Al dott. Ferrarolo per idrocefalo normoteso dell'anziano

Gent. mo dottore,
mi sono rivolta a lei già varie volte per avere un consulto sulla patologia che affligge mia madre, la quale soffre da circa 10 anni di idrocefalo normoteso dell'anziano e parkinsonismo.
Ha 89 anni e una lunga storia di problematiche legate all'incontinenza e alla perdita della propria autonomia, manifestata con aggressività, turpiloquio, ingestibilità verso chi doveva accudirla nonché verso di me.
La cura che ha fatto per anni è la seguente.
La mattina: diamox 250mg 1/2 cpr, esomeprazolo e sinemet 100+25mg 1/2 cpr, a pranzo ascriptin e sinemet 1/2 cpr al pomeriggio.
Dal mese di aprile scorso il medico curante ha aggiunto alla terapia il seroquel 25mg mattina, 25mg pranzo e 50mg sera nonchè 100 ml di depakin a pranzo e 100ml a cena, oltre sequacor 1, 25mg.
La terapia ha funzionato, rendendola meno aggressiva, a fronte di un indebolimento delle sue capacità di stare ancora in piedi, aveva già scarsa deambulazione, ma conservava ancora la capacità di mangiare da sola.
E' in una casa di riposo e per tre mesi non ho avuto contatti con lei se non con videochiamate.
L'ho rivista di recente e ho notato che si è molto indebolita: non mangia più da sola, non riesce a sollevare bene le braccia e parla con un filo di voce.
Dal punto di vista cognitivo, le sue risposte sono comunque appropriate.
E' possibile che tutto ciò sia attribuibile ai farmaci che la sedano troppo? Ha accumulato troppi farmaci?
Dovremmo alleggerire la terapia?
Grazie per la cortese attenzione, sono molto in ansia.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Gentile Signora,

ho dato già uno sguardo ai precedenti consulti.
Riguardo la situazione attuale, le ipotesi circa le condizioni cliniche della Mamma possono essere essenzialmente tre, un accumulo di quetiapina che può causare un rallentamento ideomotorio, la progressione della malattia di base o la sovrapposizione di una nuova condizione patologica, anche se non possiamo escludere del tutto alterazioni elettrolitiche (è sufficiente effettuare il dosaggio ematico). Importante anche valutare lo stato di idratazione.
Le consiglio di fare visitare la Signora da un neurologo in modo che poi possa prendere le dovute decisioni del caso, sia con opportuni esami diagnostici che valutazioni terapeutiche.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

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dopo
Utente
Utente
Grazie tante per i suoi preziosi consigli e per la tempestività della risposta, che mi fa stare un pò meglio.
Provvedo, già da domani, a chiedere un consulto neurologico e a farle fare gli esami ematici di routine, con il controllo degli elettroliti. Gli integratori, come Argivit, sono utili al caso? Come valutare lo stato di idratazione,? Se dovesse dipendere dall'esame delle urine, già nel precedente controllo hanno avuto difficoltà a prelevare un campione, se non con il cateterino, che è stato poi escluso per evitare una eventuale infezione.
Cordiali saluti
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Gentile Signora,

già dalla visita è possibile valutare in generale lo stato di idratazione.
L'argivit è un integratore e come tale può avere i suoi vantaggi e svantaggi, deciderà il collega che seguirà la Mamma.
A tal proposito è indicato un controllo clinico periodico, non solo una singola visita, è opportuno che il neurologo segua la Signora nel tempo.

Cordialmente

Dr. Antonio Ferraloro

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dopo
Utente
Utente
Grazie ancora, farò tesoro di quello che mi suggerisce nel consulto. Buona domenica
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Di nulla, buona domenica anche a Lei.

Dr. Antonio Ferraloro

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dopo
Utente
Utente
Salve, ho avuto oggi il referto degli esami ematici della Mamma, vorrei, anche da lei, un consulto per alcuni valori. Ecco gli esami:
Emocromo: Leucociti 5,67- Eritrociti 4,52- Emoglobina 14,2- Piatrine 160;
Elettroforesi proteica con Albumina a 48,5 (52-68) (è preoccupante questo valore?);
Sodio 143 e Potassio 3,80;
Glicemia 92; Azotemia 50; Creatinina 0,76; Calcio 8,60; Colesterolo totale 189 (HDL 38 e LDL 137); Trigliceridi 119; Sideremia 51; Vit. B12 353; Folati 2,3; Vitamina D 27,5; Ves 20
e infine Acido Valproico 29,26, evidenziato dal laboratorio.
Grazie per l'attenzione.
Cordiali saluti
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Gentile Signora,

in linea di massima i valori sono buoni, anche il valore dell'albumina è di poco più basso, potrebbe non essere significativo, ne parli col medico curante.
Riguardo l'ac. valproico, il valore plasmatico è basso però questo sarebbe stato importante se fosse impiegato come antiepilettico, mentre nel caso della Mamma viene utilizzato a livello psichico (è corretto?) per cui "comanda" la clinica, in particolare le sue condizioni psichiche.

Cordialità

Dr. Antonio Ferraloro

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Utente
Utente
Grazie tante gent.mo dottore,
per i valori dell'albumina, che sono un pò sotto la norma, il medico curante ha consigliato di aumentare le proteine nella dieta. Può essere utile? L'acido valproico, come lei ha ben detto, riguarda la clinica. Inoltre, il medico ha iniziato a ridurre di 25mg la quetiapina, tenuto conto dell'eccessivo stato di sonnolenza di mia mamma. E' corretto?
Buona giornata
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Gentile Signora,

è corretta la riduzione della quetiapina in base alla persistente sonnolenza della Mamma.

Dr. Antonio Ferraloro

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dopo
Utente
Utente
Un ulteriore chiarimento, è opportuno incrementare nella dieta le proteine? E poi ancora, lo specialista valutava di ridurre, oltre alla quietapina, l'acido valproico. Ma alla luce dei risultati degli esami, si può fare? Grazie
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Una dieta proteica può essere una strategia in alcuni soggetti con albumina bassa.
Le consiglio di indagare anche la funzionalità epatica, ne parli col medico curante.
Riguardo il valproato, la riduzione si può fare, addirittura si può pure sospendere in quanto non è utilizzato come terapia dell'epilessia. Ovviamente la valutazione deve essere fatta dallo specialista.

Cordiali saluti

Dr. Antonio Ferraloro

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dopo
Utente
Utente
Grazie tante per la pazienza e la professionalità dimostrata. Buona serata
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dopo
Utente
Utente
Gent.mo dottor Ferrarolo ritorno a parlare di mia madre, che nel frattempo ha compiuto 90 anni. Premetto che viene seguita oltre che dal medico di famiglia anche da un neurologo che ha ridotto la quetiapina a 50mg, in due somministrazioni pranzo e cena, e il depakin soltanto a cena. Ho notato che inizialmente la riduzione dei farmaci e le punture ricostituenti, che il medico di famiglia le aveva prescritte, avevano migliorato il suo stato di salute. Ora l'ho trovata di nuovo deperita e un po' sonnolente, ma un po' più lucida di prima. Nei mesi di gennaio e febbraio aveva perso peso e non l'ha più recuperato. Spesso si rifiuta di mangiare, se non insistendo. Non so che fare. Il medico mi diceva di farle fare delle flebo. Lei che mi suggerisce? Grazie
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Gentile Signora,

non conoscendo approfonditamente la condizione della Mamma non posso che concordare con quanto detto dal medico che segue la Signora, ascolti le indicazioni del collega. Consigli di questo tipo a distanza sono impossibili a darsi.
Auguri per i 90 anni!

Cordialmente

Dr. Antonio Ferraloro

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Utente
Utente
Sarà il medico di famiglia a seguirla con la terapia appropriata. Buon lavoro e grazie tante
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dopo
Utente
Utente
Salve, le vorrei chiedere qualcosa, se possibile a titolo personale, ho 65 anni e soffro di ipertensione arteriosa e colesterolemia, che tengo sotto controllo con i relativi farmaci. Ma, vista la nuova ordinanza in tema di vaccini, sono da annoverare tra i soggetti vulnerabili e quindi dovrei fare il vaccino a mRNA? Grazie
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia non rientrano tra le patologie dei soggetti fragili.

Dr. Antonio Ferraloro

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Utente
Utente
La ringrazio per la sua gentilezza e disponibilità. Buonanotte
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Utente
Utente
Ma....in una tabella allegata trovo scritto "Persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2". Comprende 12 aree di patologie, fra di esse al 7^ posto trovo scritto "Ipertensione arteriosa". Io, con l'ipertensione non rientro dunque tra queste, che è in elenco? Vista la mia patologia corro maggiori rischi a fare un vaccino a vettore virale piuttosto che uno a mRNA? Mi scusi l'ulteriore richiesta.
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Dr. Antonio Ferraloro Neurologo 67k 2k 23
Qui hanno vaccinato in massa ipertesi e diabetici con vaccino a vettore virale, tenendo conto ovviamente della fascia di età.

Dr. Antonio Ferraloro

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Utente
Utente
Non rientrando, dunque, nella categoria dei soggetti fragili mi atterrò a rispettare il criterio della fascia di età. Grazie! Buona giornata

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