Utente 622XXX
Buonasera,
sono un ragazzo di 33 anni praticante di varie attività sportive (calcio agonistico, ciclismo, eqitazione) e da 4 anni mi è stata diagnosticata una ernia del disco L4-L5 tramite RMN. Riporto parte del testo per precisione .."Alterazioni degenerative degli ultimi tre dischi lombari.In L4-L5 vi è però una voluminosa ernia discale postero laterale dx che migra verso il basso fino a raggiungere il recesso laterale di destro di L5.Netto il fenomeno compressivo del sacco durale corrispondente e sulla porzione prossimale e distale della tasca radicolare L5 di dx. Parzialmente sacralizzato il corpo di L5. Minima protusione posteriore mediana del disco L5-S1. No masse paravertebrali."
Dopo consulto con il mio medico e con il Neurologo si decide per effettuare terapia conservativa a base di cortisonici, antinfiammatori, e fisioterapia, ovviamente interrompendo per qualche mese l'attività sportiva e facendo molta fatica a proseguire quella lavorativa.
Dopo 5 mesi effettuo nuovamente una RMN che evidenzia quanto segue .."Si confermano alterazioni degenerative degli ultimi tre dischi lombari...In L4-L5 è tuttora evidente un ernia discale posteriore mediana e paramediana destra che migra in parte verso il basso...tuttavia oggi le dimensioni dell'ernia sono drasticamente ridotte rispetto ad allora, persiste discreto contatto durale e sulla porzione prossimale e distale della tasca radicolare L5 di dx.Parziale sacralizzazione di L5 , minima sporgenza posteriore mediana del disco in L5-S1"
Dopo pochi mesi i dolori lombari riappaiono (colpo della strega) e soprattutto non se ne vanno con facilità. Ripeto terapia farmacologica come sopra, aggiungo consulto con chiropratico e soprattutto inizio ad effettuare ginnastica posturale (3 mesi circa). Riprendo l'attività sportiva senza equitazione. Dopo altri 6 mesi circa nuova ricaduta con lombalgia fortissima, e nuovo intervento farmacologico stavolta con l'aggiunta di muscoril e voltaren. E così via fino ad oggi,tra una ricaduta e l'altra(mediamente ogni 6 mesi), alternando farmaci (anche cerotti,e bustine di dona), fisioterapia, plantari ortopedici commissionati appositamente per il problema, senza che il mal di schiena abbia praticamente mai fine, poichè nella migliore delle ipotesi in condizioni "normali" un po' di dolore della fascia lombare persiste sempre. La cosa positiva di tutto ciò è che per il momento le funzioni motorie sono ancora integre, ovvero non ho problemi a gambe e piedi.
In buona sostanza, quello che volevo chiedere, dopo avere sentito vari tipi di pareri che vanno dalla chirurgia (quale tipo però?), alle varie terapie farmacologiche (provate praticamente tutte con gioia per il fegato..) all'appoggio del piede, alla ginnastica posturale, oppure alla fisiokinesi passiva, quale può essere la vostra risposta a questo problema sia "sportivo" (non riesco praticamente a finire un'annata calcistica senza essermi fermato almeno 2 volte per un mese quando va bene, credo anche grazie ai campi in sintetico) che di vita quotidiana.
In fin dei conti non è ancora presto per smettere?
Chiedo scusa per la lunghezza, ho voluto essere il più esaustivo possibile.
Ringrazio e saluto.

[#1]  
Dr. Paolo Sailis

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Buongiorno,

devo dirle innanzitutto che il reperto di ernia del disco e', forse quello meno importante nel referto della sua RMN. Infatti, la mancata irradiazione del dolore all'arto inferiore testimonia che la sua ernia, anche se voluminosa, non prende rapporti con le radici nervose.
Ritengo quindi che il suo problema possa essere focalizzato sulle discopatie degli ultimi tre spazi lombari, la disidratazione dei dischi provoca una alterazione della biomeccanica dei corpi vertebrali con conseguente lombalgia che ha quindi piu' un'origine muscolare che neuropatica. Un'altro aspetto da valutare e' la eventuale instabilita' legata alla discopatia, considero questo il vero spartitraffico tra un trattamento condervativo e chirurgico che, comunque, non dovrebbe riguardare l'ernia del disco di cui si parlava prima ma, in presenza di una instabilita', eventualmente una stabilizzazione vertebrale.
In quest'ottica deve essere fatto un bilancio clinico e strumentale, per valutare quale possa essere il trattamento migliore.
E' implicito che, a seconda del tipo di trattamento piu' opportuno, sara' diversa la sua possibilita' di attivita' fisica.
Spero di essere stato comprensibile.
Un saluto.
Dr. Paolo Sailis
paolo.sailis@gmail.com

[#2] dopo  
Utente 622XXX

Grazie moltissimo della sua esauriente risposta,
le voglio chiedere però..; quando parla di instabilità legata alla discopatia e conseguentemente di "stabilizzazione" vertebrale a cosa si riferisce in particolare? (insomma, per capire meglio nello specifico...)
E quali sono le terapie in uso per questo tipo di problema?
E, concludo, è possibile dunque abbandonare la terapia farmacologica cortisonica secondo lei?

Saluto nuovamente e ringrazio della cortesia.

[#3]  
Dr. Paolo Sailis

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Ci si riferisce ad una instabilita' secondaria data dalla diminuzione dell'altezza del disco che si ripercuote sulla tenuta delle strutture articolari posteriori. La stabilizzazione puo' essere effettuata attraverso varie metodiche chirurgiche a seconda del grado e del tipo di instabilita'.
Comunque tutto cio' va valutato da un chirurgo esperto in patologia vertebrale.
Sospenderei senza dubbio la terapia cortisonica.
La saluto.
Dr. Paolo Sailis
paolo.sailis@gmail.com

[#4] dopo  
Utente 622XXX

Farò una ricerca, spero proficua, di un esperto del settore, almeno per un consulto.

Grazie di nuovo, Saluti.