMS e CDC Atlanta dicono, cosa succede se una persona inconsapevole del suo stato non si cura.Penso che sopratuto il Centro di Atlanta, che sono stati i primi a capire qualcosa di questa malattia, sa cosa dice, ne senso che se l'infezione sarebbe cosi' "asintomatica" non definirebbero questi stadi!!! In più leggevo sempre sul sito CDC Atlanta che dopo 8 anni, 2/3 delle persone sviluppa la malattia, solo 1%, come dice lei ha la fortuna di stare bene anni. Ma 1% è una percentuale troppo bassa per dire che tutti stanno bene per anni. Riporto sotto quello che OMS e CDC Atlanta hanno scritto:
Tab. 1_Classificazione della infezione da HIV secondo i CDC di Atlanta

* GRUPPO I Infezione Acuta
* GRUPPO II Infezione Asintomatica
* GRUPPO III Las
* GRUPPO IV
* A MALATTIA COSTITUZIONALE*
* B MALATTIE NEUROLOGICHE**
* C1 PATOLOGIE DEFINENTI LA CONDIZIONE DI AIDS (SECONDO CDC)
* C2 MALATTIE INFETTIVE SECONDARIE***
* D TUMORI HIV CORRELATI
* E ALTRE CONDIZIONI****


* febbre, diarrea cronica, sudorazioni notturne, calo ponderale non intenzionale
** neuropatie periferiche, mielopatie AIDS dementia complex
*** candidosi orofaringea, herpes zoster disseminato, leucoplachia orale villosa
**** altre condizioni potenzialmente legate alla infezione da HIV ma non altrimenti classificabili

Non penso che tutti questi stadi l'inventano? Cosa dice lei?
Gentile Dottore le volevo chiedere cosa intende per " non è importante la conta dei globuli bianchi, ma la formula leucocitaria e la popolazione sottolinfocitaria".
Grazie

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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mi scusi, ma questa discussione sta uscendo fuori dalle finalità di questo consulto, non possiamo metterci qui a discutere sulla bontà o meno delle classificazioni di Atlanta

quanto alla sua ultima domanda, il numero di globuli bianchi può anche essere normale; quello che conta è il rapporto percentuale fra i diversi globuli bianchi; questo rapporto si chiama "formula leucocitaria" e, all'interno dei linfociti, il rapporto percentuale fra le diverse sottopopolazioni linfocitarie (CD1, CD2, CD3, CD4, eccetera)

Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#4] dopo  
Utente 192XXX

Salve dottore. Chiedo scusa se ho disturbato con le mie domande, ma la finalità del mio consulto è proprio questa. Forse non mi sono spiegata bene. Volevo capire proprio questo: perchè ci sono discrepanze nelle risposte dei medici rigurado alla fase asintomatica. Per questo che ho riportato quello che il CDC di Atlanta dice, per capire qualcosa di più in merito.
Anche perchè leggendo nei forum delle persone che purtroppo si confrontano con questa malattia, non è proprio cosi "asintomatico" tutto. I problemi di salute che queste persone affrontano sono tanti.
Comunque non volevo fare nessuna polemica, volevo solamente una risposta competente da una persona che ha che fare tutti giorni (nel senso lavorativo) con questa malattia.
Buona giornata!

[#5] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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ma no, gentile Signora,
non avevo percepito nella sua domanda alcuna vena polemica;
il fatto è che i consulti sono finalizzati a dare risposte agli utenti sui loro problemi di salute, non ad affrontare discussioni accademiche che, per quanto interessanti, richiederebbero molto tempo.

Devo rimarcare che proprio l'asintomaticità del contagio da HIV costituisce un grosso problema sociale, perché si calcola che:
- un sieropositivo su 4 non sa di esserlo; il 25% delle diagnosi conclamate di AIDS riguarda soggetti che non sapevano di essere sieropositivi; non sapendolo, questi soggetti, che fino alla diagnosi di AIDS, non hanno alcun disturbo, contribuiscono al diffondersi del contagio.
- nel 2009 più del 60% dei nuovi casi di AIDS ha scoperto di essere sieropositivo troppo tardi per beneficiare dei benefici delle terapie antiretrovirali.

Pensi che vi sono siti web che in modo sciagurato continuano a sostenere che l'HIV sia un virus inventato, che l'AIDS ha altre cause che non siano quelle del virus e che le persone cosiddette sieropositive (secondo loro non lo sono, perché i test di laboratorio sono tutti truffaldini e servono solo a fare ingrassare le industrie farmaceutiche) vivrebbero di più se non si curassero; come dire che sono le terapie antiretrovirali a portare all'immunodeficienza e, quindi, alla morte e non un virus che non esiste.

Il contagio da HIV può comportare al suo esordio la comparsa di una sintomatologia clinica talmente modesta e generica da non portare la persona all'attenzione medica.

Proprio per questo motivo, ad un soggetto che ha avuto un rapporto a rischio con soggetto sieropositivo o sospetto sieropositivo e che si rivolge entro le prime 48 ore all'attenzione medica viene prescritta la PEP (profilassi anti-retrovirale).
La PEP è basata sul fatto che inizialmente il virus si replica nelle cellule dendritiche della cute e della mucosa e migrano ai linfonodi nelle prime 48 ore, sviluppando una infezione sistemica; i farmaci agiscono su questa infezione sistemica, prima che il virus vada a localizzarsi nei linfonodi. Quanto prima viene iniziata la PEP, preferibilmente entro 1-4 ore, più è efficace.
Una volta trascorse le 48 ore, se vi è stato un contagio, la profilassi antiretrovirale perde di efficacia; in tal caso, la terapia va decisa caso per caso.

Buona domenica.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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