Utente 446XXX
salve a tutti.
premetto che sono uno sportivo,(podismo)che pratico a livello amatoriale.
il 19 di agosto (2007),durante un allenamento a intervalli(400m.),in progressione,ho sentito come uno strappo sulla parte anteriore coscia dx,piu' precisamente interno coscia ,basso gluteo dx.,per precauzione ho smesso di allenarmi subito,proteggendo la coscia con una fascia protettiva, (ne porto sempre qualcuna dietro).il mattino seguente,sentivo dolore localizzato principalmente nella zona interna coscia- gluteo,ma con meno intensita anche verso la zona inferiore della coscia,15-20cm.,e verso la parte superiore del gluteo 10-15cm.,mentre abbassandomi per terra (come per raccogliere qualche cosa)il dolore era troppo "sentito",nella coscia interna,(quasi di fronte al testic....)in basso.
dopo un consulto telefonico con un fisioterapista,(uno stiramento?) terapia: intramuscolo(voltaren+muscoril)per due-tre giorni, riposo per 20-30giorni,ed esercizi riabilitativi in palestra(con lui)per due -tre mesi,dopo un paio di giorni dalla fine della terapia,intramuscolo, i dolori sono riconparsi,seppur in maniera meno "intensa",ho ripreso e continuato la terapia(solo voltaren compresse) per altri 5-6 giorni,proteggendo sempre la coscia con la fascia protettiva,dopo 10 giorni ho fatto un'ecografia,ma che non ha evidenziato lesioni muscolari(l'operatore mi ha detto che probabilmente si era gia' cicatrizzata),non ho ancora cominciato gli esercizi di riabilitazione,(ho sfruttato il periodo di "riposo obbligato"per un ,intervento di riparazione ernia inguinale sx. (6 settembre).in questi giorni ho cominciato a fare delle camminate,2-3 km.,dapprima piano,poi a passo svelto,20-30min.,intervallandole con 2-3 giorni di riposo.qualche min.di esercizi di riscaldamento(molto leggeri),prima e dopo.durante queste fasi, c'e assenza di "dolorini",che sento invece dopo un po',regrediscono( ma rimangono lievi) con 1-2 giorno di riposo.abbassandomi, ora,sento un piccolo fastidio(non mi impedisce il movimento).i mei dubbi sono questi:sarebbe utile fare una indagine piu' approfondita(tac,r. magnetica)per capire meglio la situazione,ed escludere altre complicanze?,dopo 42 giorni dal trauma,almeno i dolori, non dovrebbero essere quasi completamente assenti?il medico di famiglia dice che ci vogliono mesi e mesi,per guarire completamente!a questo punto,quanto sono utili,gli esercizi di riabilitazione in palestra,per "allungare" i muscoli ,e,ridargli elasticita'?
cinque anni fa, una distorsione al ginocchio, dx.,si e' risolta in 3 mesi! allora mi curo' un ortopedico.
grazie per i suggerimenti.
mario grotteria (rc)

[#1]  
Dr. Carlo De Michele

24% attività
0% attualità
12% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 36
Iscritto dal 2005
Da quanto lei racconta mi sembra che si possa pensare ad un evento legato ad una distrazione muscolare, la cui entità non può essere giudicata se non in seguito ad esame clinico e strumentale Comunque bisogna tenere presente che anche in casi molto lievi siamo di fronte ad una frattura (sia pure di un numero esiguo) di fibre muscolari che a guarigione avventuta lasciano sempre un esito cicatriziale.Purtroppo questi eventi lasaciano strascichi dilorosi per molto tempo, come giustamente dice il suo medico curante. In line di massima una accorta ripresa dell'attività accompagnata ad adeguati esercizi di allungamenta ed elasticizzazione contribuiscono a migliorare la guarigione. Per la sua sicurezza più che sottoporsi ad ulteriori esami strumentali le consiglio di rivolgersi ad un medico sportivo che certamnte saprà darle le indicazioni corrette.
Cordiali saluti
dr: Carlo de Michele
dr. Carlo de Michele
Medico Internista
Spec in Medicina dello Sport
Medicina Manuale Osteopatica

[#2]  
Dr. Armando Piscioneri

20% attività
0% attualità
0% socialità
BROLO (ME)

Rank MI+ 20
Iscritto dal 2006
Caro amico potrebbe provare eseguendo dei trattamenti mirati di fisioterapia, in un centro dove poter eseguire, e seguito da personale specializzato ad esempio:
Laserterapia

Descrizione generale
Il laser è una sorgente di radiazione elettromagnetica, che potremmo definire con semplicità, come un mezzo fisico che produce energia sotto forma di un'onda luminosa.
In realtà la 'luce' (i fotoni) liberata dal laser ha caratteristiche del tutto particolari (ad esempio non è sempre visibile), ma è comunque in grado di raggiungere intensità di energia elevata in aree molto ristrette.
In terapia vengono utilizzati vari tipi di laser che differiscono tra loro per energia, capacità di penetrazione e caratteristiche d'azione. Tra i più usati ricordiamo i laser a:
- elio-neon
- co2
- diodico a semiconduttore ad arseniuro di gallio
- neodimio-yag

Principio d'azione
A seconda del tipo di laser e delle modalità di applicazione, si può svolgere un'azione prevalentemente:
- antiinfiammatoria e antiedimigena (aumento della velocità del microcircolo ematico, aumento del drenaggio veno-linfatico, attivazione macrofagica ecc.)
- biostimolante (stimolazione di attività biochimiche, fisiologiche e proliferative della cellula)
- antalgica (innalzamento della soglia dolorifica per azione diretta sulle terminazioni nervose e per liberazione di endorfine)
- decontratturante (normalizzazione del potenziale di riposo della cellula muscolare)

Indicazioni
Numerose patologie dell'apparato locomotorio risentono favorevolmente dell'azione dell'energia laser.
Tra le malattie più frequentemente trattate ricordiamo:
- patologie infiammatorie di tendini e tessuti molli (tendiniti,borsiti,entesiti)
- algie articolari superficiali (le articolazioni più profonde vengono in parte raggiunte solo con particolari accorgimenti o da laser particolari, come ad esempio il neodimio-yag)
- sindrome del tunnel carpale
- ulcere e piaghe da decubito
- forme cicatriziali
- trattamento dell'edema localizzato

Modalità di applicazione
- a scansione: la luce laser si 'disegna' sulla cute lungo un tratto (fisso o mobile) di superficie cutanea. Viene utilizzata per trattare aree più o meno estese.
- a contatto: particolarmente utile per raggiungere le articolazioni più profonde o su superfici non piane (il raggio laser ha la massima penetrazione quando raggiunge la superficie cutanea perpendicolarmente).

Controindicazioni
- pazienti con carcinoma sospetto o conclamato
- irradiazione diretta sull'utero in gravidanza
- aree di emorragia

Attenzione !!!
Le radiazioni laser dirette all'occhio rappresentano un potenziale rischio per lo stesso. L'uso di appositi occhiali protettivi (da portare sempre con il laser in funzione) elimina tale rischio.

Ultrasuoni


Descrizione generale
E' una tecnica fisioterapica che utilizza a scopo terapeutico gli effetti biologici prodotti dagli ultrasuoni (onde sonore con frequenza superiore alla soglia uditiva).
La produzione degli ultrasuoni si ottiene sfruttando l'effetto piezoelettrico inverso (proprietà di alcuni cristalli minerali di dilatarsi e comprimersi e, quindi, di emettere vibrazioni quando sono sottoposti all'azione di un campo elettrico di corrente alternata).
La frequenza di emissione degli apparecchi può essere di 1 MHZ o di 3 MHZ.
Può essere applicata una tecnica a contatto (con l'interposizione di un gel tra la testina dell'ultrasuono e la cute) o in immersione in acqua quando si trattano superfici cutanee irregolari (ad esempio mani, piedi, ecc.).

Principio d'azione
La penetrazione delle onde sonore ha un'azione di tipo meccanico (micromassaggio) e termico.
Gli effetti terapeutici sono:
- analgesico e antiinfiammatorio
- decontratturante (rilasciamento muscolare)
- fibrinolitico e trofico (riassorbimento di ematomi, eliminazione di tenui calcificazioni, stimolazione della guarigione dei tessuti)

Indicazioni
Sono essenzialmente patologie delle strutture periostali, tendinee e capsulari.
- periartrite calcifica di spalla
- tendiniti, capsuliti e borsiti (ad esempio l'epicondilite)
- coccigodinie (dolore del coccige)
- contratture muscolari
- artrosi (vertebrale, anca, ginocchio, ecc.)
- morbo di Dupuytren
- tessuti cicatriziali ipertrofici ed ematomi organizzati

Controindicazioni
Non vanno applicati sull'area cardiaca, e su tessuti specializzati (ad esempio cartilagini di accrescimento del bambino, in corrispondenza dell'ovaio, ecc.)
Non vanno usati su zone cutanee infiammate acutamente o nelle neoplasie.

Attenzione!
Possono verificarsi ustioni se la dose erogata è eccessiva.

Elettroterapia

E' l'impiego della corrente elettrica per scopi terapeutici.
Nelle sue varie forme esplica effetti differenti che si possono riassumere in:
- azione analgesica
- azione eccitomotoria (stimolazione muscolare)
- azione trofica (miglior apporto vascolare e di nutrizione)


Corrente unipolare pulsata a voltaggio costante
E' una corrente che si adatta in relazione alla resistenza dei tessuti interessati.
Principio d'azione
- incremento della rete capillare
- riduzione dell'edema
- diminuzione della contrattura muscolare
- regressione del dolore
Indicazioni
- edema nel rallentamento del drenaggio linfatico
- contratture muscolari
- flogosi acute e croniche dei tessuti di varia natura

cordialità doc ap


[#3]  
Dr. Sergio Lupo

28% attività
0% attualità
16% socialità
ROMA (RM)
GENZANO DI ROMA (RM)

Rank MI+ 44
Iscritto dal 2003
Concordo con quanto detto dal collega Carlo de Michele: si rivolga allo specialista in medicina dello sport per un esame funzionale della situazione ed i corretti consigli terapeutici.
Dottor Sergio Lupo
Dottor Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport
www.sportmedicina.com

[#4] dopo  
Utente 446XXX

grazie a tutti per i consigli, aggiornero' l'evolversi della
situazione, a presto.