Utente 452XXX
Salve dottori,
Mi rivolgo in modo particolare ai medici della Campania.
Mi affido ancora una volta a voi
Nel caso possiate consigliarmi in questa delicata situazione.
Si tratta di mio padre di cui cerco di spiegare brevemente la sua storia clinica:
•nato nel 1954 scoprì nel 2012 cieca di essere ammalato di diabete.

•il paziente è obeso,porta a casa bombola di ossigeno che non porta fissa, la deve mettere raramente,fibrillazione,soggetto a crisi cardio-respiratorie ma per ordine posso allegarvi la sua cartella clinica completo nei commenti

•ha subito primo ictus nel 2012, rimanendo paralizzato nella parte sx(braccio, gamba)venne ricoverato alla Villa delle magnolie di Castel Morrone dove recuperó abbastanza bene.

•poco tempo tempo venne colpito da secondo ictus, il suo stato sempre cosciente ma da allora la sua area motoria è compromessa.

•il paziente negli anni ha accumulato vari ricoveri, venendo portato all’ospedale e successivamente in vari centri: Castel Morrone, a san.Antimo, Villa Camaldoli ...

•durante gli ultimi mesi ha accumulato 3 ricoveri quasi consecutivi: aveva crisi in cui perdeva lucidità,affanno, allucinazioni, facolta di parlare/deglutire/muoversi, alterna quindi fasi di lucidità e non. Ora putroppo è allettato, con catetere e non ce la fa più nemmeno ad alzarsi in piedi senza aiuto esterno.

So che la situazione è molto critica, ma non riusciamo a trovare nessun centro che possa prendersi davvero cura di lui, che possa darci delucidazioni sul suo male. Durante l’ultimo ricovero in ospedale hanno rifiutato a lui la possibilità di un centro di riabilitazione di lungo degenza/e/o centro per la salute mentale.

L’ospedale non agito molto, non ha indagato fino all’ultimo come doveva (i macchinari erano rotti e prima che loro li aggiustassero mio padre era in dimissioni) siamo tutte donne e non possiamo nemmeno reggerlo in piedi a causa del peso.

Che tipo di aiuto un centro potrebbe darci? Oppure un assistente sociale?

Scusate se mi sono dilungata

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Cara ragazza,
dalla sua descrizione si desume che suo padre è affetto da esiti invalidanti degli ictus recidivanti di verosimile natura trombo-embolica, verificatisi nel corso di questi ultimi sei anni. Le valutazioni diagnostiche possibili scaturiscono ovviamente dal riscontro clinico della sua reale entità di compromissione motoria, suffragati da adeguate indagini strumentali (Risonanza, Ecodoppler, etc.) al fine di programmare le effettive possibilità riabilitative. Queste possono essere attuate nelle strutture assistenziali convenzionate che esistono sul territorio.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
maurocolang@gmail.com
www.colangeloneurologo.it