Utente 393XXX
Salve mi chiamo Giulio è da circa un anno soffro di ansia depressiva, che attualmente sono in cura con la paroxetina. Premesso che ho fatto tanti controlli cardiologico, neurologico e psicologico i cui esito non risultano anomalie ; e sono attualmente in cura presso uno pscoanilista, tuttavia questa ansia non se ne vuole proprio andare. Nonostante la forza di volontà mi ritrovo con i soliti sintomi, parestesie e iperestesia tattile. Questo ultimo ė un disturbo che riguarda ogni volta che provo a toccare qualcosa con la mano sinistra cado in uno stato emotivo depressivo, il mio psicologo mi ha detto che questa paura ė dovuto a dei percorsi neuronali che si sono saldati causando un disordine emotivo che non mi lascia in pace.
Ovviamente sono in cura dallo psicanalista, col quale non vedo enormi risultati sembra di confessarmi, perché parlo per più di un ora. Prossima settimana farò un ulteriore visita dal neurologo, perché vorrei fare un elettroencefalogramma

Vorrei anche chiedergli perché dall occhio destro vedo annerirsi le immagini. Questo ultimo sintomo c'è L ho da circa 6 mesi a questa parte è non nascondo che mi preoccupa non poco.

Ma una cosa vi vorrei chiedere, essendo uno studente quando comincio a memorizzare gli argomenti trattati presso la mia facoltà , all inizio mi partono dei tic al corpo per poi stabilirsi, faccio fatica a memorizzare ma nonostante ci provo lo stesso . Questo mi lascia un quesito sulla memoria. Ė possibile che la fonte della mia depressione sia dovuta ad un distaccamento di queste due sensi suono e immagini che non funzionano in sincrono? Ho notato che non riesco a concentrarmi contemporaneamente i due sensi,
Grazie per la risposta

Ps prossima settimana vi farò sapere cosa dirà il neurologo.

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Dr. Giovanni Ronzani

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Gentile utente, nel leggere il post non trovo chi ha prescritto la paroxetina e chi gestisce la prosecuzione della terapia farmacologica, che comunque deve essere seguita da uno bravo specialista. Tale terapia può associarsi a psicoterapia, ma comunque l'associazione deve essere condotta in maniera armonica, ovvero un unico specialista deve valutare l'esito globale dell'evoluzione. Per quanto riguarda la psicanalisi, per quanto uno specialista possa essere abile e preparato, pare che il risultato sia piuttosto insufficiente. Anche la spiegazione che viene riportata:
"questa paura è dovuto a dei percorsi neuronali che si sono saldati causando un disordine emotivo che non mi lascia in pace" oltre al fatto che è del tutto opinabile, in sè, pare entrare in conflitto con il percorso psicanalitico; ovvero se si sono " saldati percorsi neuronali..." , che prospettiva ho di guarire con la psicanalisi? ossia, se la causa del disturbo sarebbe neurologica, come può agire la psicanalisi su questo? Credo che sia consigliabile rivedere la terapia nel suo impianto, sia farmacologico che psicoterapeutico.
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Cordiali Saluti

dr Giovanni Ronzani