Utente 172XXX
Gentili medici,
ho 44 anni, lavoratrice indipendente e vorrei un consulto sull'ipotetico esito nel caso in cui volessi chiedere all'Inps il riconoscimento di invalidità-inabilità al lavoro per:
- asma bronchiale allergica in terapia di base con forest spry e medrol negli attacchi acuti, da 32 anni
- rinite allergica in terapia con antistaminici all'occorrenza, da 35 anni
- esofagite di primo grado e ernia iatale di piccole dimensioni, in terapia continua con lanzoprazolo 15, da 9 anni
- epatite cronica non attiva, non in terapia, con esonero asl bollino rosso per controlli periodici (absag +, absag dna -), da 31 anni
- ernia L4-L5 e L5-s1migrata e espulsa con dolori quotidiani alla schiena, inpossibilitata a svolgere lavori pesanti o anche solo che richiedano di piegare la schiena, curata con lunghi periodi di riposo e farmaci, durante gli attacchi e negli ultimi anni con antiinfiammatori all'occorrenza,da 8 anni
- emicrania con auree visive da 12 anni circa, intensificati nell'ultimo anno fino a più episodi mensili
- recente diagnosi di forame ovale pervio, intervento da programmare a breve, cardioaspirina
- intervento di isterectomia subtotale l'anno scorso per fibroma e emorragie.
Ringrazio per la cortese attenzione
Buona giornata

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

per il riconoscimento della condizione di "invalido" secondo la normativa previdenziale INPS (Legge 222/84, art.1) è necessario che l'assicurato presenti la riduzione della capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle proprie attitudini a meno di un terzo del totale.
Da ciò deriva che, per qualsiasi tipo di valutazione, è indispensabile prima di tutto analizzare le attitutidini lavorative dell'assicurato, quindi verificarne lo stato di salute, e concludere con la valutazione della riduzione della capacità lavorativa nell'occupazione attuale ed in quelle diverse assimilabili ad essa, compatibili e coerenti.

Pertanto, per poter fare un'ipotesi relativamente alle possibililità di riconoscimento della condizione di "invalido" è necessario sapere che tipo di attività Lei svolge, se è in attualità di lavoro e da quanti anni, oltre che le attitudini possedute (formazione e qualifiche professionali).

Inoltre, relativamente alla condizione di "inabile" (art2. Legge 222/84) a mio parere per le infermità che ha descritto non dovrebbe avere possibilità di ottenere tale riconoscimento.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 172XXX

Grazie per l'interessamento:
svogo l'attività di coltivatrice diretta da quasi 20 anni, in particolare lavoro manualmente terra, dalla coltivazione al raccolto, mi occupo della pulizia manuale del terreno e confeziono i prodotti in magazzino. In realtà ho da motli anni ridotto le mie ore di lavoro per motivi di salute, sopra tutto per il problema alla schiena. Sto seriamente valutando soluzione alternative, perchè riesco a lavorare sempre meno.
Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

può provare comunque a presentare istanza per il riconoscimento della condizione di "invalido", documentando soprattutto la condizione clinica che comporta limitazione funzionale dell'apparato locomotore, che è quello che viene impegnato negli atti di forza, resistenza ed abilità motoria durante l'attività di coltivatore diretto.

Distnti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#4] dopo  
Utente 172XXX

Grazie per la sua cortese risposta,
ritengo sia stata utile.
Buona giornata e buon lavoro