Utente 570XXX
A mio padre 81 anni compiuti, è stato fatto un certificato presso centro uva del PTV di TorVergata dove è seguito, con diagnosi di:DETERIORAMENTO COGNITIVO ORGANICO TIPO ALZHEIMER DI GRADO SEVERO con richiesta di assistenza continuativa per svolgere gli atti quotidiani della vita,il referto inps ricevuto dopo 1 anno dalla domanda e 8 mesi dalla visita riconosce invalidità al 100% e legge 104 grave art. 3 comma 1 (già entrambe riconosciute precedentemente per altre patologie)con diagnosi di:DEMENZA SENILE INIZIALE.Sul verbale definitivo leggo che il certificato del centro UVA è stato acquisito ed il parere dell'esperto dice fedelmente: La malattia spichiatrica, sebbene meritevole di continue cure non rappresenta condizione assoluta di disagio sociale. Il Prof. specialista della struttura pubblica che ha redatto il certificato si è alquanto indignato perchè secondo lui se il certificato fosse stato valutato e non solo acquisito si sarebbe dovuta accetare la diagnosi specialistica senza riserve, come prescrive il regolamento.Pertanto farà una nuova certificazione, data la patologia ed il tempo passato sarà ancora più severa. Ho scritto ai vari responsabili INPS di competenza, medico legale, avvocato, centro relazioni con il pubblico di Frosinone, chiedendo spiegazioni ed indicazioni mi è stato risposto con un passaggio di testimone di fare ricorso, o iniziare una nuova procedura!Io avevo solo chiesto spiegazioni circa l'incongruenza delle diagnosi.
Una ultima curiosità,l'alzheimer è una malattia psichiatrica? Scusate se sono stata prolissa ma, come sarete abituati, quando si tratta delle sofferenze dei nostri cari e non ci ascolta nessuno, contrariamente a quanto si dice, la frustrazione è predominante. Grazie mille per qualunque suggerimento potrete darmi.

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Signora,

siccome la manifestazione clinica principale è rappresentata dal deficit cognitivo (di qui il termine "demenza") questa patologia viene classificata nella codifica ICD9 alla voce 331.0, ovvero non tra le malattie psichiatriche, ma tra le malattie degenerative del sistema nervoso centrale; si tratta, quindi, di una patologia considerata "organica".
In realtà, l'etiologia di molte demenze senili è ancora sconosciuta; in presenza di chiari fatti vasculopatici cerebrali non si dovrebbe parlare di Alzheimer ma di demenza su base arteriosclerotica.
Comunque, tali distinzioni, per ora, sono solo accademiche.

Tornando al caso di suo padre, secondo me le è stato riconosciuto il comma 1 dell'art. 3 della legge 104/92, invece del comma 3 (connotazione di gravità), proprio perché il parere dell'esperto, se è giusto ciò che è stato da lei riportato, dice "sebbene meritevole di continue cure non rappresenta condizione assoluta di disagio sociale".
Tale frase è assai equivoca, perché sembra escludere una connotazione di gravità.

Le suggerisco di farsi redigere da questo specialista un certificato più chiaro e di presentare una nuova domanda per aggravamento.

http://www.medico-legale.it/invalidita'_civile.html
http://www.medico-legale.it/handicap_legge_10492.html
https://www.medicitalia.it/minforma/medicina-legale-e-delle-assicurazioni/177-invalidita-civile.html
https://www.medicitalia.it/minforma/medicina-legale-e-delle-assicurazioni/178/legge-104-92-l'handicap

Cordiali saluti
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#2] dopo  
Utente 570XXX

Gent.mo Dott. Corcelli, il test MMSE è 17/30 ADL3/6 IADL3/8, sempre certificato centro UVA policlinico Tor Vergata, mentre l'invalidità INPS viene ricosciuta per invalido ultrasessantacinquenne con difficoltà a svolgere gli atti quotidiani della sua età(L.509/88.124/98) grave 100%, che mio padre aveva già riconosciute precedentemente per altre patologie.Come da Lei anticipato, leggo sul verbale codice ICD9 401 715 2900.

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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si faccia fare dal suo medico di famiglia un certificato accurato sulla effettiva situazione clinica di suo padre, soprattutto in relazione alla necessità di assistenza nei bisogni personali e dall'esperto una descrizione approfondita della situazione cognitiva, tale da richiedere la necessità di supervisione continua da parte dei familiari;
quindi, faccia una domanda di aggravamento per avere sia l'indennità di accompagnamento (se già non ce l'avesse) e il riconoscimento di una connotazione di gravità ex art. 3 comma 3 delle legge 104/92

buona serata
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#4] dopo  
Utente 570XXX

Quindi è meglio chiedere l'aggravamento piuttosto che fare ricorso, sono ancora nei tempi.

[#5] dopo  
Dr. Mario Corcelli

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siccome non è possibile un ricorso amministrativo, si può fare solo una causa, con i tempi lunghi di una causa
ecco perchè è preferibile una domanda di aggravamento
Mario Corcelli, MD
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[#6] dopo  
Utente 570XXX

La ringrazio immensamente, non può immaginare quanto le sue indicazioni mi siano utili, sia per la tempistica della pratica che per me, il mio poco tempo libero preferirei dedicarlo a mio padre.
P.s. ho già iniziato ad "operare".