Utente 376XXX
Cordiali medici,
sono una donna di 50 anni e da quindici soffro di atroci mal di testa. Il dolore inizia sempre dalla nuca per poi irradiarsi all'orecchio e alla tempia, il più delle volte sinistra ma a volte anche destra.In questo ultimo periodo il dolore è diventato quotidiano e non mi da tregua notte e giorno al punto da non poter poggiare la testa sul cuscino soprattutto in posizione supina(il dolore che si scatena è da...suicidio).Non posso più prendere antidolorifici per via dell'ipertensione e dell'intolleranza a qualche componente di questi farmaci, per non parlare del mio stomaco che è ormai distrutto. Insegno e desidero andare al lavoro ma vi lascio immaginare con quale" sofferenza" resto in piedi (spesso sono costretta ad assentarmi per malattia. Da qualche giorno un medico mi ha parlato di una sospetta nevralgia di Arnold e delle possibili terapie.Vorrei maggiori informazioni sui" pro" e i" contro" della radiofrequenza e della chirurgia o, se possibile, di qualunque altra cosa che possa togliermi questo "inferno" nella testa.
In attesa di una risposta ,saluto cordialmente.
p.s. ho provato di tutto ,dalle terapie classiche al bite ai denti, senza risultato.

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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Potrebbe trattarsi di una nevralgia del nervo grande occipitale (ovvero nevralgia di Arnold).
La regione di irradiazione corrisponderebbe.
Sarebbe utile provasse a descrivere la tipologia del dolore (es: costrittivo, trafittivo, pulsante, urente come brusciore o scossa elettrica, ecc).

Eventualmente una alternativa ai farmaci, prima di arrivare a procedure di impegno come radiofrequenza e/o chirurgia, potrebbe essere rappresentata da blocchi antalgici loco-regionali dei nervi epicranici e nel caso particolare dei nervi grandi occipitali.

Ad es: ll blocco antalgico/anestetico (mediante l'uso di anestetico locale e steroide) del nervo grande occipitale omolateralmente al dolore conduce ad una riduzione progressiva del dolore. Il "razionale" di questo tipo di approccio mini-invasivo può essere considerato il seguente: l'anestetico locale agisce prima e più rapidamente ne svanisce l'azione; lo steroide che diviente efficace successivamente perdura per maggior tempo la propria azione. La attività di entrambi non va considerata nè esclusivamente sintomatica nè esclusivamente loco-regionale. La importanza maggiore di questa tecnica è quella che entrambi i farmaci hanno un significato profilattico nell'allontanare gradualmente le crisi dolorose tra loro fino alla risoluzione delle medesime.

Il meccanismo d'azione è quello di rallentare sino a bloccare le afferenze di neuromodulatori e sostanze veicoli di flogosi che segueono il flusso assonale lungo i nervi periferici ( ovvero i nervi grandi occipitali) suddetti dalla periferia al sistema trigemino-vascolare.

In pratica essi rappresentano le uniche "porte di ingresso" esterne per raggiungere in maniera non cruenta l'endocranio. Questo tipo di approccio può costituire una alternativa a quella farmacologica o una integrazione delle medesima.

Cordialmente.
Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it