Utente
Credo che ci creperò con gli acufeni. Così come migliaia di altre persone in tutto il Paese ed in tutto il mondo. La gente si attaccherà alle soluzioni più disparate, convincendosi di sentire sollievi e miglioramenti, ma la verità è che moriranno con quella radiolina accesa nella testa. Non si godrà mai più un silenzio.
E, beh, c'è solo da imparare a conviverci.
Ma una domanda mi viene da porla, anzi, noi tutti 'acufenizzati' vorremmo porla a gran voce.
Perché nessuno sta finanziando una ricerca per curare questa cosa?
O perlomeno per capirla? Non si sa neppure spiegare cosa diavolo sia un acufene, e chi ne soffre si sente condannato dalla frase ''la tomba dell'otorino, l'unica è abituarsi''.
Gli acufeni rovinano la vita! Se a qualcuno questa notizia giungesse nuova, che si faccia un giro nei forum sull'argomento.. e leggerà quanto soffre la gente.
Siamo capaci di ridare l'udito, la vista, cambiare sesso, clonare, addirittura sta per essere terminato il progetto per la protesi della mano che percepisce il tatto!
Ma che non ci sia NESSUNO che stia finanziando una ricerca su un dannatissimo fischio (se si è fortunati, altrimenti sciame d'api) perpetuo è RIDICOLO.
Niente, non ho alte domande, se non PERCHE' non posso neppure avere mezza misera speranza che un giorno la cura si trovi..
Ma forse c'è qualcuno che non riesce ancora a capire cosa siano gli acufeni.
Accendete la radio su un canale morto. Bene, se la tenete un po' comincerà a darvi fastidio, e la spegnerete.
Ecco, noi siamo quelli che l'interruttore non ce l'hanno.
Buon silenzio a chi ha la fortuna di permetterselo.

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Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali credo si sia già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo).
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema. Cordiali saluti ed auguri.

https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-e-disfunzioni-dell-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1898-ceruminosi-e-tappo-di-cerume.html
https://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/961-otite-ricorrente-colpa-dei-denti.html

Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com