Utente cancellato
Dopo 2 mesi e mezzo passati tra visite, terapie e tentativi falliti di riprendere l'attività sportiva sto' valutando seriamente la possibilità di "appendere la bici al chiodo".

Cercherò di esporvi la mia situazione nella maniera più chiara e più sintetica possibile affinché possiate farvi un'idea di massima del mio quadro clinico:

Ho sempre praticato sport; sci, tennis, nuoto, corsa a piedi ecc; due anni fa ho avuto un'incidente in MTB ; uno scontro con una macchina; per fortuna le conseguenze sono state meno gravi del previsto; la tac e la risonanza magnetica evidenziarono un grosso edema nella zona sopra il ginocchio sinistro dove si inserisce il muscolo vasto laterale (luogo dell'impatto con l'autovettura) e una microfrattura della spina tibiale, i legamenti si erano un pò assottigliati ma sembravano aver retto. Per ridurre e risolvere l'edema mi furono tolti 66cc dal vasto laterale e dopo un periodo di immobilizzazione, in accordo con l'ortopedico che mi curò, iniziai un periodo di riabilitazione.

Dopo l'incidente tornai all'attività sportiva dedicandomi passando alla pratica del ciclismo, abbandonai l'idea di poter dedicarmi ancora la corsa a piedi per evitare ricadute al ginocchio sinistro.


Nonostante l'articolarità della gamba sinistra non fosse più quella di una volta, durante gli allenamenti in bici, non ho mai avuto particolari problemi, salvo nei periodi piovosi e freddi; tuttavia a Marzo di quest'anno mi sono dovuto fermare perché ho iniziato ad avvertire un dolore alla rotula del ginocchio sinistro che non mi consentiva di pedalare, non era un dolore acuto o una fitta lancinante me era piuttosto una sensazione di "pelle bruciata" che sfregava contro il tessuto dei pantaloncini, nei giorni seguenti l'infortunio il tono muscolare del quadricipite si è velocemente ridotto.

Su consiglio dell'ortopedico ho fatto un'ecografia e una risonanza magnetica che hanno evidenziato una tendinite al quadricipite, secondo il medico l'infortunio mi è stato causato da un serie di concause: una debolezza maggiore dell'arto sinistro rispetto a quello destro; un sovraccarico funzionale; l'essermi allenato in condizioni meteo sfavorevoli.

Ho iniziato un ciclo di fisioterapia consistente in laser e tecar e in breve tempo ho ripreso l'articolarità della gamba, quando però sono risalito in bici si sono presentati altri problemi; questa volta i dolori riguardavano la zona lombare; altro stop, altre visite e altra diagnosi; una dismetria funzionale agli arti inferiori, molto probabilmente causata dai muscoli che si sono accorciati con conseguente infiammazione del muscolo piriforme; inizio un nuovo periodo di riabilitazione consistente in ginnastica posturale, stretching e laser; terminato anche questo periodo ho riprovato con la bici ma puntualmente si sono ripresentati i problemi al ginocchio, questa volta però non si tratta di una senso di bruciore vero e proprio, il dolore è meno fastidioso, in pratica è come se avessi un cerotto sopra la rotula mentre pedalo.

Allo stato attuale, il ginocchio non è gonfio e non avverto dolore alla palpazione, il tono muscolare del vasto mediale, nonostante la fisioterapia, tarda a riprendere, se massaggio un pò il muscolo del quadricipite avverto dei doloretti simili a punture di aghi localizzate nella zona sopra la rotula dove si inseriscono i muscoli del quadricipite, durante lo stretching; quando piego la gamba tirandola verso il gluteo con la mano; non riesco a piegare la gamba sinistra oltre una certa angolazione, è come se fosse bloccata da una forza resistente che si manifesta con un piccolo dolore nella zona del piatto tibiale subito sotto la rotula; infine, ho notato che anche dopo un periodo più o meno lungo di riposo basta un piccolo allenamento per far "gonfiare" le vene delle gamba, (polpacci e vasto mediale).

A questo punto non sò più che pesci prendere, scusatemi se il mio intervento è stato un pò prolisso ma ho cercato di condensare il più possibile un quadro clinico che mi sembra essere abbastanza complesso, spero che basti per avere un vostro parere, fino ad oggi tutti gli specialisti che ho consultato si sono limitati a guardare un singolo aspetto del problema (tendinite, dismetria, contrattura muscolare) ma nessuno ha saputo darmi una diagnosi più generale.

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Dr. Sergio Lupo

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Come purtroppo accade spesso, l'iter che dovrebbe essere seguito in caso di infortunio in uno sportivo non viene, a mio parere, seguito in modo corretto.
In primo luogo esiste uno specialista, lo specialista in medicina dello sport, che conosce molto meglio di altri tutte le problematiche legate allo sport e dovrebbe essere lui ad intervenire quando il problema riguarda un atleta.
In secondo luogo, mi sembra di capire leggendo la sua mail che non sia mai stata effettuata una corretta riabilitazione funzionale: dopo riposo, stretching, fisioterapia ... non si può riprendere la bicicletta senza prima aver riportato la muscolatura alle condizioni idonee a sopportare uno sforzo sportivo (tono e trofismo dei muscoli, equilibrio tra i gruppi agonisti ed antagonisti ecc.).
Non posso a distanza darle indicazioni diagnostiche, terapeutiche e/o riabilitative non conoscendo la sua attuale condizione clinica, ma sicuramente le posso consigliare di ripartire con un controllo medico sportivo e con una adeguata riabilitazione da effettuare nelle modalità idonee, che le verranno indicate sulla base degli esami effettuati e della visita stessa.
Dottor Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport
www.sportmedicina.com