Utente 554XXX
Da un paio di settimane circa (forse in qualche modo anche in relazione ad un tentativo durato circa una settimana di seguire una dieta probabilmente ipocalorica ed eccessivamente sbilanciata sulle proteine ai danni dei carboidrati) soffro di uno stato quasi permanente di aura emicranica.
Il dolore e i disturbi visivi (scotoma, ecc.) sono fortunatamente quasi assenti, ma il senso di pesantezza e di pressione sul lato destro della testa e soprattutto sull'occhio destro, con relativo stordimento e a volte lievi vertigini, leggero intorpidimento della parte destra del volto (soprattutto in zona labbra) e disturbi sensitivi (in questo caso qualche piccola perdita di sensibilità a un paio di dita della mano sinistra) non mi stanno dando molti attimi di tregua, associandosi nelle ultime notti anche ad insonnia.
Di solito questi sintomi li provo per un giorno o due dopo la crisi emicranica (fin da ragazzino ho sofferto di emicranee "oftalmiche" con aurea, negli ultimi anni in modo più sporadico, magari non più di 4 o 5 crisi all'anno) ma poi passa tutto, fino alla crisi successiva che può arrivare anche dopo qualche mese...
Si tratta della cosiddetta aura emicranica prolungata?
E in tal caso cosa mi consigliate di fare? (al momento, vista la rarità delle crisi non sto seguendo alcuna profilassi, utilizzo soltanto degli analgesici non appena mi accorgo dall'inizio di scotoma dell'imminenza dell'emicrania. Sottolineo anche che sono tornato al mio regime alimentare normale, solo facendo molta più attenzione ai grassi e soprattutto al sale -quasi eliminato- per controllare l'ipertensione).
In attesa di cortese risposta ringrazio anticipatamente e rivolgo i miei migliori saluti.

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Dr. Riccardo Lo Presti

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Gentile sig. Andrea,
dal suo messaggio emerge una storia clinica un po' confusa, costellata, inoltre, da alcune "autodiagnosi" che potrebbero essere non del tutto corrette; dando per scontato che lei soffra di una emicrania (nel senso che questa sia una diagnosi certa di uno specialista), relativamente ai recenti disturbi che lei descrive, non propriamente tutti coerenti con una condizione di emicrania, mi sento solo di consigliarle un minimo di cautela: è possibile che un regime alimentare scorretto possa influenzare negativamente una emicrania preesistente, ma in ogni situazione in cui un disturbo cefalalgico acquista caratteristiche nuove ed inconsuete è opportuno sottoporsi ad un controllo neurologico e ad eventuali conseguenti esami strumentali, per definirne la natura; se si accerterà che tali disturbi sono effettivamente espressione di una emicrania, probabilmente, visto l'andamento clinico, occorre una revisione del regime terapeutico, verosimilmente considerando un trattamento profilattico.
Ci tenga informati e mille auguri
dr. Riccardo Lo Presti