Utente 428XXX
Buongiorno,
Vi scrivo perché da quando ho smesso di fumare ho dei tremori simil-parkinson, che risultano uguali a quelli che avevo quando prendevo alcuni farmaci.
Non è il tremore fine e continuo che avevo correlato al dosaggio, ma il tipo di movimenti spastici, casuali, stereotipati direi, che ho avuto per mesi a seguito della sospensione.
Sono anni ormai che non prendo più farmaci simili e questo tipo di disturbo si è esaurito (pur lasciando qualche difetto ma difficile da notare).

Non avevo mai provato a smettere di fumare a seguito della sospensione di quei farmaci, ma avevo già smesso prima (ho ripreso a fumare durante le cure psichiatriche dopo tre anni senza) e questo effetto non lo avevo avuto, nonostante che avessi fatto più fatica a smettere (ora a parte i tremori non ne soffro).


Mi devo preoccupare?
Il mio corpo si abituerà a non tremare? Di nuovo?
Mi devo aspettare mesi come a seguito della sospensione?


Vi ringrazio

[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Che questi tremori siano simil-parkinsoniani però lo ha detto qualcuno, o è una sua valutazione ?

Si tratta quindi di tremori venuti dopo aver smesso di fumare senza che al momento Lei stia prendendo medicinali (presumo si stesse riferendo a antipsicotici)
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 428XXX

Buongiorno,


Erano stati valutati così, ma senza troppa attenzione. Nel senso che mi avevano prescritto dei farmaci anti parkinson, ma avevano un beneficio ridotto, in compenso mi sballavano.
L'unico beneficio ottenuto è stato interrompere tutto, anche se mesi dopo.
Erano antipsicotici presi per mesi, nessun altro farmaco mi ha fatto cose simili.

Ma ora non li prendo.
La valutazione è mia, ho solo fatto un confronto.

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Che tipo di farmaci erano ?

Pare strano che in una persona giovane una diagnosi di parkinsonismo sia fatta senza ulteriori approfondimenti.
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 428XXX

Infatti non era una diagnosi di parkinson.
Erano sintomi extrapiramidali.
Abilify

Ma ora non è questo il fatto:
Non lo prendo più.

Ora ho smesso di fumare, è normale tutto ciò?
Perché non mi era successo la prima volta?
Ma soprattutto: quanto dura?
Con i cerotti potrei ridurre l'effetto?

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Parkinsonismo infatti ho detto, non parkinson.

Ma i tremori di ora, non di allora, sono stati definiti simil-parkinson o no ? Non mi riferisco a quelli avuti con l'abilify.
Dr.Matteo Pacini
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[#6] dopo  
Utente 428XXX

Assolutamente no.
La mia era una spiegazione descrittiva.
Non sono andata a farli valutare poiché non ho intenzione di farmi dare dall'isterica..

Trovo solo strani questi tremori spastici,
La prima volta che avevo smesso di fumare ero nervosa, ma non avevo sintomi fisici.
Ora non sono nervosa più di tanto, ho scelto il momento buono.
Ma sento gambe e braccia che si muovono da soli, i muscoli hanno contrazioni puntuali, degli spasmi.

Non è al livello dei dolori e delle contratture muscolari che avevo allora, e non ho nemmeno il tremore fino o movimenti involontari delle mandibola.
È molto più soft, come quando i sintomi andavano via via scemando.

Considera che pure nel momento in cui i sintomi erano davvero pronunciati e gravi, sono stati molto minimizzati e sottovalutati, che senso avrebbe fare valutare questi?

[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Questa descrizione, per esempio. già farebbe pensare ad un tipo diverso di tremore, quindi è bene che se mai lo vedano ora, considerando anche il fatto che, tolta la cura di prima, è bene farsi visitare in generale e farsi dare un'indicazione anche preventiva.
Dr.Matteo Pacini
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[#8] dopo  
Utente 428XXX

Si spieghi meglio per favore.
Cura per cosa?
Non è una reazione fisica eccessiva all'astinenza?

[#9] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non saprei cosa sia, i tremori vanno visti e vanno fatte delle manovre.

Mi riferivo per il resto al fatto che aveva una cura, ora sospesa. Non so se questo sia prudente o meno. Se deve far valutare la natura dei tremori, è un'occasione per farsi anche dire se è una buona idea stare senza la cura che aveva prima (o altre similari) o no.
Dr.Matteo Pacini
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[#10] dopo  
Utente 428XXX

Mi sfugge il suo ragionamento:
I tremori di ora non c'entrano con i farmaci di allora (si spera), ma dovrei andare a farmi valutare i tremori in funzione di rivalutare quei farmaci?
Ma da chi scusi? E perché e cosa non sarebbe prudente?

[#11] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Mi scusi, lei faceva una cura antipsicotica, attualmente sospesa. Ora ha un tremore, che non è detto c'entri nulla né con quei farmaci (non vedo il nesso), né con l'astinenza da nicotina.
Mettiamo che siano tremori di tipo ansioso, chiaramente se così è la cosa merita una valutazione complessiva. Naturalmente il medico di base è in grado di distinguere il tipo di tremore, per cui può anche semplicemente passare da lui come primo passo.
Dr.Matteo Pacini
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[#12] dopo  
Utente 428XXX

Spero di non inviare due volte, mi dà errore.

La cura non è attualmente sospesa.
Quel genere di farmaco è stato interrotto definitivamente più di due anni fa.
Non credo che il tremore possa essere ricollegato, alcune tracce le ha lasciate ma sono rimaste invariate per tutto questo tempo, quindi probabilmente resteranno, ciò che era reversibile (le cose peggiori per fortuna) è rientrato.
Al massimo mi chiedo se non possa avermi lasciato una maggiore sensibilità/reattività in senso di tremori. È possibile?
In ogni caso se dovessi considerarla "ansia" perché escludere che sia legato all'astinenza?

[#13] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"La cura non è attualmente sospesa.
Quel genere di farmaco è stato interrotto definitivamente più di due anni fa."

Quindi adesso quali farmaci assume ?
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 428XXX

Nessuno.
La mia era solo una precisazione.

[#15] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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"La cura non è attualmente sospesa."

Allora non si capisce niente. E' attualmente sospesa, o no ? Non prende nessun farmaco, quindi è attualmente sospesa.
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[#16] dopo  
Utente 428XXX

No.
Era un tipo di precisazione diversa:
Non è sospesa, ma definitivamente interrotta.
Era proprio per essere chiara su questo punto. Non è un qualcosa che potrebbe tornare ad essere considerato.

[#17] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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A meno che non ce ne sia di nuovo bisogno, s'intende. Era questo che anch'io tenevo a precisare.
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[#18] dopo  
Utente 428XXX

*cancello parte del testo*

Non prenderò mai più quel tipo di farmaco per nessun motivo.
A mio a mio avviso è così debilitante e invalidante che renderebbe vano qualunque possibile beneficio, mai provato. Forse perché non ci sarebbero nemmeno state le indicazioni. Ma pure in quel casoavrei reputato gli effetti deleteri assurdi.

Comunque solo perché ho preso farmaci di quel tipo, non significa che debba essere catalogata in quel senso per forza.

Cioè...a me sta bene che il tremore possa essere dato dall'ansia.
Ansia da sospensione, la sigaretta causa dipendenza. A chiunque. Però allora deve passare, in quanto tempo devo aspettarmelo?
Ma di sicuro non mi farò dare droghe per l'ansia da sospensione, per tanto così potrei riprendere a fumare (e non voglio).

[#19] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Ho sentito tante volte questo discorso. Non ha mai portato bene, diciamo così.

Avere avuto un episodio psicotico non significa essere psicotici né che lo si sarà di nuovo, non con certezza. Me non vedo neanche il perché della certezza opposta.

La sua idea delle medicine oscilla tra il concetto di droga e di effetto debilitante, che sono un po' agli antipodi.

Tornando alla sospensione della nicotina, in genere non vi sono tremori. Possibile comunque che il postumo dell'astinenza sia una transitoria sindrome ansiosa.
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[#20] dopo  
Utente 428XXX

Non ho mai avuto un episodio psicotico, dove lo avrei scritto?
Non avrei dovuto prenderli, non per indicazione.
Ma ho avuto tale esperienza e posso dire con sicurezza che sono debilitanti.
E penso che siano più dannosi di molte droghe illegali. Il concetto è coerente e le cose non si escludono.

Comunque accetto il transitorio tremore ansioso.

[#21] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Parlavamo di antipsicotici, presi quindi non per una psicosi, ma nel contesto di altre terapie, non è chiaro però quali (doc ?)

No, il concetto non c'entra nulla con le droghe. Uso voluttuario e terapia sono due contesti diversi.
Dr.Matteo Pacini
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[#22] dopo  
Utente 428XXX

Quindi uno stupefacente è farmaco o droga in base al tipo di uso?
Quindi prendendo di esempio le benzodiazepine che sono comunemente di abuso, sono droga solo se prese a scopo "ludico"?
Va bene. Giusto chiarire come la vede lei.
A mio avviso, pur non considerandolo droga perché prescritta quindi, la sostanza è dannosa comunque, se è la stessa non vedo differenza e non mi aggrappo ad un termine.
Ok non chiamiamola droga, ma no grazie comunque.
Però la ringrazio di avermi chiarito una causa di molte incomprensioni.

[#23] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, più o meno questo. O meglio, per chiarire la differenza, il tipo di uso che se ne fa potrebbe anche implicare che un farmaco sia allo stesso tempo anche uno stupefacente, però in generale si tende a sviluppare farmaci con caratteristiche tali da non divenire droghe, mentre chi vende droghe è poco interessato alle proprietà mediche, anzi di solito il profilo di una droga voluttuaria implica che danneggi il sistema che va a sollecitare, nel tempo.
CI sono molte sbavature a questo schema, cioè ci sono in commercio sostanze che si prestano anche ad essere usate come droghe, oppure che, usandole in maniera diversa (per esempi non per bocca) diventano droghe d'abuso.

...

Chiarito questo, i farmaci hanno i loro possibili effetti collaterali, è noto che i neurolettici hanno quelli extrapiramidali. Questo non significa che non servissero, o che chi glieli ha prescritti le volesse male. Né che abbiano lasciato danni.
Dr.Matteo Pacini
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[#24] dopo  
Utente 428XXX

Ma certo, è chiaro che un farmaco non sia fatto per danneggiare a lungo termine ma che questi siano effetti collaterali.
A dire il vero credo lo stesso pure delle droghe: spesso portano alla morte ma di certo non è voluto, un morto non è mai un buon cliente nemmeno per chi se ne frega della salute delle persone come uno spacciatore.
Per il medico ancor meno perché invece quello dovrebbe guardarlo.
Infatti non penso proprio che mi volesse male.
Solo che a differenza delle droghe di abuso, nei farmaci gli effetti collaterali vengono sottostimati e sminuiti.
Lo scopri dopo. E tendono a convincerti a "sopportare" o a "far sì che il corpo si abitui"
Per quanto riguarda danni, qualche traccia c'è, è rimasta e lo posso dire, è inutile che lei lo metta in dubbio.
Per danni futuri, io non so ovviamente, ma non può negare che danni gravi in età avanzata sono stati riscontrati su chi ha preso i vecchi neurolettici.
Sull'abilify, non si sa, ma non perché sia innocuo, ma perché è nuovo, lo scopriranno tra trent'anni su di me e altri della mia generazione. O forse devono scadere primai brevetti.

Sul fatto che potessero servire, non si può dubitare completamente.
Io ci credevo. E volevo i farmaci quando stavo male e mi rendevo conto di peggiorare sempre più. Ero davvero convinta di essere malata delle mie mille diagnosi e dei miei diecimila sintomi in crescendo.
Come potrei darvi torto ora?
Diciamo che trovo però curioso che le mie malattie siano andate completamente in remissione (non guarite, ovvio)
Da quando ho interrotto questo e altri farmaci.


Comunque questo tremore che ha iniziato il discorso non credo che sia direttamente collegato al farmaco.
Ma ora non credo nemmeno al fumo, mi sembra di non fumare più da anni, e non mi viene da prendere la sigaretta nemmeno se chiacchiero in presenza di fumatori.
Però non è tremore da ansia.
E non mi sento ansiosa.
Non sarebbe variato nel frattempo?

[#25] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Forse l'idea che le persone hanno della medicina in generale è strana. Si tratta di cure che salvo eccezioni chiunque può scegliere di seguire o meno.
Sono provate e riprovate sia prima che dopo la messa in commercio. Molti rischi sono sovrastimati per motivi assicurativi, elencati al punto che ormai tutti i foglietti sono uguali, e riportano effetti che invece il medico sa essere molto rari senza che ciò sia per niente chiaro.
In più, si chiede al medico di regolarsi sulla base di ciò che si saprà forse tra vent'anni. In base a questo, ma è già un po' così, la medicina si limita a ciò che è abbastanza innocuo, e abbastanza inutile. Per il resto, un mare di burocrazia e di vincoli di cautela, non tanto per motivi di salute, quando legali.

Se le malattie che aveva sono sparite dopo sospesi i farmaci, potrebbe voler dire che non c'erano, o che una volta guarite ovviamente non necessitavano più di cure. Le diagnosi non sono mai mille, quando sono mille c'è qualcosa che non torna.

Non nego che ci sia spesso confusione, ma non solo in questo campo medico. Io mi limiti semplicemente a farle presente, in base al punto di partenza di questo consulto, cioè il tremore, che può sempre essere che un disturbo vada via e poi torni.
Dr.Matteo Pacini
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[#26] dopo  
Utente 428XXX

Vera la sovrastima e vera la cosa dei foglietti, infatti chi li legge più?
Infatti la convulsione per un antibiotico non l'ho mai avuta, come non ho avuto lo svenimento per lo sciroppo della tosse o la leucopenia per l'aspirina.
Però gli effetti di sedativi, antidepressivi e neurolettici, li ho avuti, quelli principali.
Quelli invece vengono molto sottostimati dal medico quando ti deve convincere a prenderli.
Poi quando si presentano ti dicono di sopportare, che non è poi così grave (non è grave nemmeno se dici di non essere in grado di fare le cose più comuni...ti dicono che alla fine non è importante, si possono non fare!).
O peggio: molti effetti sono stati scambiati per sintomi.
La mia patologia ha cambiato mille volte nome, le terapie sono cambiate per questo, nel senso che sono stati aggiunti farmaci, che riducevano in minima parte gli effetti collaterali dei precedenti ma ne portavano di nuovi.
È strano questo?
Le mille diagnosi non tornano?
Non ti risulta possibile che il psrkinsonismo non sia stato degnamente considerato in una persona giovane (prima risposta)?
Certo. Tutte cose strane. E giustamente me le hai messe in dubbio fin da subito.
Ma sbagli a mettere in dubbio quello che dico, come se fossi io a dire balle.
No...tutto vero...purtroppo.
Cosa ci guadagnerei a scrivere cose del genere se non fossero vere?
Anzi, ho già pubblicato e corretto più risposte, ho cancellato gran parte di ciò che ho scritto. Perché tanto non mi serve a niente.

La scelta delle terapie comunque non è mai una vera scelta.
Nessuno ti obbliga a prendere il primo antidepressivo, ma se è il medico che te lo dice....o sei proprio contrario, o accetti come faresti per una pomata.
Poi se le cose peggiorano e ti dicono che "è un normale peggioramento iniziale ma poi guarisci" e poi peggiori "perché in realtà la malattia si sta dimostrando peggiore" vai avanti fino a prendere 10 pastiglie diverse al giorno.
Se poi ti dicono che quel farmaco è meglio dell'altro perché ti nascondono metà degli effetti collaterali o li negano, in realtà sono scelte pilotate.
Poi arriva il punto di non ritorno. Perché male ci stai veramente. E ti convinci che senza niente staresti peggio.
E se provi a toglierti i farmaci senza schema, ottieni conferma che stai peggio (anche se è causato dalla riduzione sbagliata)
È brutto.
In ogni caso, se diventerò demente prima del tempo, sarà colpa della mia genetica, nessuno collegherà con il fatto che sono stata drogata. Scusi, sono arrivata all'assuefazione con farmaci prescritti.

Ma alla fine va bene...tanto anche se si provasse qualcosa...nessuno avrebbe colpe. Non mi interessa. Tanto poi che non siamo in america dove ottengono milioni. Non mi interessa.
E non mi interessa nemmeno mentire. Non serve.

Io ho un problema, un tremore fastidioso.
Ho parlato di quei farmaci per completezza, perché magari c'entrano qualcosa, magari no.
Ma se devono essere esclusi a priori per protezionismo della professione allora questa completezza è inutile.
Se inoltre diventa un modo per direzionare il problema ( se ha preso psicofarmaci allora il problema non può che essere mentale) è pure controproducente.
Da quando ho scritto il tremore è rimasto, non è andato e poi tornato.

[#27] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Vede, io ho visto diverse persone che, a fronte di considerazioni perfette su effetti collaterali, non avevano però coscienza della propria malattia. Ritenevano cioè di aver preso terapie senza motivo, e di essersele finalmente levate. Negavano diagnosi di psicosi, e conseguentemente davano del tutto una interpretazione a metà tra la cialtronaggine dei medici e un "marchio" che li perseguitava.

Ripeto, esistono le diagnosi errate, le situazioni terapeutiche che alla fine erano ridondanti, le cure che possono finire perché le malattie non ci sono più, le sopravvalutazioni che portano a usare farmaci più impegnativi di quel che servirebbero.
Però esiste anche, tragicamente, il contrario, e cioè storie di diagnosi che invece erano giuste, di terapie che purtroppo servivano quando sono state date, di trattamenti coatti che servivano, e di malattie che impediscono di essere consapevoli di cosa sia accaduto e dei rischi che si corrono.

Non essendo la sua una psicosi, da quel che mi dice, non dovrebbe essere questo il suo caso, ma è mio dovere chiarire.
Dr.Matteo Pacini
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[#28] dopo  
Utente 428XXX

no, non avevo una psicosi, ma più volte mi è stato detto che non sarei stata in grado di scegliere per me.
Quando questo?
Con la compliance al 100? No.lì ero in grado.
Poi quando i disturbi hanno iniziato a peggiorare e tanto...ho iniziato a dichiarare qualche dubbio, lì ero diventata "parzialmente consapevole" quindi per un bel po' proprio per evitare quel "parzialmente" ho continuato comunque a subirmi cure.
Poi ad un certo punto ho chiesto di fermarsi.
Li invece...casualmente hanno iniziato a trattarmi come una minorata e ufficialmente non ero in grado di scegliere per me e mi hanno fatto passare come quel gruppo di persone di cui hai parlato. Pure senza psicosi. Semplicemente malattia mentale seppur indefinita era diventata calo cognitivo e stupidità.
Potrei rientrare in quel gruppo di persone con mille malattie e che definiscono ingiustamente cialtroni i medici, tanto come posso dimostrare il contrario? È tipico dei malati mentali dicono, è facile credere o far credere che sia così, passerei per la matta che nega, che sia vero o meno.
Mi è stato detto di accettare quel che mi si diceva, tanto non sarei stata in grado di discernere. Mi hanno fatto dubitare di essere in grado di pensare. Che i miei discorsi, le mie argomentazioni valevano quanto le argomentazioni di chi crede negli alieni e lo dimostrano le scie chimiche, nulla insomma. Invece ciò che mi veniva detto "perché lo dico io è vero" dovevo accettarlo.
Questo mi ha fatto male.
Mi ha minato sicurezza, autostima e capacità di mettermi in gioco.
Io non ero in grado di litigare con qualcuno, perché se qualcuno alzava la voce io ero convinta di essere in torto perché malata, stupida, piena di farmaci e con disturbi cognitivi.
Inoltre se tremi, hai lo sguardo allucinato e sbavi...sicuro non ti senti a tuo agio tra le persone! Se ti si accollano poi violenti o drogati diventa ancora più difficile...
Cioè...il "disturbo evitante" (diagnosi che non ho avuto) ti viene in automatico.
Perché ti insegnano che non puoi stare con le altre persone. Se ti trattano male il torto è tuo perché sei sbagliato. Sei malato e quindi devi accettare che la tua vita non sarà mai più come prima e che avrai bisogno di aiuto sempre.
Quindi eviti.
Lo dirò sempre: i principali promotori dello stigma sui matti, sono i curanti stessi.
Perché i sintomi psicologici anche se causati durano molto più a lungo di quellibfisici o psicofisici.
Io ci ho creduto davvero. Ero convinta di quello che mi dicevano. E questo mi ha fatto danno, se avessi avuto pregiudizi sulle cure, magari non mi avrebbero ribaltata così facilmente.
Se ti convincono sei finito, perché in automatico tu li convinci di rimando che sono sulla strada giusta.

Perché poi...se un medico ti rende in quello stato, chi crederà mai che possa aver sbagliato lui? O aggiusta lui il danno, o non torni indietro perché
altri medici ti tengono in quello stato, perché se ti tengono in quello stato non si dimostrerà mai l'errore (che poi sarebbe del primo) quindi vanno sul sicuro.
Invece se ti tolgono i farmaci che succede?
Se tutto va bene nessuno ti fa i complimenti (a parte il paziente, io ci ho litigato, ma provo profonda riconoscenza)
Se qualcosa va storto invece vanno a prenderlo questo medico.
Quindi sarebbe un rischio e basta. Niente gloria.

Magari con 9 pazienti su 10 dovete insistere per far accettare la malattia e aumentare la compliance e certi metodi servono per raggiungere lo scopo buono.
Ma sul decimo...magari è il contrario, magari devi convincerlo che non è così matto come teme. Se lo tratti come gli altri fai danno, peggiori il suo stato e le sue debolezze e diventa un circolo vizioso.
Come medico devi tendertene conto, non deve rendersene conto il paziente dopo dopo un iter di sofferenze e scappare.

Secondo me se i medici pensassero di più a curare e meno a pararsi il culo, farebbero meno danni da cui doversi parare il culo.


Ci tenevo a precisare pure io.
E preciso che a me, per andare sul sicuro, hanno detto che non si guarisce da nessuna malattia mentale, ma si va solo in remissione.
Quindi ora sono in remissione, se starò bene fino alla morte per vecchiaia comunque non dimostrerò che loro avevano torto.
In compenso, se un giorno dovessi avere una psicosi (che potrebbe capitare a chiunque, pure a lei), dimostrerei che loro avevano ragione, seppur non abbia mai avuto nessuna psicosi.
Questo discorso, seppur verissimo, potrebbe essere la prova e dimostrazione che esistono quei pazienti che danno la colpa al marchio, di cui lei ha parlato.
È questo il problema: resti incastrato.
O accetti e taci.
O rischi che la lamentela/lotta diventi un sintomo di malattia.

[#29] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Ma una diagnosi alla fine l'ha avuta ? Ci sono cartelle cliniche, descrizioni di quello che aveva, certificazioni. Mi pare tutto piuttosto anomalo, al di là dell'eventuale errore diagnostico, una "malattia mentale" non meglio definita è decisamente poco.
Dr.Matteo Pacini
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[#30] dopo  
Utente 428XXX

Inizialmente solo una descrizione di sintomi, nulla di chiaro.
La prima diagnosi dopo due anni di terapie.
La seconda dopo la sospensione con gli strascichi.
Se no c'erano sintomi non veramente definiti, elencati e basta
Altri sintomi mai avuti, ma messi come "possibili chissà..con questa diagnosi potrebbero arrivare"
In ogni caso ora rifiuto tutto.

Secondo lei io potrei avere una predisposizione al parkinson? Per lei io avrei questa malattia degerativa che si e mostrata a causa dei farmaci?
No.
È stato chiaramente un.effetto collaterale.

Quinsi come puoi farmi passare ansia, pensieri suicidi, sbalzi di umore e vari malesseri come "sintomi miei che erano nascosti e si sono rivelati con le cure farmacologiche"?
Mi sembra inaccettabile. Eppure è la versione ufficiale.
E le mie cartelle si fermano lì.
Ovviamente ora che sto bene, ovviamente non sono più in cura e ovviamente nessuno scriverà che i miei "sintomi nascosti e rivelati" ora non ci sono più.

Ma come ho detto: tu puoi mettere in dubbio tutto, perché tanto io non potrò dimostrare nulla. E sarebbe tanto facile per uno come voi farmi passare per una che non sa quello che dice.

Devo dire, parlare con te è bello. Almeno c'è un dialogo. Con altri....ti mettono a tacere.

Però qui siamo arrivati ad un punto morto.
Non posso dimostrare nulla.
E non posso essere nemmeno sicura che rimarrò sana per sempre.
Io desideravo un riconoscimento proprio per questa evenienza: in caso di problema essere trattata come chiunque altro. Ma non si può. Verrò trattata come un caso grave. E pure male. Però posso sperare che non succeda niente.
Me ne sono dovuta fare una ragione.
Quindi, direi basta.
Qui rimane solo l'inutilità del ricordo della sofferenza. Ne parlerei per ore quando mi si fa partire, sono sincera, ma non va bene.



Al momento voglio eliminare questi tremori.
Le contrazioni non sono dolorose, ma fastidiose. Tanto.

[#31] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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E la prima diagnosi dopo due anni quale è stata, prima e unica mi par di capire ?

La predisposizione al parkinson si può indagare con un esame neuroradiologico, però prima è opportuno verificare di che natura sono i tremori, e se ci sono altri segni, una visita semplice (che anche un medico di base può fare) è in genere sufficiente almeno per classificare il tipo di tremore.
Dr.Matteo Pacini
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[#32] dopo  
Utente 428XXX

No.
Io non credo di avere una predisposizione al parkinson
E non credo che sia stata creata o attivata dai farmaci.

Il mio era solo un modo per spiegare che se un sintomo compare dopo l'introduzione delle cure, probabilmente è un effetto collaterale.

Nessuno ha mai dichiarato che il mio parkinsonismo potesse nascondere la malattia degenerativa vera. Sarebbe stato ridicolo negare che fosse un effetto collaterale.
Questo ragionamento però non è stato fatto per altri sintomi che sono nati lì e ora spariti a seguito della sospensione. Quelli li hanno definiti come sintomo di malattia e hanno provato a "curarli".
Volevo fare un confronto per mostrare il mio ragionamento.
La maggior parte dei sintomi non la riconosco come parte di me e quelli che erano miei per davvero, non sarebbero stati così gravi se curata decentemente o addirittura non curata affatto (perché alla fine di cure non ne ho avute, però si sono ridotti pure i sintomi veri e quelli creati sono spariti)

E visto che non riconosco molti sintomi
Perché alcuni esacerbati da chre sbagliate
Altri causati da cure sbagliate
E altri dichiarati senza che siano mai stati visti
Non riconosco nessuna delle diagnosi
Sono Due in particolare; una dopo l'altra
E una serie di diagnosi secondarie, a livello di comorbidita o descrittivo.

[#33] dopo  
Utente 428XXX

Ho trovato qui sotto un suo articolo,
Come faccio a sapere se la mia sia o meno una dipendenza?

[#34] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Nessuno infatti ha detto che che siano sintomi simil-parkinson, né che abbia qualcosa che ha che vedere col parkinson.

Quindi queste due diagnosi, a parte che le ha in odio, ma si possono sapere, tanto per capirci di più ?
Dr.Matteo Pacini
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[#35] dopo  
Utente 428XXX

Ma infatti:
Mi hanno prescritto un neurolettico --> sono comparsi tremori tipo parkinson --> sono stati definiti come effetti colleterali (anche se non considerati)


Invece
Mi hanno prescritto altri mix di farmaci --> mi sono comparsi sintomi non così vistosamente collaterali (tipo nervosismo, pianti ecc) --> hanno detto che "erano sintomi miei o messi in mostra dal farmaco"

È questa la differenza che volevo riportare:
In un caso nessuno poteva dichiarare che fossero sintomi miei (quindi ammissione di effetti collaterali)
Nei casi meno palesi invece hanno rifiutato di riconoscere che potessero essere effetti collaterali e hanno deciso che erano sintomi miei da curare (e quindi aggiungere medicine)

Perché questa differenza?
Perché i medici tendono a riconoscere difficilmente che i loro farmaci non siano perfetti
Mentre sono abituati a cercare sintomi sempre e ovunque
Questo, in un paziente, sarebbe visto come comportamento psicotico.


Detto ciò, cosa vuoi capire con diagnosi sbagliate?
Potrei avere diagnosticate l'ADHD, l' autismo il DBI, una schizofrenia o un disturbo della personalità.
Ma a che servirebbe?

[#36] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Servirebbe a capire, anzi il fatto che non la riferisca diventa un elemento curioso.

Non mi riconosco francamente in quella descrizione che fa dell'atteggiamento medico, per cui non saprei come ulteriormente commentare.
Dr.Matteo Pacini
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[#37] dopo  
Utente 428XXX

Buongiorno e buon sabato,

Mai affermato che lei debba essere così o che lo siano tutti.
Io mi sono ritrovata in quella situazione a causa di un caso di grave incompetenza. Immagino che sia rara e spero che dia stata un caso unico in tutta la carriera di questo professionista, una svista...

Però poi se sei considerata pazza, con diagnosi che mettono in dubbio la tua integrità o la tua intelligenza o la tua capacità di comunicazione...chi ti crede se viene prima a conoscenza di queste cose prima ti conoscere te?
Infatti, lei reputa essenziale conoscere queste cose senza spiegarmi il perché
E ad una mia risposta negativa trova il mio comportamento "curioso", questo indirettamente significa dubitare della mia persona. Come se fosse significativo. Un po' come dire che se dici di stare male allora stai male e nel momento in cui dici di stare bene (da paziente psichiatrico) stai male comunque, anzi è significativo il fatto che tu dica bugie.
Cosa che accade in automatico se un paziente psichiatrico protesta contro un medico.
Che tu dica una cosa piuttosto che il contrario, verrà rigirata in modo da dimostrare la tesi iniziale.


Vuole leggere le mie cartelle?
Gliele spedisco, quelle che ho.
Leggerà di uno sfacelo mentale.
Dai miei scritti, risulto ignorante? Stupida? Sconclusionata o sconnessa?
Spero di no. Ma teoricamente dovrei essere così!
Comunque le cartelle del primo medico non le ho, mai ottenute.

[#38] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Sì, trovo curiosa la reticenza su cose fondamentali come le diagnosi ricevute, visto che stiamo parlando di quello.
Oltretutto abbiamo detto che non si tratta di psicosi, per cui anche fosse una sorta di pudore per malattie di un certo tipo, non si tratterebbe di quelle, per cui a maggior ragione non capisco perché non specificare.

Poi, se non vuole, il consulto può chiudersi qui, quello che si doveva dire l'abbiamo detto.

Semplicemente c'è una vena polemica che appare sproporzionata rispetto alla scarsità di elementi forniti. Certo che sorgono dei dubbi, proprio per questo, non per altro.
Dr.Matteo Pacini
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[#39] dopo  
Utente 428XXX

Per essere puntigliosa, più che polemica,
Preciserei che il problema di cui ho parlato fin dal principio sono stati i tremori, non le cure psichiatriche avute in passato.

Sul fatto che mi alteri se qualcuno mi punzecchia su questo, è ovvio che poi io risponda, non l'ho vissuta bene e non mi è ancora passata del tutto.

Il fatto che io sia reticente a dire le diagnosi avute, sa a cosa è dovuto?
All'esperienza avuta con certi suoi colleghi, non tutti ovviamente, con i quali ho dovuto imparare a dosare bene parole e informazioni, poiché ogni domanda era un trabocchetto. E in qualunque modo venisse data l'informazione ero in torto.
Un esempio? Un malato non è in grado di intendere e di volere. E si deve subire cose pure sbagliate. In caso di ricorso, e con dimostrazione che ci sono state scorrettezze, sai quale è stata una risposta? "colpa tua che hai deciso di rivolgerti ad un curante"
Insomma: capisce che c'è una forte incoerenza?

Comunque nella lista l'ho detto
Le ultime diagnosi, quelle dette in modo un po' chiaro (e non per far torbido e basta come le prime, lì ogni cosa poi era buona)
Erano disturbo bipolare e ADHD (curioso che abbia mantenuto il focus del discorso, vero?)
E ora? Cosa le è più chiaro?
Al massimo può cercare motivazioni per spiegare come i colleghi non possano aver sbagliato? Non può, come non potrebbe confutare. Per questo non capisco a cosa possa servirle.

Chiedo scusa per essermi alterata.
Ma mi sono già trovata in condizione da dovermi difendere proprio da chi aveva guadagnato la mia fiducia, oltre che ad averla già per "diritto di professione"

[#40] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Però si trattava quindi di un disturbo bipolare NON psicotico, quindi una forma di quelle di tipo II o similari.
E un ADHD. Rispetto all'ADHD, un antipsicotico tipico (cioè di quelli che dà effetti parkinsoniani) parrebbe più che altro incongruo, perché nell'ADHD si usano farmaci con effetto opposto (psicostimolanti). In caso di co-presenza di disturbo bipolare magari non si fa, o si usano anche prodotti antimaniacali, però anche qui strana la scelta del neurolettico tipico.

Questi termini permettono ai medici di ragionare e di evidenziare eventuali anomalie, o incongruenze, molto più che una auto-presentazione in cui si dice che la diagnosi non è valida o non ci stava, perché questo tipo di presentazione è possibile sia se è vero che la diagnosi non c'era, sia se è invece verissimo che c'era.

Questo è quanto.
Dr.Matteo Pacini
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[#41] dopo  
Utente 428XXX

L' ADHD ha fatto parte della lista delle diagnosi descrittive, non veramente condiderata, non veramente curata.
Ma utilizzata solo per fare numero per dare forza alla necessità di curarsi.
(Un po' come la Florida ai tempi della schiavitù: lo schiavo non era umano e non aveva diritti civili, ma faceva numero per ottenere numero di seggi)

Ce ne sono state diverse così.
Ma questa è stata l'unica in presenza di una diagnosi principale definita.

Ma una domanda: abilify è un neurolettico tipico? Se è così mi hanno mentito pure dove non ne avrebbero avuto necessità.

Comunque quel farmaco l'ho preso quando le cose erano torbide. In pratica la terapia lì si era evoluta da sola, in modo casuale....l'unica logica e l'unico filo conduttore tra i miei farmaci è che erano sempre i più costosi disponibili.

Poi con la diagnosi di bipolarismo la cura è stata prevalentemente stabilizzante (diversi brevi e inutili tentativi da antiepilettici ad antipsicotici atipici, ma almeno non sono state dannose come il primo mix)
Ma almeno lì un po' di coerenza con la diagnosi c'era. Non ha portato benefici, ho percepito solo gli effetti collaterali. Ma riconosco che il tentativo era perlomeno logico.

Comunque, in presenza di una persona che si ritiene truffata, sarebbe bene chiarire fin da subito lo scopo delle domande.
Capisco ciò che intende, ma capisce pure lei che avrebbe dovuto dirmelo subito?

[#42] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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No, l'ADHD è una diagnosi seria, con dei correlati biologici precisi, che sia descrittiva è un fraintendimento. Lo sono tutte, alcune ancora di più, i criteri diagnostici vanno letti e applicati, le diagnosi fatte male sono per lo più con criteri non applicati, si prende il primo o si dà per scontato l'ultimo e si butta là una diagnosi che magari non si pone.

L'abilify è atipico. Ed èè una terapia compatibile con la diagnosi di bipolarismo, con l'adhd...mah, dipende anche da che dosi.
Dr.Matteo Pacini
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[#43] dopo  
Utente 428XXX

Da quello che ho capito tutte le duagnosi da me avute possono essere patologie a sé stanti, chiare e specifiche.
Nel mio caso erano descrittive.
Ma pure per le diagnosi "prioritarie" erano cose tipo "questa diagnosi per questo motivo, ma per null'altro"
Capisce perché mi sento truffata? Non posso avere tutte le malattie del mondo.

Quella del distubo bipolare l'avevo ben accettata come diagnosi. Almeno non mi faceva venire le scosse nel cervello per la mancanza di coerenza.
Ma in seguito ho capito che era "costruito sulla situazione" come tutto il resto.
Ma quest'ultimo medico però lo capisco, lui non mi poteva vedere sana, lui mi aveva visto reduce di un percorso a ostacoli.

[#44] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Non capisco cosa voglia dire "descrittiva" per Lei, le diagnosi sono combinazioni di criteri, si esprimono con sigle, codici, se poi uno vuole le può anche descrivere a parole in maniera più discorsiva. ADHD, a differenza di bipolare, riporta nella sigla due dei sintomi "spia", non gli hanno trovato un nome migliore , come la sindrome "bocca-mano-piede" che è una malattia infettiva dei bambini, per intenderci.

Anche il "costruito sulla situazione" non ho ben capito cosa significhi. Le diagnosi sono costruite anche su informazioni a proposito degli eventi, dei comportamenti etc.

Non vorrei vi fosse in tutto ciò un equivoco sull'origine interna / esterna della diagnosi, che è un non problema in realtà. Un conto è la non-completezza della diagnosi, come quando si dice "tratti di..." , o "sintomi di...", un altro conto è che la diagnosi si pone solo se non ci sono spiegazioni ambientali, perché quest'ultima cosa è un errore.
Dr.Matteo Pacini
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[#45] dopo  
Utente 428XXX

Non ho ben capito cosa intenda lei con l'ultimo punto.

Comunque per spiegarla in modo chiaro (in effetti sulla quantità di informazioni potrebbe esserci un fraintendimento)
Io ho ben chiaro cosa significhi diagosi, e so della differenza tra malattia, sindrome e semplice sintomo.

Il fatto è che gran parte delle cose che sono state scritte su di me non soddisfavano nessun criterio metodologico.
Il primo medico che mi ha diagnosticato uno o due disturbi della personalità lo ha fatto per uno o due criteri, quando ce ne vorrebbero immagino di più (5 forse?) Per fare una diagnosi. Ma ha dovuto accontentarsi, se no non sarebbe riuscito a farmi una diagnosi.
Però avrebbe potuto farmi la diagnosi di un disturbo depressivo lieve. Per quello i criteri c'erano. Ma ha preferito dichiarare la depressione come sintomo piuttosto che come disturbo.
È questo che intendo: la depressione può essere una diagnosi, è corretto?
Hanno preferito utilizzarla come descrizione.
In seguito poi, tra farmaci che mi sballavano e un po' di autoconvinzione, i sintomi per soddisfare molteplici disturbi poi si sono creati (in questo mi sento tanto stupida, mi sono ammalata dietro comando, in pratica)

Però più si andava avanti e più peggioravo, ad un certo punto ho aperto gli occhi. Le cose non avevano senso e non ottenevo risposte. Non posso essere più chiara. Mi hanno mantenuta volutamente nell'ignoranza più religiosa.

Per la diagnosi costruita mi spiego:
Come ho detto, inizialmente l ho accettata. Spiegava il mio malessere, spiegava come fossi peggiorata a causa dei medici e giustificava pure l'incompetenza incontrata.
Però poi mi sono resa che era una diagnosi di comodo visto tutto ciò che era successo. Probabilmente non ci sarebbe stata prima di tutti gli avvenimenti. Probabilmente questo medico se fosse stato il primo non mi avrebbe curata, visto che non era ladro come il primo.
Inoltre l'adhd è stata l'unica diagnosi fatta tramite gli strumenti (analisi a crocette), però non è stata considerata!
Io non credo di averla. Ho finito gli studi.
Sempre brillante? No. Ma solo perché non sono stata studiosa per un paio di anni durante l'adoloescenza, come molti, non significa che abbia piacere a farmelo rinfacciare a vita.
Però...pur sapendo di non averla, mi turba che come unica malattia diagnosticata con strumenti metodologici concreti, sia stata ignorata.
Prenderei metamfetamine?
Assolutamente no. Però mi sconcerta che mi abbiano proposto tutte le classi di farmaci per le più disparate diagnosi (a causa di uno o due sintomi) tranne questa.
Anche se da una parte apprezzo il buonsenso usato, visto che quelle crocette erano una buffonata palese.
Però...allora cosa c'è di credibile?

[#46] dopo  
Dr. Matteo Pacini

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Se è stata fatta con un test a crocette, allora non è stata fatta nel modo corretto. Non si fa così, sui manuali c'è chiaramente scritto che non si fa così.
Un test le pare più concreto di un'osservazione clinica ? No, è solo una cosa più standard, ma non è detto che una cosa standard individui una diagnosi, serve solo orientativamente per selezionare un numero di persone su cui verificare la diagnosi, scartandone subito altre.

"Prenderei metamfetamine?
Assolutamente no."

Non capisco questo atteggiamento. Qualcuno le ha proposto qualcosa ? E' obbligata ad accettare le proposte ? Il fatto che per curare l'ADHD si prendano amfetaminici è mostruoso ? Anche per curare il diabete si prendono antidiabetici, è altrettanto mostruoso ? Non saprei, sembra che sia in una sua personale guerra contro l'intera classe medica o psichiatrica, per motivi non chiari.

Io le consiglio di farsi spiegare da qualcuno di cui Lei si fidi cosa ha verosimilmente avuto: diagnosi, prognosi, e tutto il resto.
Dr.Matteo Pacini
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[#47] dopo  
Utente 428XXX

Per il primo punto direi che mi pare di essere stata chiara:
Ho apprezzato il buonsenso.
Quindi non vedo nel test a crocette nulla di valido.

A farmelo spiegare ci ho già provato mille volte.
Il primo medico sviava.
Il secondo è stato chiaro e incompleto.
Nel caso di domande puntuali "non aveva tempo da perdere"
Il perché non lo so.
Forse perché il paziente psichiatrico è ritenuto più stupido...

Beh..se è questa la considerazione.
Il concedo il rispetto che mi si dà.

Comunque non mi hanno mai proposto antiduabetici in discoteca.
Ci vedo una differenza
La cosa più assurda è che io sarei "potenzialmente tossicodipendente"
L'ho trovato offensivo.
Trovo mostruoso questo:
A darti farmaci che portano a dipendenza non si pongono problemi.
Poi si accaniscono su stronzate per dimostrare che soddisfi la diagnosi.

Non ero contraria alla psichiatria.
Lo sono diventata.
Le due domande non dovrei farmele io.



Aggiungo:

Senta, come ho detto, l'unica vera diagnosi è stata quella di bipolarismo.
L adhd era così, non davvero considerata.
E in precedenza, tutte le diagnosi, erano fatte con lo stesso peso, peggio. Perché senza metodi standard, neppure quello.
Però nonostante ciò, mi hanno rovinato la vita per due o piu anni.
E mi hanno dato terapie che ho scoperto che danno di rado pure in gravi casi di schizofrenia. E non era giistificabile. E sono stata anche trattata male. Nemmeno i cani...

Io sono che non sono sempre in forma. L'autoconsapevolezza ce l'ho e l'ho sempre avuta.
Ma ora in termini tecnici, oltre che la sensibilità ho acquisto specificita, ora so che nessuno dei miei melesseri meritava cotanta attenzione e un simil rischio

[#48] dopo  
Utente 428XXX

Comunque avrei una richiesta:
Eliminare il post.
Il mio post era partito per i tremori.
Non sono passati.
Ho provato pure a fumarmi una sigaretta, mi ha stordito ma i tremori non sono passati.
Aspetterò un po' e se se non passano andrò da un medico dal vivo.

Però era quella l'origine del post e non è possibile evidentemente trovare soluzione qui.

Tutto il resto era un discorso scaturito da un'informazione laterale e da risentimento nei confronti di una persona disonesta e nei miei confronti perché non sono stata in grado di rendermene conto per tempo.
Si potrebbe discuterne per giorni ma non porterebbe a nulla:
Mi sono lasciata ingannare perché mi sono trovata in condizione di necessità.
E mi sono ritrovata molto peggio.
So benissimo che non tutti sono delinquenti, a partire da quello che mi ha tirato fuori da quella situazione.
Ma non potrò fidarmi. E non lo farò mai più.
Punto.
Per me è solo male discuterne.

E visto che tutto il discorso esula dal motivo principale del post, chiedo che venga eliminato.

Grazie.