Utente 118XXX
salve,scrivo per mio fratello che ha 40 anni e 20 anni di contributi versati all'inps come dipendente,sono oramai 2 anni che versa in uno grave stato psicotico e' seguito dal centro di igiene mentale ,la situazione e' arrivata al limite inimmaginabile,sul lavoro oramai sono due anni che va avanti con la malattia distaccando i 180 giorni con un giono di lavoro e altri 180 a casa ,e diventato difficile anche a gestire una situazione del genere,a questo punto volevo interessarmi se con la patologia che ha certificata dai medici dell'igiene mentale sia possibile fargli avere una invalidita' da parte sia dall'inps e dall'usl come invalido civile e se compatibile anche con inail visto che mio fratello svolge lavoro in fabbrica siderurgica(lavoro molto pesante ) come turnista con orari notturni ecc.., lo psicologo e psichiatra hanno certificato la seguente diagnosi:
alterazione dell'umore dell'ideazione della condotta caratterizzate da labilita'ed oscillazioni rapide dell'umore ,ricorrenza di crisi depersonalizzazione,e derealizzazione,ansia somatizzata,allucinazioni uditive,nonche' spunti interpretativi e di riferimento,episodi di disorganizzazione del comportamento con atti mancanti potenzialmente dannosi e gravi,vissuti di paura di perdere il controllo sull'impulso agito agressivo.il quadro appare compatibile con ipotesi diagnostica di disturbo di personalita'borderline grave,con episodio attuale di scompenso psicotico.poi segue tutta la cuta del caso,ultimamente sono comparse varie crisi epilettiche a cadenza settimanale,chiedevo pe avvalorare l'entita dell'invalidita' se sarebbe corretto allegare anche certificazione di un neurologo per eventuale certificazione degli stati epilettici .sara' anche dura portare mio fratello davanti ad una commisione medica perche' lui non vuole venire e diventa nervoso e potrebbe manifestare attacchi violenti in tale sede ,come devo comportarmi in merito,chiedevo se tali certificazioni siano sufficenti o cosa altro mi consigliate di presentare per avere qualche possibilita' di riconoscimento da parte degli enti inps e usl su invalidita' permanenti riconosciute per tutelare mio fratello che almeno in caso di licenziamento della ditta verra' tutelato in qualche modo dall'invalidita' altrimenti chi provvedera' a lui economicamente versando in questo stato e non avendo piu' nessuna fonte di reddito.

ringrazio per la gentile assistenza

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

la patologia da cui è affetto suo fratello non è di pertinenza INAIL.

Considerati i 20 anni di contributi INPS, di certamente 3 negli ultimi 5 anni, ha i requisiti amministrativi per fare domanda di inabilità e in subordine di invalidità all'INPS.
Infatti, i requisiti amministrativi sono: un'anzianità contributiva e assicurativa di almeno cinque anni, di cui almeno tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione.

La domanda all’INPS va fatta su un modulo apposito, allegando anche il modello SS3.
La domanda può essere fatta anche tramite un Patronato, che offre assistenza medico-legale e amministrativa gratuita.
In base alla gravità del quadro clinico, l'INPS deciderà di erogare l'assegno di invalidità oppure la pensione di inabilità.

L'assegno di invalidità viene calcolato sulla base degli effettivi contributi versati, scade automaticamente dopo tre anni e viene rinnovato solo a domanda.
La pensione di inabilità, invece, è estremamente vantaggiosa, perchè, oltre ai 20 anni di contributi, verrebbero riconosciuti tutti gli anni di contributi non ancora maturati per arrivare alla pensione di vecchiaia.
Con l'assegno, si può continuare a lavorare.
La pensione di inabilità può essere definitiva oppure soggetta a revisione; la persona, se riconosciuta inabile, non deve più svolgere alcun lavoro né dipendente né autonomo.

Contemporaneamente si può fare anche domanda di invalidità civile e richiesta contemporanea di benefici ex Legge 104/92 alla propria ASL di residenza sui moduli da questa predisposti.

Personalmente le consiglio di fare domanda all'INPS per pensione inabilità e in subordine per l'assegno di invalidità e all'ASL per i benefici della Legge 104/92.

Sia per l'INPS che per l'ASL occorre allegare tutta la documentazione sanitaria del caso.

Per il modello SS3:
http://www.inps.it/MODULISTICA/leggiFile.asp?id_file=2485&nome_file=AP42_SS3.pdf

Per ulteriori informazioni:
https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=89898
http://www.medico-legale.it/invalidita'_inps.html

https://www.medicitalia.it/02it/notizia.asp?idpost=86486
http://www.medico-legale.it/invalidita'_civile.html
http://www.medico-legale.it/handicap_legge_104.html

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#2] dopo  
Utente 118XXX

Salve Dott. Corcelli ,l'unico dilemma che mi viene e che non sia sufficentemente certificata la malattia allo stato attuale ,non vorrei che un solo certificato anche se attestante lo stato del malato non venga pienamento preso in considerazione per la reale efficacia del riconoscimento ,considerando le circonstane cosa mi consiglia per presentarmi in sede di commissione potrei eventualmente allegare ulteriore certificazione del neurologo ,psichiatra e psicologo quello che non mi e' chiaro e' se nella certificazione per avere la massima efficacia del riconoscimento devono specificare che il paziente"PER LA GRAVE PATOLOGIA CHE PRESENTA NON E' PIU' IN GRADO DI POTERSI GESTIRE E NECESSITA DI ASSISTENZA CONTINUATIVA NON ESSENDO PIU'IN GRADO DI COMPIERE GLI ATTI QUOTIDIANI DELLA VITA.anche la prerogativa di non esserci stato nessun ricovero per negligenza nostra in reparto specialistico potrebbe giocare a sfavore, eventualmente sarei anche disposta ad aspettare altro tempo per aquisire maggiori certificazioni a anche con ricoveri e relative cartelle cliniche per presentarci in sede di commissione sicura di raggiungere il risultato atteso,la minima possibilita' di un dinego getterebbe nelle sconforto piu' profondo tutta la famiglia anche perche' vorremmo inserire il familiare in una struttura a lunga degenza e servirebbero fondi per poterlo fare. le choedevo gentilmente se ci sono delle tabelle consultabili dalle queli in base alla patologia viene dato un punteggio di invalidita' potrebbero essere molto di aiuto nel nostro caso.
altro dilemma e' come portare mio fratello in commissione di solito rusulta molto nervso e irrascibile a queste nuove situazioni a cui andrebbe esposto e non vorrei che in sede di commissione commetta qualche atto insulto,sicuramente non sara' collaborativo potrebbe anche questo essere un fattore a rischio in quanto la commissione si rifiuta ad esaminare il caso per via del comportamento ostile di collaboraziione del paziente....

ringrazio della gentile consulenza fornitaci

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

sarebbe opportuno che suo fratello si rechi alla visita del'INPS e alla Commissione medica dell'ASL portando una relazione dettagliata di uno specialista psichiatra che illustri in maniera esauriente il suo quadro psichico e la terapia che sta facendo.

Quanto al comportamento di suo fratello (rischio che non sia collaborativo) non mi preoccuperei eccessivamente.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
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