Utente 841XXX
Gentili dottori sono un ragazzo che mesi fa ha avuto un comportamento a rischio con una persona fortemente a rischio hiv (sesso a pagamento). Non sto qui a entrare nei dettagli del rapporto (salvo che non me lo chiediate), ma ho svolto due test combinati Ab/Ag con metodica Elisa, il primo a un mese e mezzo, il secondo a tre mesi e mezzo, entrambi con esito negativo. Purtroppo però credo che questi responsi siano dei falsi negativi, in quanto fin dai primi giorni ed ancora adesso, ho sviluppato dei disturbi mai provati ed inusuali, perciò temo che magari i miei anticorpi non fossero ben formati dopo 115 giorni dall'esposizione per non so quale motivo (temo ipogammaglobulinemia, mai diagnosticata, malgrado le gammaglobuline in seguito a elettroforesi sieroproteica svolta dopo 7 mesi fossero al 15.5%. Sarebbe possibile un innalzamento del valore a seguito del virus, cioè che durante il corso dei tre-sei mesi fosse in realtà basso, quindi io fossi impossibilitato a produrre anticorpi, o averne a titolo basso, proprio in quel frangente di tempo e che io avessi l'ipogammaglobulinemia e invece dall'elettroforesi sia invece uscito un valore più alto, a prima vista normale, ma in realtà falsato dal virus?). Io, come ripeto non conosco lo stato di questa persona, malgrado lo possa immaginare, ma ci sarebbe qualche altra malattia che potrebbe falsare il periodo finestra a tre mesi e mezzo come eseguito da me? E di errori nel test hiv fin dal momento del prelievo, che magari il sangue sia andato in una provetta col nome diverso dal mio, oppure un errore o scambio durante le fasi successive, durante l'analisi o scambi di referto? Spero di aver spiegato tutto bene e che possano esere comprensibili tutti i miei dubbi! Grazie mille e spero vogliate concedermi una risposta

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

non vedo un nesso fra l'elettroforesi proteica ed una presunta infezione da HIV.
Per quanto riguarda il test per l'HIV, esso va ripetuto, solo per cautela per almeno 6 mesi da un episodio sospetto per contagio.
Nel suo caso, dovrebbe essere bassa, però, la probabilità di una infezione, dato che a distanza di tre mesi e mezzo dal rapporto sessuale a rischio, il test è risultato ancora negativo.
In ogni caso, le consiglio di rivolgersi presso un centro di malattie infettive, che le potranno dare i consigli più opportuni.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it