Utente 570XXX
La malattia di alzheimer dà diritto anche in fase iniziale all'indennità di accompagno? Non essendo di facile diagnosi in vita, come mi dicono gli esperti, si fa riferimento a deterioramento cognitivo tipo alzheimer, per l'Inps è la stessa cosa? Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

il requisito sanitario richiesto perché venga concessa l'indennità di ACCOMPAGNAMENTO, sia in invalidità civile che in INPS, prevede che l'interessato presenti una di queste due condizioni:
- invalidità al 100% ed impossibilità alla deambulazione automoma
- invalidità al 100% ed impossibilità di effettuare autonomamente gli atti quotidiani della vita (operazioni per l'igiene personale, vestirsi, assumere il cibo).

Ciò vale anche per gli affetti da Malattia di Alzheimer o simili, con relativo deterioramento cognitivo.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 570XXX

La ringrazio, mio padre invalidità 100%, handicap legge 104, art. 3 comma 1, abbiamo richiesto l'aggravamento presentando certificato centro UVA con diagnodi di: deterioramento cognitivo tipo alzheimer di grado severo MMSE 17/30, ADL 3/6,IADL3/8, con richiesta di assistenza continua per gli atti quotidiani della vita. Dopo 1 anno risposta verbale INPS: demenza senile iniziale; parere dell'esperto Inps:la malattia pschiatrica, sebbene meritevole di continue cure non rappresenta condizione assoluta di disagio sociale, con ivalidità 100% ed ancora handicap legge 104 art. 3 comma 1. Ho chiesto all'ufficio di competenza Inps di spiegarmi l'incongruenza tra la diagnosi della struttura pubblica autorizzata ed il loro responso, mi hanno inviato un messaggio standard del sito con le modalità per il ricorso o chiedere l'aggravamento. Mi domandavo se devo addendere ancora 2 anni e magari avere qualche sostegno sia economico che sociale quando non mi servirà più, vista la patologia. Il centro alzheimer mi ha indicato le modalità per farmi nominare amministratore di sostegno. Grazie ancora e scusi se sono stata polemica e prolissa.

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

capisco la Sua situazione, ma putroppo le vie che a questo punto può seguire sono due:

-l'istanza di aggravamento, procedura più rapida, che però avrebbe decorrenza, ove accolta, dalla data della nuova istanza

-il ricorso giudiziale, che richide più tempo ed è oneroso, ma in caso di vittoria prevede la decorrenza dell'indennità dalla data della vecchia istanza.

Distinti Ossequi.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]