Utente
Buonasera Dottore,
Vorrei chiederle un consulto per capire meglio cosa fa auspicare il referto della Tac eseguita da mia nonna, paziente di 77 anni, fatta a seguito di una caduta dovuta a qualche capogiro mattutino. In sostanza mia nonna ultimamente ha lamentato qualche capogiro appena alzata da letto, la necessita di impegnarsi un po di più per concentrarsi nel momento della suddivisione delle pillole (le sue e quelle del marito;, inoltre ha lamentato uno stato confusionale di pochi minuti, coincidente con la caduta più recente, erano le 8 di mattina ed era caduta per un capogiro mentre si era abbassata troppo velocemente per raccogliere un oggetto da terra, è caduta dentro a dei cespugli per cui non ha battuto la testa, una volta aiutata ad alzarsi, pensava di avere dormito dalle 2 alle 8 della sera invece che della mattina. È bastato poco per farle capire che era mattina, forse la giornata grigia o forse il sonno pesante o semplicemente il suo problema l avevano fatta disorientare. Ora, lei è una donna completamente autonoma, a parte qualche caduta sporadica, dove magari non alza bene un piede in prossimità di un dislivello (due cadute all'anno circa). Fa la spesa conducendo la macchina, prepara le medicine per lei e il marito, si intrattiene con enigmistica e iPad, sa chi è, che anno e giorno è, segue la documentazione della casa, esce per svolgere le solite commissioni ecc. vorrei capire però cosa devo aspettarmi, come evolve questa malattia, se devo attendere un peggioramento o se potrebbe rimanere stabile. La lettura della tac evidenziava piccole aree di ipodensita, compatibile con una encefalopatia sottocorticale cronica su base vascolare, le aree interessano la regione lenticolo/capsulare anteriore bilateralmente ed entrambe le corone radiate con maggiore evidenza a sinistra. Bilateralmente dilatato gli spazi subaracnoidei lungo la convessità fronto parietale, bilateralmente. Calcificazioni bilaterali a carico delle pareti dei sifoni carotidei.
Dovrei forse iniziare a preparare io i medicinali per lei e il marito? Dovrei impedirle di guidare? Non so come comportarmi.
La ringrazio anticipatamente e resto in attesa di un suo gentile riscontro.
Buona serata
Cordialmente
SG

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Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

come Lei ha certamente capito siamo davanti ad un quadro vascolare cronico di tipo ischemico che andrebbe trattato farmacologicamente soprattutto in funzione preventiva qualora la nonna non lo stia già facendo (non sappiamo infatti i farmaci che assume).
Altro elemento fondamentale è quello di tenere sotto controllo i fattori di rischio come ipertensione, glicemia, colesterolo e trigliceridi.
Sulla limitazione di alcune attività come guidare o gestire la terapia sua e del marito non si può dare una risposta a distanza non conoscendo accuratamente lo stato cognitivo della Signora.
Il consiglio che Le posso dare è fare seguire nel tempo la nonna da un neurologo.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro