Utente 461XXX
Buongiorno, Giovedi sera mia figlia, di 17 anni, in seguito ad un incidente, ha riportato un grave trauma cranico con danno diffuso agli assoni celebrali, come confermato dalla RMN. Attualmente si trova in rianimazione terapia intensiva presso l'ospedale S Raffaele di Milano, da ieri non è più in coma farmacologico, e dai tentativi di risveglio effettuati, è stata valutata in coma grado 4 della scala Glasgow non vigile. Due giorni fa aveva una temperatura corporea di 38,4 gradi che mi hanno detto dovuta allo stato comatoso, ieri 37,4 gradi. Da ieri mi hanno detto che non necessita più della respirazione assistita e che oggi le avrebbero praticato una tracheotomia per permetterle di respirare senza il pericolo di "affogare nela sua saliva" e gli unici trattamenti somministrati erano Voltaren e Valium, quest'ultimo per limitare i movimenti e conseguenti danni essendo legata polsi e caviglie. In conseguenza della assenza di terapie specifiche e della respirazione autonoma, mi hanno prospettato a breve il possibile passaggio al reparto riabilitazione.
Vorrei sapere:
1) Migliore centro riabilitazione ovunque
2) Possibili terapie specifiche per incentivare la riparazione degli assoni e relativi centri dove vengono somministrate anche esteri
3) Dove trovare protocolli di intervento per il recupero neurologico anche tenendo conto che non c'è ancora stato risveglio
4) Indicatori di risveglio
5) Diagnostiche specifiche per l'identificazione e quantificazione degli assoni danneggiati e per il controllo dei miglioramenti

Oggi richiederò copia delle due tac e della RMN delle quali vorrei dei consulti speciaistici relativamente ai punti 1,2 e 3 precedenti, esterni al S Raffaele per un confronto.

In ultimo, vorrei un suo consiglio in generale su come muovermi

Grazie infinite

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Signora,
suppongo che i Medici del S. Raffaele L'abbiano ragguagliata sulla situazione di danno assonale diffuso che è responsabile del coma in stato vegetativo in cui è attualmente la Sua ragazza. La quantificazione del danno per mezzo di indagini funzionali è multipla (EEG, PESS, PEV, PEA, PET e naturalmente RM-f) ma quel che è non prevedibile, purtroppo, è il tempo necessario per una ripresa funzionale che può avvenire prevalentemente in virtù di capacità autoctone del cervello, su cui possono agire solo come stimolo le terapie somministrate. Ovviamente la riabilitazione, intesa come esercizio passivo per impedire la rigidità e l'ipotrofia progressive, è una parte fondamentale. Di questo si occupano molteplici strutture specificamente devolute a questo tipo di assistenza, che ritengo i Medici che hanno la ragazza in cura Le possano adeguatamente segnalare. Voglio solo aggiungere, per darle una speranza, che nella mia lunga carriera di Neurochirurgo ho visto molti casi difficili analoghi a quelli della sua piccola risolversi come d'incanto.
Con affetto e cordialità.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it