Cdt transferrina desialata

Buongiorno, si parla tanto della cdt che e' un marker preciso per verificare un consumo abituale ed eccessivo di alcol da parte di una persona tramite un semplice prelievo ematico.
a questo esame vengono sottoposti alcune categorie di lavoratori (camionisti carrellisti, autisti, ecc, ecc), ma anche chi ha subito il ritiro della patente per guida in stato di ebrezza, per riaverla ogni tot mesi deve presentarsi al Sert e avere questo marker a posto.
Quello che invece non e' chiaro a molti anche perché c'è un po' di terrorismo psicologico da parte di alcuni medici, e' la quantità di alcol che serve per sballare questo marker.
alcuni medici sostengono che e' un esame sensibilissimo che basta superare il bicchiere di vino giornaliero e questo marker si altera, addirittura l'uso quotidiano di colluttorio . . . . . . .
su alcuni forum e siti internet, compreso Wikipedia invece dicono che lo fa alterare un consumo superiore al mezzo litro di vino giornaliero (gradazione 12 gradi).
Giornaliero e non saltuario.
Per quanto riguarda la mia esperienza per mesi ho fatto uso quotidianamente di mezzo litro di vino, a volte anche qualcosa in più, poi facendo questo esame a pagamento e' risultato più volte nella norma e mai alterato.
Ho letto su alcuni forum qualche medico del sert sostiene che una persona che non beve mai, ma se pochi giorni prima di sottoporsi a questo esame prendesse una sbornia, risulterebbe alterato questo marker... magari sono io che non risulto mai positivo, boh o alcuni esagerano un po' per disincentivare il consumo di alcol.
Grazie a tutti voi.
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Dr. Domenico Spinoso Medico del lavoro 1.2k 112 7
gentile utente,
La transferrina desialata (CDT - Transferrina carbiodrato carente) è un marker diagnostico estremamente sensibile e specifico per dimostrare la cronica assunzione di alcool.
Un risultato in cui la quantità di transferrina desialata nel sangue risulta superiore agli intervalli di riferimento, indica un possibile abuso cronico di alcol.
L’utilizzo di tale esame non permette di distinguere tra una assunzione all’interno o al di fuori dell’orario di lavoro o ad esempio nel week-end e nemmeno l’assunzione acuta di alcool. L’esame infatti è specificatamente in rapporto con l’abitudine al bere nel tempo.
Tale test ha anche dei limiti che non devono essere sottovalutati:
Esistono varianti genetiche che interferiscono sul valore: non è pertanto raro che in soggetti bevitori cronici siano riportati valori di CDT falsamente negativi.
Al contrario, falsi positivi, si possono osservare:
- in soggetti con grave insufficienza epatica (cirrosi epatica o cirrosi biliare primitiva)
- in caso di disordini ereditari del metabolismo glicoproteico
- nei trapiantati combinati di rene/pancreas
Pertanto, in caso di risultati dubbi, soprattutto quando questi contrastano con la clinica, è raccomandato eseguire il test della CDT con metodi diversi.
Cordiali saluti

Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro

[#2]
Utente
Utente
La ringrazio dottore,spiegazione molto esaustiva.come protocollo sanitario da me in azienda facciamo una volta l' anno drug test e ogni due anni cdt associata ad altri esami del sangue. So per certo( e' capitato a dei colleghi) che se si viene trovati positivi a droga si viene immediatamente sospesi, con la positività alla cdt,credo non sono sicuro,ma chiaccherando col nostro medico,non si venga sospesi, entro un mese le si ripete e poi eventualmente si prende in considerazione sospensione e sert. Grazie mille
[#3]
Dr. Domenico Spinoso Medico del lavoro 1.2k 112 7
Gentile utente,
La procedura per l’accertamento di assenza di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope è molto precisa e definita dalla legge e, come diceva lei, prevede un test annuale ed in caso di confermata positività, la sospensione dalla mansione a rischio e l’invio al SeRT per gli accertamenti di secondo livello.
Relativamente all’alcol, le norme in vigore non specificano una procedura precisa e quindi in genere tale procedura è stabilita dal medico competente o in alcuni casi da linee guida regionali e quindi può risultare diversa da regione a regione o anche tra aziende nella medesima regione.
A mio parere, la procedura adottata dal medico competente della sua azienda è pienamente condivisibile in quanto consente di monitorare bene il rischio da abuso alcolico in azienda senza però essere particolarmente oppressiva o, peggio, sembrare punitiva.
Cordiali saluti

Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro

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