Utente 504XXX
Gentili dottori buongiorno, sono un genitore che ha inoltrato domanda di aggravamento di invalidità civile per il proprio figlio di anni 24. In prima istanza, novembre 2017, è stato riconosciuto invalido civile al 35% con la seguente diagnosi: PREGRESSO TRAUMA CRANICO CON EMATOMO EPIDURALE OPERATO E SINDROME ANSIOSA. In seconda istanza, marzo 2018, ho richiesto l'aggravamento per ASMA ALLERGICA ESTRINSECA : la commissione medica ha confermato il 35% di invalidità civile con la seguente diagnosi:ASMA ALLERGICA. Da come ho capito la commissione ha tenuto conto solo dell'ultima documentazione presentata, cioè certificato immunologico, non tenendo in considerazione la documentazione presentata in prima istanza.Sto di nuovo presentando la domanda di aggravamento con certificati specialistici ASL redatti da un Neurochirurgo, che certifica presenza di CEFALEA, SINDROME VERTIGINOSA, ABOLIZIONE DELLA LORDOSI CERVICALE e ACUFENI,e da uno Psichiatra, che certifica LA SINDROME DEPRESSIVA LIEVE REATTIVA CON NEVROSI ANSIOSA.
Con questa nuova istanza c'è possibilità che l'invalidità arrivi al 46% e che la sindrome ansiosa venga di nuovo riconosciuta?
La diagnosi di SINDROME DEPRESSIVA LIEVE REATTIVA CON NEVROSI ANSIOSA potrebbe rientrare nei casi previsti dall'ART.119 comma 4 del codice della strada (revisione ogni due anni della patente) anche se il dosaggio dei medicinali prescritti dallo Psichiatra è blando?
Cordiali saluti
Maurizio

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La semplice certificazione di sintomi, senza altro, può non essere recepita in quanto ritenuta insufficiente. Nel caso specifico della sindrome depressiva, a cui corrispondono determinate percentuali (anche quella lieve), andrebbe però meglio definita in termini diagnostici secondo le categorie di riferimento, cioè o direttamente quelle dell'invalidità (che spettano però alla commissione in teoria) o quelle dei manuali ICD. Nevrosi ansiosa e Sindrome depressiva reattiva lieve sono due categorie dalla prognosi decisamente aperta (quindi l'invalidità recepita come permanente sarebbe discutibile in assenza di una lunga storia di trattamenti o di una cronicità dimostrabile).

Per la patente: sì, ormai è cosa comune che in presenza di invalidità riconosciute per causa psichica l'idoneità alla guida sia messa in discussione, e in questo caso non è neanche mai chiaro se la questione sia relativa alla diagnosi o alla terapia.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 504XXX

La ringrazio per la risposta: le chiedo un ulteriore chiarimento. L'idoneità alla guida viene messa in discussione anche se l'invalidità non è accordata solo per la sindrome depressiva e nevrosi ansiosa ma anche per altre patologie (ASMA ALLERGICA, PREGRESSO TRAUMA CRANICO CON EMATOMA EPIDURALE OPERATO,CEFALEA, SINDROME VERTIGINOSA, ABOLIZIONE DELLA LORDOSI CERVICALE e ACUFENI)?
Cordiali saluti
Maurizio

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Dipende anche dal grado di invalidità complessivo, perché non è solo una questione di pericolo specifico per la guida, ma anche di conformità tra il concetto di invalidità e invece la capacità di guidare senza problemi.
Purtroppo di solito tutto ciò è alla fine risolto in una sorta di compromesso di tipo temporale, cioè magari l'idoneità è mantenuta ma per periodi più brevi.
In ogni caso, se si dovesse ragionare secondo scienza, chiaramente ogni malattia può compromettere l'idoneità se pregiudica le capacità di lucidità, motricità, etc.
Dr.Matteo Pacini
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