Il bisoprololo può ridurre l’emicrania??

Gentilissimi,

Sono una ragazza di 25 anni, da circa 2 mesi assumo bisoprololo 1, 25mg per tachicardia 120 bmp riscontrata in un controllo cardiologico, soffro di pressione un po’ alta e insufficienza mitralica lieve determinata da lembi ridondanti.
Dall’holter (eseguito durante la terapia) si riscontrano 37 ectopie e battiti tra 51 e 137 con una media di 73bpm.

Inoltre soffro di artrite sieronegativa da 6 anni e da allora sono in cura con il plaquenil.

Da quando assumo il farmaco l’emicrania sembrerebbe essere diminuita, così come anche la tachicardia, la sensazione di affanno, giramenti di testa, tremori ed anche gli attacchi di aura che si presentavano di tanto in tanto.

Ad ottobre farò la visita con lo specialista neurologo, ma mi chiedevo se c’è una correlazione tra il bisoprololo ed emicrania, perché un cardiologo mi ha detto che una volta stata meglio posso sospendere la terapia con il bisoprololo mentre un altro mi dice di continuare la terapia, infatti mi sento un po’ confusa, ma adesso che non ho più emicrania ho paura che la sospensione possa riacutizzare il dolore emicranico.

Vorrei un consiglio su come muovermi fino ad ottobre e se il farmaco (bisoprololo) che sto assumendo adesso anche se con un dosaggio molto basso possono dare problemi in futuro.

Grazie mille
Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 79.5k 2.4k
Gentile Utente,

certamente, c’è una correlazione diretta tra betabloccanti e profilassi dell’emicrania.
Infatti questa tipologia di farmaci è largamente utilizzata in tal senso, spesso come farmaco di prima scelta, validata da tanti studi controllati.
Non sempre e non tutti i betabloccanti, però, si dimostrano efficaci nella prevenzione dell’emicrania, statisticamente i più efficaci sono il propranololo, il metoprololo e l'atenololo ma, secondo le singole reazioni individuali, anche altri, come il Bisoprololo che assume Lei.
Come comportarsi fino alla prossima visita neurologica? Le consiglio di continuare la terapia attuale perché una sospensione improvvisa del farmaco può causare un ritorno degli attacchi emicranici (emicrania da rebound) e della tachicardia.
Pertanto concordo quando scrive "adesso che non ho più emicrania ho paura che la sospensione possa riacutizzare il dolore emicranico".
L'uso prolungato non causa problemi neurologici, deve solo monitorare periodicamente pressione arteriosa e frequenza cardiaca, comunque sono farmaci che, se prescritti correttamente dal cardiologo, sono sicuri e possono essere assunti per lungo tempo.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

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