Utente 303XXX
Buongiorno, ho 28 anni, ho giocato a calcio per moltissimo tempo e solo negli ultimi anni ho abbandonato l'agonismo dedicandomi a sporadiche partite di calcetto tra amici.
Verso Settembre 2008 mi è comparsa durante una partita di calcetto un dolore inguinale, piuttosto intenso ma sopportabile, come si trattasse di un piccolo stiramento dopo un breve scatto.
Il dolore nella successiva occasione di gioco si è poi esteso alla zona perineale e testicolare, tanto da indurre il mio medico a prescrivermi un ecografia testicolare ed inguinale.
Il risultato in breve è stato: presenza di varicocele bilaterale LIEVE (già sapevo di averla, era un'occasione per controllare che non fosse peggiorata), nessuna presenza di ernie inguinali.
Sia il radiologo che il mio medico hanno sconsigliato ogni intervento per la varicocele in quanto troppo lieve, ed hanno escluso che possa essere causa dei fastidi inguinali che si presentano sotto sforzo.
Mi è stato semplicemente sconsigliato di giocare a calcetto.

Il dolore si è attenuato dopo un periodo di pausa di circa un paio di mesi; è ricomparso molto più acutizzato dopo una accidentale caduta con lo snowboard verso fine dicembre (sono caduto in posizione seduta da circa un metro e mezzo), il dolore dopo quel piccolo trauma si è esteso alla zona perineale, addominale, pelvica, inguinale ed è durato un paio di settimane.

Dopo un un mese di stop sono tornato a sciare senza problemi (senza cadute).
Ieri (28 Febbraio) ho provato a fare un allenamento di calcio (su erba, non calcetto), ma finita la sessione si presenta il solito dolore perineale, inguinale con piccole fitte addominali che persiste tutt'ora.

Trattandosi chiaramente di pubalgia (credo), avrei un paio di domande da porre:

- la varicocele, seppur lieve, può in qualche modo incidere sul presentarsi dei dolori? O come mi hanno detto i dottori è davvero ininfluente sui disturbi che
presento?
- so che la pubalgia può avere un decorso molto lungo e tanto lunga può essere la strada per trovare la vera causa e trovare la giusta cura adeguata al caso.
Vorrei semplicemnte sapere a quali specialisti è bene rivolgersi e quali tipi di visite bisogna fare in questi casi, per non rischiare di perdere tempo con visite inutili e velleitarie.
Mi piacerebbe essere consigliato ed indirizzato in questo senso, oltre ad una prima generale analisi del problema esposto.

Ringrazio anticipatamente.

[#1]  
Dr. Giovanni Beretta

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Caro lettroe ,

come andrologo le posso rispondere che ha ragione il suo medico di medicina generale e, anche in base all'ecocolordoppler da lei riferito, è da escludere una correlazione stretta tra i disturbi da lei lamentati e la presenza di un varicocele, anche se bilaterale.

Detto questo però le devo dire ,sempre come andrologo, che, vista la sua età, oltre alle valutazioni cliniche (io le consiglierei un bravo fisiatra) che dovrà fare sul suo problema specifico, le conviene approfittare del riscontro occasionale di questo varicocele per fare un attento controllo andrologico seguito dall'esecuzione di un esame sul liquido seminale.

Il varicocele infatti, a volte anche "lieve", può determinare una alterazione dei normali parametri del liquido seminale.

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta

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Giovanni Beretta M.D.
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[#2] dopo  
Utente 303XXX

Buongiorno,
riesumo questa vecchia richiesta per trascrivere di seguito gli esiti dei recenti esami effetuati (RSM + RX), nei quali si evidenzia la presenza di una "piccola" ernia ecc.. (vedi esiti trascritti alla fine).

Tali problemi sono sicuramente la causa della sintomatologia precedentemente descritta?
Da un paio di mesi ho ricomciato a giocare a calcio a livello amatoriale (da qui l'esigenza di approfondire definitivamente il problema), è consigliabile uno stop immediato dell'attività? Qual'è la gravità degli esiti esposti?

Se poteste darmi qualche indicazione/consiglio in più sulle cure da adottare per il problema esposto vi ringrazio.

Ovviamente seguirà visita dal medico di base ma ritengo che avere un parere in più male non faccia.
Grazie.


PS: nel 1997 ho avuto un incidente in cui mi è stata diagnosticata una frattura trasversa L3 + trauma al bacino (7 giorni di ospedale + un mese a casa con il busto); immagino non sia da escludere che i problemi risocntrati siano una "conseguenza" nel lungo periodo del trauma subito.


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RISON.MAGN.NUC. COLONNA LOMBOSACRALE
Lieve retrolistesi di L5 su S1.
Il disco L5-S1 è ridotto in altezza posteriormente ed è degenerato; sporgenza del suo contorno posteriore centrale come per piccola ernia, scivolata anche verso il basso, che determinamodesta impronta sul sacco durale.
Regolari i dischi fra D12 ed L5.
Regolari i diametri dello speco vertebrale ed il cono midollare.
Modesta artrosi interapofisiaria.

RADIOGRAFIA BACINO
Radiogrammi eseguiti sia a riposo che sotto carico.
Cresta iliaca di SX un pò più alta della controlaterale.
Regolari i rapporti articolari coxofemorali.
Non evidenziate lesione ossee a focolaio.
Regolari le sincondrosi sacro iliache.

RISON.MAGN.NUC. DEL BACINO
Rapporti articolari coxofemorali regolari.
Non versamenti endoarticolari nè alterazioni di segnale ossee, in particolari alle teste femorali e in corrispondenza delle sincondrosi sacro iliache.
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