Utente
Sono uno studente in legge di 26 anni ahimè il primo anno fuori corso è mi sto accorgendo di un problema che ho sempre sospettato ma che sopperivo con molta buona volontà, a scuola e poi successivamente. Non riesco a ricordare quasi niente, anche se sono sicuro di capire le cose che leggo, che rielaboro con appunti e schemi sul momento. questo mi ha causato il ritardo in cui mi trovo perché ogni volta è come se riniziassi da zero o quasi. Il ricordo di quello che ho fatto anche con molta attenzione e dovizia di particolari è sempre molto vago e mai preciso, sempre che abbia un ricordo. Finora avevo sopperivo leggendo e rileggendo decine o centinaia di volte le stesse cose fino All ultimo e sperando così di fissare qualcosa, il che necessariamente avveniva, ma non sono per niente soddisfatto in quanto lo sforzo è grande e la resa è poca e soprattutto incerta. Questo ultimamente mi ha portato ad un profondo senso di insoddisfazione e sto perdendo anche la motivazione di Studiare, perché so che probabilmente molto presto tutto quello che apprendo (sul momento apprendo ne sono sicuro) finirà nell oblio. Solo per fare un esempio, di esami dati un anno fa o due e superati brillantemente, io non ricordo assolutamente niente ed in vari casi fatico pure a ricordare con quale professore l ho sostenuto. In realtà lo studio è solo la punta dell iceberg del problema, l ambito dove lo riscontro con più frustrazione, ma ho notato lo stesso anche in vari ambiti della vita quotidiana, come ricordarmi piccole incombenze, oppure nomi di persone. Le date invece le ricordo abbastanza bene. A volte ad esempio devo faticare per ricordare il nome di un parente o devo aspettare qualche secondo perché mi riaffiori alla mente, eppure sono persone che ho ben presenti e che conosco bene. Questa situazione mi preoccupa molto, penso al mio futuro lavorativo ad esempio. Ogni esame sta diventando una condanna anche se sono argomenti interessanti perché temo che dopo giorni e settimane passati a studiare un argomento poi non mi ricorderò niente, o solo qualcosa di estremamente vago. So che potrebbe sembrare una risposta ansiosa, ed anche io ci ho pensato, ma in realtà ho vuoti di memoria anche se sono molto tranquillo.

Per il consulto psicologico, siccome di solito viene consigliato, dico in partenza che in passato a periodi ho frequentato prima uno Psichiatra psicoterapeuta, poi una psicologa per un breve periodo, ma ho smesso da entrambi perchè insoddisfatto dei risultati e perchè non vedevo un senso preciso. Ho provato a parlare con entrambi di questo argomento ma rimanevano sul vago e non mi hanno dato indicazioni specifiche o consigliato dei test, piuttosto mi hanno parlato di metodo di studio etc.

Dimenticavo di dire, non so se ha qualche valore, che a volte soffro di mal di testa, ed inoltre recente passato, mesi fa, ho avuto un paio di episodi di emicrania molto forte.
Non fumo se non molto sporadicamente, non consumo alcool e non assumo nessuna sostanza.

[#1]  
Dr. Otello Poli

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2012
Così ad una prima impressione non mi sentirei di leggerla in maniera:
-psichiatrica, o
-psicologica.

Forse ha una forma di "dislessia" che viene da lontano e della quale avrà maggiormente patito a scuola negli anni delle elementari e delle medie.

Ovviamente qualora fosse ritengo si tratti di una forma leggera ben compensata se le ha consentito di proseguire fino agli studi universitari con profitto.

Varrebbe la pena sondare questa ipotesi mediante:
-valutazione clinica neurologica a disconferma di possibili problematiche differenti,
-e di test "mirati" neuropsicologici volti a sondare il "funzionamento" delle varie aree cognitive.

Sempre in tempo ad acquisire tecniche di apprendimento alternative.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#2] dopo  
Utente
Volevo precisare che a scuola ho sempre ottenuto anche ottimi risultati frutto di impegno costante ma sempre con la sensazione che non stavo realmente apprendendo come dovevo e sempre con la sensazione che avrei probabilmente dimenticato in fretta. In realtà lo studio per me è stato da sempre una fonte di frustrazione e preoccupazione ma siccome riuscivo ad avere dei risultati buoni nessuno ha mai preso in considerazione questa mia difficoltà. Anche inprofessori forse intuiva no il mio impegno e mi davano voti superiori a quelli che meritavo effettivamente, facendomi illudere sulle mie capacità. Il metodo di studio non credo sia il problema, semmai la conseguenza, perché l ho dovuto adattare a queste mie difficoltà, compensando in vari modi. Ad esempio, siccome avevo difficoltà a ricordare le nozioni che leggevo nel libro, anche se sul momento le capivo, cercavo di concentrarmi su sintesi ed appunti, ma ora nonririesco più a fare neanche questo.
Purtroppo temo che la scelta del tipo di studio non sia stata la più idonea, probabilmente mi sarei dovuto orientare verso lematerie sscientifiche in cui avevo meno difficoltà, ma quando la feci ero in un periodo in cui ero convinto della necessità e della possibilità di superare le iendifficolta con la volontà. Cosa che sono riuscito a fare fino ad un certo punto, ma dopo che ho fallito degli esami che avevo ben preparato proprio per via di questi vuoti di memoria, mi sono molto scoraggiato ed ho iniziato a dubitare di me stesso. Ho anche cercato deinrimedi in farmaci che dovrebbero aumentare la memoria come il Piracetam. Forse solo per effetto placebo comunque ho superato vari esami con questo aiuto.
Inoltre, non so se può essere utile a chiarire la situazione, ma ho soprattutto difficoltà nell esposizione orale, non dico che balbetto ma spesso mi confondo con le parole e vado in confusione, non riesco a memorizzare una scaletta di cose da dire anche se ho provato più volte, il che rende ogni esame, visto che sono quasi tutti orali, estremamente penoso dae affrontare. Nell ultimo esame poi l assistente ha pensato di interromperlo visto che stavo visibilmente male, visto che sudavo abbondantemente ed ero molto pallido, ma credo che queste fossero solo normali manifestazioni di tensione.

Vorrei sapere a chi mi posso rivolgere per questi esami, devo chiedere al medico di base per un consulto da un neurologo?

[#3] dopo  
Utente
Volevo precisare che a scuola ho sempre ottenuto anche ottimi risultati frutto di impegno costante ma sempre con la sensazione che non stavo realmente apprendendo come dovevo e sempre con la sensazione che avrei probabilmente dimenticato in fretta. In realtà lo studio per me è stato da sempre una fonte di frustrazione e preoccupazione ma siccome riuscivo ad avere dei risultati buoni nessuno ha mai preso in considerazione questa mia difficoltà. Anche inprofessori forse intuiva no il mio impegno e mi davano voti superiori a quelli che meritavo effettivamente, facendomi illudere sulle mie capacità. Il metodo di studio non credo sia il problema, semmai la conseguenza, perché l ho dovuto adattare a queste mie difficoltà, compensando in vari modi. Ad esempio, siccome avevo difficoltà a ricordare le nozioni che leggevo nel libro, anche se sul momento le capivo, cercavo di concentrarmi su sintesi ed appunti, ma ora nonririesco più a fare neanche questo.
Purtroppo temo che la scelta del tipo di studio non sia stata la più idonea, probabilmente mi sarei dovuto orientare verso lematerie sscientifiche in cui avevo meno difficoltà, ma quando la feci ero in un periodo in cui ero convinto della necessità e della possibilità di superare le iendifficolta con la volontà. Cosa che sono riuscito a fare fino ad un certo punto, ma dopo che ho fallito degli esami che avevo ben preparato proprio per via di questi vuoti di memoria, mi sono molto scoraggiato ed ho iniziato a dubitare di me stesso. Ho anche cercato deinrimedi in farmaci che dovrebbero aumentare la memoria come il Piracetam. Forse solo per effetto placebo comunque ho superato vari esami con questo aiuto.
Inoltre, non so se può essere utile a chiarire la situazione, ma ho soprattutto difficoltà nell esposizione orale, non dico che balbetto ma spesso mi confondo con le parole e vado in confusione, non riesco a memorizzare una scaletta di cose da dire anche se ho provato più volte, il che rende ogni esame, visto che sono quasi tutti orali, estremamente penoso dae affrontare. Nell ultimo esame poi l assistente ha pensato di interromperlo visto che stavo visibilmente male, visto che sudavo abbondantemente ed ero molto pallido, ma credo che queste fossero solo normali manifestazioni di tensione.

[#4]  
Dr. Otello Poli

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2012
La affermazione "... Il metodo di studio non credo sia il problema, semmai la conseguenza, perché l ho dovuto adattare a queste mie difficoltà, compensando in vari modi..." depone ancor di più per una forma di "dislessia ben compensata" dalla acquisizione di metodiche di studio adattate alle proprie esigenze. Ciò depone, inoltre, per un QI (quoziente intellettivo) superiore alla norma come spesso accade nei soggetti dislessici.

Non so perchè sia poi comparsi quelli che definisce "... vuoti di memoria..." e questo è il motivo che indica per una valutazione clinica neurologica.

Verosimilmente una componente psicogena è presente reattiva al suo crescente senso di insicurezza.

Non so a chi poterla indirizzare nella città di Firenze.

Certamente credo come questo non possa essere un problema cercando "coordinate di contatto" con l'ausilio del web.

Cordialmente
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#5]  
Dr. Otello Poli

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2012
Circa il "potenziamento cognitivo" farmacologico mediante farmaci nootropi o altre sostanze va detto come questa metodica, relativamente di recente attenzione, necessita di una costante ed attenta guida neurologica da parte di professionista edotto sulla tematica.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#6] dopo  
Utente
Ho provato a chiedere allonpsichiatra psicoterapeuta dal quale ero in cura (non per il fatto dello studio ma per altri motivi come chiusura sociale e forse una lieve depressione) ed anche successivamente alla psicologa sull uso del Piracetam ma entrambi non mi hanno dato alcuna indicazione al proposito. la psicologa non era proprio informata e hanlasciatonintendere che se non c erano effetti collaterali e se ne traevo giovamento forse avrei potuto continuare. Lo Psichiatra non si è espresso ma mi è parso di capire come fosse di fatto inutile. Io in passato però ne ho tratto indubbiamente dei benefici, anche se non costanti.
Per la possibilità di dislessia, potrebbe essere ma per quanto ricordo alla scuola elementare e media non ho avuto alcun problema, anzi avevo sempre ottimi voti in tutte le materie, anche se ricordo molto vagamente che rimanevo a studiare fino a tardi (al liceo spesso mi alzavo alle 3 o 4 per ripassare), e che le materie letterarie discorsive mi davano sempre abbastanza agitazione ed anche lo scrivere temi, piuttosto che la matematica. Questo fino al liceo, ma evidentemente in qualche modo sopperivo (ero abbastanza perfezionista) visto che ottenevo risultati buoni anche in italiano.
Ad ogni modo il fatto di avere delle verifiche costanti a scuola era un incentivo forte a superare i problemi, cosa che all università è venuta a mancare, almeno dopo i primi 3 anni.  

[#7]  
Dr. Otello Poli

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2012
La psicologa non avrà proferito opinione in quanto non abilitata a prescrivere farmaci e pertanto a conoscerli.
Il collega psichiatra sarà stato semplicemente scettico.
Non è detto che farmaci nootropi siano le sostanze adatte al suo caso.
Forse altre sostanze o forse altre motivazioni.
Quanto ci sia di psicogeno ritengo, come già scritto, sia reattivo alla consapevolezza delle difficoltà che sta incontrando.
La dislessia è una possibilità "vista da qui" supportata dalla affermazione già rimarcata "...Il metodo di studio non credo sia il problema, semmai la conseguenza, perché l ho dovuto adattare a queste mie difficoltà, compensando in vari modi...".
Quel che le occorre ora è una valutazione clinica neurologica ad escludere possibili cause differenti e in una seconda fase a guidarla, dopo valutazione testologica, forse attraverso un approccio di "potenziamento cognitivo" qualora questo risulti indicato in corso di visita e tests neuropsicologici.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

[#8] dopo  
Utente
La ringrazio. Farò senza dubbio qualche esame visto che ho anche altri disturbi come insonnia mal di testa frequenti spossatezza. Visti i tempi mediamente lunghi della ASL, siccome sono nell incombenza di vari esami, posso provare ad anticipare la prescrizione del Piracetam (con il dosaggio consigliato, 4800 mg i primi due giorni poi 2400 mg)? O meglio, visto che non mi potrà mai dire do autoprescrivermi un farmaco, ha il Piracetam effetti negativi sperimentati a lungo termine per cui se ne sconsiglia l uso (come decadimento cognitivo e perdita di facoltà, irreversibili), tolte le possibili controindicazioni nel breve termine come mal di testa insonnia etc? Perchè ho letto su vari forum esperienze di persone che a distanza di tempo dichiaravano di avere molte più difficoltà nel pensiero di quando avevano iniziato ad usarlo ed anche per questo ho smesso di usarlo. Ci sono che lei sappia degli studi su ciò, visto che è un farmaco conosciuto da ormai molti decenni?

[#9]  
Dr. Otello Poli

Referente scientifico Referente Scientifico
56% attività
20% attualità
20% socialità
ROMA (RM)

Rank MI+ 96
Iscritto dal 2012
Come mi sembra aver già affermato l'assunzione di Piracetam o di altri farmaci nootropi non è assolutamente detto che sia la via adeguata per Lei (cfr. le esperienze che nel forum da Lei citato di altre persone che esprimevano di star peggio con la sostanza).

In concetto basilare è sempre il farmaco giusto per il disturbo per il quale vi sia "evidenza" di indicazione.

Pertanto prima vengono:
-una diagnosi,
-che passa attraverso valutazione clinica ed esami strumentali e testologici.

Inoltre l'uso di farmaci agenti sul sistema nervoso centrale va effettuato durante monitoraggio clinico, e se necessario strumentale, di competenza neurologica.

Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it