Utente
Buongiorno, è dalla metà di giugno che verto in una condizione fisica alterata.
Durante una sessione di studio ho avvertito una vertigine molto forte ma di breve durata, al che penso ad un calo di zuccheri così mangio qualcosa e continuo a studiare, dopo 5 minuti provo a scuotere il capo ed è sopraggiunta una vertigine ancora più forte che mi ha costretto sul divano (ci sono arrivato barcollando).
Da quel momento il senso dell’equilibrio è rimasto quasi come sfasato, nel senso che corro, cammino senza particolari problemi, tuttavia permane un senso di precarietà sopratutto quando faccio qualche cambio di direzione o muovo il capo camminando, in tali contesti sento comunque una (non so se amplificata o meno da me) vertigine.

A seguito di tale avvenimento e con il sopraggiungere altresì di nausea fisso un appuntamento con un otorino, il quale mi diagnostica un problema legato agli otoliti, mi fa le manovre di rito e mi rassicura dicendomi che tutto regredirà a breve.
Nulla cambia, eseguo nuovamente la manovra e mi viene prescritto del vertisec (che non ha alcun effetto) e del plasil (idem).
A questo punto mi rivolgo al mio medico curante il quale mi manda da una neurologa; la dottoressa non rileva nulla di anomalo se non che camminando ad occhi chiusi tendo a barcollare.
La sua diagnosi è che le vertigini sono imputabili alla cervicale Pertanto mi prescrive una Rm cervicale ed una celebrale ed al tronco encefalico per sicurezza.
Noto tuttavia che un pomeriggio di completa distrazione dal nulla sparisce la nausea ed anche le vertigini spariscono fino a conclusione della giornata.
Eseguo l’esame strumentale, a livello celebrale vengono rilevati gli spazi Virchow-robin ampliati a livello dei gangli della base ed alla convessità ed inoltre mi vengono rilevate diverse protrusioni cervicali ed una piccola ernia.
Consulto il fisiatra e mi prescrive 10 sessioni di fisioterapia adducendo che poteva essere un problema cervicale l’origine del mio malessere.
Non nego che la situazione finì a quel momento cominciava a preoccuparmi ma decido comunque di tirare dritto con.

Tutto ciò fino a quando un pomeriggio ho avvertito un formicolio al braccio sinistro, ho attribuito alla cervicale tale fenomeno ed ho continuato imperterrito a studiare.
Il problema sorge il giorno successivo quando tale formicolio si è esteso a tutto il corpo, insieme a prurito, piccole punture e sensazioni di alterata sensibilità.
Non c’è continuità, le parestesie sono sempre presenti, solo che migrano e si concentrano sopratutto negli arti, ma non di rado le avverto sul viso e sul tronco.
Questa situazione permane da 1mese circa, il medico mi ha prescritto una emg completa ed una nuova visita neurologica ma sono comunque preoccupato di avere qualcosa di grave.
Ho notato che se ci penso puntualmente qualche segnale emerge dal corpo.
Se trattasse di SM si sarebbe rilevata già dalla RM (eseguita senza mezzo di contrasto) anche se non erano ancora presenti?
Grazie dell’attenzione

[#1]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

a mio avviso Lei è rimasto "traumatizzato" dalle prime due vertigini che probabilmente erano associate al problema degli otoliti (Vertigine parossistica posizionale benigna) e da quegli episodi si è sviluppato un disturbo d’ansia con somatizzazioni multiple. Lo stesso sintomo d’instabilità che era rimasto si potrebbe assimilare alle cosiddette pseudovertigini.
Anche le parestesie quando sono migranti e/o diffuse potrebbero avere la stessa origine. Non dimentichi la visita neurologica negativa.
Riguardo la sclerosi multipla, se non è trascorso molto tempo tra la RM e l’inizio della sintomatologia, all'esame si sarebbero riscontrati focolai demielinizzanti o sospetti tali.
"Noto tuttavia che un pomeriggio di completa distrazione dal nulla sparisce la nausea ed anche le vertigini spariscono fino a conclusione della giornata" potrebbe essere una conferma.
Comunque segua le indicazioni del medico curante.
Le ricordo che questa è solo un’ipotesi a distanza senza alcuna pretesa diagnostica.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente
Gentile Dottore, La ringrazio per il celere riscontro, in attesa delle seconda visita neurologica mi ha già dato un po’ più di serenità; tra la risonanza ed il manifestarsi delle parestesie sono intercorse tre settimane circa, può pertanto essere considerato come un lasso di tempo adeguato per scongiurare la SM? O è preferibile ripetere l’esame in questione magari con mezzo di contrasto?

Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

" tre settimane circa, può pertanto essere considerato come un lasso di tempo adeguato per scongiurare la SM?" penso proprio di sì.
Aspetti serenamente la seconda visita neurologica e veda cosa Le dirà il collega.
Se vuole può farmi sapere l'esito.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro