Utente 519XXX
Buongiorno,
Sono una ragazza di 30 anni che, dall'età di 17, ha iniziato ad avere delle particolari crisi.
La prima volta sono caduta in corridoio, poco dopo essermi alzata dal letto. Non ho perso coscienza, ma avevo il corpo scosso da forti tremori. Da quel giorno queste crisi si sono fatte sempre più frequenti. Ne avevo in media tre al giorno. Mi succedeva mentre aprivo un cassetto in cucina, mentre andavo in bagno, mentre cercavo un vestito nell'armadio. A volte erano così forti da farmi cadere come un sasso,facendomi sbattere la testa contro i mobili. Altre volte, dopo la caduta sbattevo ripetutamente testa o gambe a terra. Tutte le volte vedevo nero e ansimavo. Sono andata a fare degli esami. Inizialmente, ancora senza aver fatto esami, è stato ipotizzato che fosse un problema psicofisico. Poi mi hanno fatto fare un esame per escludere la sincope (negativo) e infine, un EEG.
Il referto dell'EGG diceva: "Modesta attività delta-theta in sede fronto-temporale bilaterale talvolta a morfologia aguzza. Tracciato con normale ritmo di fondo e modeste anomalie lento-irritative in sede fronto-temporale bilaterale." A consigliarmi di fare l'EEG non era stato il neurologo (con il quale mi ero arresa), ma la mia ginecologa dalla quale ero in cura per problemi di amenorrea primaria. Secondo la ginecologa, anche il referto EEG non indicava nulla. Ho quindi accettato la diagnosi di problema psicofisico, non piacevole in quanto legittimava i miei genitori a dirmi che facevo solo scena.
Dopo altri 7 anni di convivenza con questo problema (avevo 25 anni), si è verificato un episodio più violento del solito. Sono stata portata in ospedale e pochi giorni dopo mi hanno fatto un nuovo EEG. Il referto diceva "Ritmo di fondo alfa reagente. Due min. dopo l'inizio di iperventilazione, marcata attività delta-ritmica generalizzata, più espressa nelle derivazioni frontale, che si propaga ancora ca. 1 minuto dopo la fine dell'impero entità zione. PS ininfluente. Per l'età (>20) marcato rallentamento durante iperventilazione. Inquadramento clinico indispensabile." Sono stata mandata da un altro neurologo, secondo il quale era necessario indagare oltre, in quanto entrambi i miei EEG presentavano delle anomalie. Mi è stato richiesto di fare un EEG con privazione di sonno. Il referto diceva "EEG nei limiti di norma". Influenzata dalla prima diagnosi (problema psicofisico), mi sono sentita stupido a voler indagare oltre e non sono più andata dal neurologo. So di essere stata precipitosa.
Ora, a 30 anni, dopo un periodo di forte stress ho ripreso ad avere quasi quotidianamente queste crisi. Inoltre, di recente, ho iniziato ad avere come delle allucinazioni. Quando la crisi è verso la fine, vedo una persona che sta in piedi davanti a me o è più lontana Le prime volte, terminata la crisi, mi è scappato anche un urlo di paura.

Non so cosa fare. Devo rivolgermi a uno psicologo o farmi seguire da un neurologo? Quali esami sarebbe il caso di fare?

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Paziente,
le sue manifestazioni sono fortemente suggestive di essere causate da epilessia, anche se non sia stata accertata inconfutabilmente mediante l'elettroencefalogramma, che potrebbe essere di tipo temporale o psico-motorio. Non sono infrequenti i casi come il suo, caratterizzati da episodi spesso ad insorgenza notturna (cosiddetta epilessia morfeica) che non mostrano un chiaro quadro EEG ma che poi si risolvono con la terapia specifica. Comprendo la sua perplessità essendosi rivolta a più di uno specialista e non avendo ancora ricevuto una diagnosi definitiva, ma io riterrei indicato suggerirle un maggiore approfondimento (Holter-EEG) non mancando di effettuare anche una Risonanza Magnetica del cervello.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 519XXX

La ringrazio per il Suo tempestivo riscontro.
Mi rivolgerò sicuramente a un neurologo.

Non avevo mai considerato l'aspetto dell'insorgenza notturna.
Mi ha ricordato che circa quattro anni fa, immediatamente dopo un intervento chirurgico e quando ero ancora sotto l'effetto dell'anestesia totale, ho avuto una crisi convulsiva. Mi hanno raccontato che è durata il tempo di essere portata dalla sala operatoria alla camera di degenza.

Le chiedo un'ultima curiosità: l'epilessia può in qualche modo incidere sul rapporto che si ha con il sonno e con la qualità dello stesso?

Faccio sempre molta fatica ad andare a letto, anche se sono molto stanca. È come un rifiuto inconscio. La mattina poi faccio, ovviamente, molta fatica ad alzarmi. Ho sempre nausea.
Inoltre il sonno è agitato. Il mio compagno mi ha fatto presente che di notte, mentre dormo ho spesso dei piccoli spasmi o tremori.
Io vorrei riuscire a svegliarmi riposata!

Pensa che se si trattasse di epilessia, seguendo una cura potrei migliorare anche questo aspetto?

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Il suo ulteriore supplemento anamnestico parrebbe confermare la mia supposizione. La motivazione di svegliarsi senza la sensazione di avere avuto un sonno ristoratore può ben essere conseguenza dell'insorgenza di manifestazioni critiche ipniche (o morfeiche) che sarebbero attestate anche dai tremori che ha riferito. La terapia adeguata dovrebbe ovviamente governare il fenomeno e possibilmente estinguerlo.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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