Utente 265XXX
Buongiorno,
a seguito di una serie ravvicinata di 3 episodi di faringotonsillite, l'ultima curata con 12 punture di rocefin conclusesi il 1/10 e di cui ho ancora strascichi - ho un consulto precedente in cui ne parlo - il mio medico di base mi ha sottoposto a degli accertamenti, tra cui quelli per la pertosse. Non tanto per i miei sintomi quanto per il fatto che c'era stata un'epidemia di pertosse all'ospedale e l'infermiere che mi faceva le punture di antibiotico si era sospettato che fosse ammalato. Le analisi successive hanno poi rivelato che non aveva avuto alcun contagio.
La cosa divertente è che le mie analisi hanno dato risultato positivo per la pertosse, il che ha lasciato scioccato sia me che il medico, che ha ammesso di non sapere bene cosa fare e che provvederà a contattare il reparto di infettivologia per maggiori informazioni.
Questo è il referto:
BORDETELLA PERTUSSIS IGG EIA 165 (> 100 INF RECENTE/ATTUALE)
BORDETELLA P. IGA EIA 31 (> 12 INFEZIONE RECENTE/ATTUALE)
Gli altri esami (VES, PCR, EMOCROMO CON FORMULA, EBV VCA, CMV) riportano soltanto di un'infezione pregressa ad EBV e CMV e c'è un'inversione di formula, forse legata alla recente infezione tonsillare, così ha detto il medico.
NEUTROFILI 40%
LINFOCITI 50%
Ad ogni modo, i valori assoluti sono normali.
LINFOCITI 3.13 migl/mmc (1.8-4.5)
NEUTROFILI 2.50 migl/mmc (1.8-7.7)

Ciò che mi stupisce è la positività alla Bordetella. Prima di tutto perchè son stato 3-4 settimane chiuso in casa e gli unici contatti gli ho avuti appunto con l'infermiere e coi miei genitori, tutti e tre stanno bene e non hanno nulla che faccia sospettare la pertosse. Quindi non avrei proprio idea di come sia potuto avvenire il contagio.
Poi c'è da dire che io la pertosse l'ho già avuta quando ero piccolo, tra l'altro 2 anni fa ho fatto gli esami per controllare se ero ancora protetto e lo ero: IgG a 25 (> 10 protetto) e IgM non ricordo quante ma comunque negative. Stavolta mi han fatto le IgA al posto delle IgM, ma da come ho capito la loro interpretazione è analoga: IgM o IgA della bordetella alte equivalgono ad un'infezione recente o attiva di pertosse, giusto?

Come sintomi, al momento, mi è rimasta dalla tonsillite la gola arrossata che fa male ed una leggera rinite senza scolo, giusto la sensazione di respirare male. Ho anche una leggera tosse secca, ma si sente proprio che è di gola, da irritazione, non assomiglia per nulla a quella che ebbi con la pertosse. L'ORL mi ha dato oggi da iniziare con un ciclo di 20 gg il deflazacort perchè sostiene ci sia un'infiammazione permasta senza più infezione.

Onestamente non so cosa pensare e non ho idea se dovrei fare altri accertamenti, es. l'esame culturale per la bordetella, e non mi spiegherei come poter averla, oltretutto senza sintomi. O può dare mal di gola? Spero di non fare danni prendendo il cortisone ma l'ORL ha detto di stare tranquillo che per lui è stata solo un'esposizione da cui il mio corpo si è difeso e stop. Possibile?
Grazie in anticip!

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
differentemente dalle altre "malattie infantili" per le quali residua una immunità per tutta la vita, la immunità contro la Bortetella Perussis tende a declinare con il tempo.
Ciò può esporre il soggetto a una nuova infezione.
La possibilità più plausibile è che il titolo di 25 mUI/ml riscontrato due anni fa non sia stato sufficiente a impedire un nuovo contagio e una nuova infezione, ovviamente in presenza di linfociti memoria comunque presenti.
Sicuramente il Titolo di IgG PT depone per una infezione recente (i CDD di Atlanta indicano un cutoff >120 mUI/ml ma lei è comunque molto al di sopra).
La Bordetella Pertussis nell'adulto da sintomi molto sfumati: spesso tutto si riduce ad una infezione delle alte vie e quasi sempre manca la tosse caratteristica con gli episodi accessuali tipici.
I CDC di Atlanta hanno elaborato un algoritmo per l'uso razionale dei metodi diagnostici che è stato adottato dal nostro ISS.
Comparsa la tosse, fino a due settimane si deve effettuare la cultura, che non è facile e richiede esperienza, su agar Reagan Lowe contenente carbone o piastre con terreno di Bordet Gengou con e senza cefalexina.
La WHO ha stabilito criteri precisi per ottenere una buona crescita de batterio che è abbastanza pigro nel riprodursi in vitro.
Tra le due e le quattro settimane è raccomandato di embricare la ricerca di DNA batterico con metodica PCR Real Time su tampone faringeo e nasale e il dosaggio delle IgG specifiche con il cutoff di 120 mUI/ml già menzionato.
Dopo le quattro settimane è raccomandata solo la Immunosierologia comprensiva di IgA ed IgM.
Ovviamente la clinica e l'anamnesi restano fondamentali per una corretta diagnosi, tenendo presente che la tosse è il sintomo che identifica il momento in cui "si parte" per l'iter diagnostico.
Questo è quanto per via telematica.
Che lei si sia difeso, significa che si è infettato, altrimenti non si sarebbe difeso: quella del suo ORL mi pare una tautologia.
E' come dire: "Lei non si è infettato con la Bordetella Pertussis ma le hanno solo trasmesso la Bordetella Pertussis.
Ovviamente la mia risposta manca della parte clinica, ma questo l'ho già affermato.
Cordialità.
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 265XXX

Grazie mille Dott. Caldarola,
mi pare quindi di capire che io abbia bisogno di ulteriori accertamenti. Potrei portare quanto ha scritto al medico di base e farglielo leggere nella speranza che mi dia le prescrizioni necessarie? Quando ci son stato pochi giorni fa e ho chiesto delucidazioni in merito mi ha risposto che non riteneva necessario prescrivermi alcunchè, ma presumo che di fronte a questo cambierà idea. Nella fattispecie ho iniziato a tossire il 20/09, quindi sarei ancora in tempo per fare ancora la PCR. O alla peggio per ripetere gli esami immunologici con l'aggiunta delle IgM.

Un'ultima domanda: in caso venga confermata la pertosse è sempre necessaria la terapia antibiotica? La mia speranza è che dato il mio quadro clinico scarsamente sintomatologico ciò non sia per forza necessario, anche in virtù del fatto che di recente ho preso molti antibiotici e la mia colite cronica di cui soffro si è abbastanza infastidita della cosa. Nell'adulto è possibile che un'infezione di pertosse passi e se ne vada da sè col tempo, senza ricorrere ad una terapia antibiotica, è una mera utopia la mia?

La teoria dell'ORL era stata che io avessi avuto esposizione al batterio e che il mio organismo avesse reagito producendo IgA ed IgG a scopo difensivo, il che mi aveva preventivato dall'instaurarsi dell'infezione attiva. In pratica si era "riaccesa la memoria" senza che io mi fossi preso l'infezione, una sorta (mi si perdoni il termine, so essere inappropriato) di "vaccino". Ma mi pare di capire che ciò non sia fattibile.

A questo punto sono molto scettico sull'utilizzo del cortisonico: non sarebbe meglio prima procedere cogli accertamenti invece che provare a sfiammare quando magari l'infiammazione c'è soltanto come reazione al batterio? Chiaramente questo è un giudizio che richiede l'osservazione clinica etc., e di cui in primis parlerò infatti col mio medico di base, ma se possibile ci terrei ad un suo parere.
A questo punto, infatti, mi sorge il dubbio che la persistenza dei miei sintomi possa essere legata alla bordetella e non ad una semplice infiammazione residua: l'ORL mi ha detto che il rocefin è un antibiotico non utilizzato per la pertosse e qualora l'avessi contratta non pensa (ma non era sicuro) che sarebbe servito a debellarla.

Perdoni la mia confusione, lei è stato chiarissimo ma come può immaginare la situazione mi lascia un pò sopreso.
Cordiali saluti.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Signore,
l'antibiotico serve a poco, sia nel bambino che nell'adulto.
E' utile più per bloccare la diffusione del Batterio.
Il suo ORL ha potuto visitarla: io non posso farlo. Dunque sull'opportunità o meno di assumere il cortisone non posso esprimermi.
Se vuole può portare al suo medico quello che ho scritto: è pubblicamente fruibile.
Stia attento però che il medico non si senta offeso, perchè difficilmente un medico accetta il parere di un altro Collega con "letizia".
Veda lei.
Cordialità.
Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#4] dopo  
Utente 265XXX

In effetti ha ragione, chiaramente non sarebbe mia intenzione offendere il medico di famiglia ma correrei il rischio di farlo così facendo. Ci penserò su...intanto grazie mille per il consulto, ora ho le idee molto più chiare!
In merito al cortisone la mia preoccupazione riguardava unicamente i suoi effetti immunosoppressori: non vorrei finire per trovarmi con una super-pertosse da un momento all'altro a causa della terapia. Mi sembra in tutta franchezza un caso improbabile, anche perchè il dosaggio è limitato ed io sono immunocompetente, ad ogni modo ne parlerò col medico di base.
Gentili saluti.