Utente 164XXX
Salve, mio figlio ha compiuto 11 anni da poco, è alto 138 cm e pesa circa 38 kg, è massiccio ma ancora non si può dire che è sovrappeso, è stitico e già combattiamo con questo problema dall'età di 5 anni, siamo stati da diversi specialisti, ma il problema è che proprio non gli viene automatico andare al bagno, dobbiamo comunque essere sempre noi a forzarlo a fare i suoi bisogni. Io e il padre siamo separati da quando aveva 2 anni e mezzo, ma entrambe le famiglie ricostuite hanno uno stile di vita molto sano, e stiamo molto attenti sia alla qualità del cibo che gira in casa, sia alla quantità, prediliggendo verdure, frutta e cibi sani e eliminando da sempre merendine e jank food, di cui fortunatamente il bambino non fa richiesta. Il problema è che dobbiamo continuamente intervenire durante i pasti in casa e fuori casa per limitare la quantità di cibo che il bambino/ragazzo, vorrebbe mangiare. E' vorace, è ossessionato letteramente dal cibo, dalla paura che non basti, dall'assaggiare tutto con avidità, non si limita, mangia più di un adulto se non fosse limitato da noi e per evitare che esageri si innesca sempre una battaglia quotidiana per cercare di dare un limite alla sua fame ingordigia, sembra veramente felice solo quando sta davanti ad un bel piatto di pasta e viceversa le limitazioni innescano dei musi lunghi che fanno male anche a noi ovviamente. Anche il modo di mangiare è come se si dovesse sbrigare, ingurgita tutto con voracità secondo noi esagerata. Mi sono resa conto che si è innescato un meccanismo sbagliato in cui alla fine si passano le cene a parlare di cibo, a fare sermoni, a bloccare le mani per evitare che prenda troppo pane o pasta, forzarlo a mangiare frutta e verdura (necessari anche per il discorso stitichezza) ecc. Del resto dargli carta bianca su tutto significherebbe fargli comunque del male, solo che anche così mi rendo conto che potrei scatenare comunque in lui un ossessione parallela data dalla privazione, infatti ogni volta lui stesso chiede se può mangiare questo o quello o pianta un muso come se l'avessero accoltellato se gli diciamo no su una cosa da mangiare, oppure si piange addosso dicendo "tanto so che questo non me lo posso mangiare". In vista del fatto che presto sarà libero di comprarsi da solo il cibo perchè sta diventando grande, vorrei responsabilizzarlo, ma non so come fare per trovare un equilibrio, quali sono le chiavi giuste, e se è necessario rivolgersi ad uno specialista. Vorrei sapere se è possibile avere qualche consiglio sui modi a cui approcciarmi che magari potrebbero essere la chiave di volta per riuscire a frenare questa sua ossessione senza però alimentarne altre date dalle nostre esagerate insistenze.

[#1] dopo  
Dr. Stefano Garbolino

Referente scientifico Referente Scientifico
36% attività
0% attualità
20% socialità
TORINO (TO)
TORRE PELLICE (TO)
CARAVINO (TO)

Rank MI+ 56
Iscritto dal 2007
Prenota una visita specialistica
Gentile utente,

credo varrebbe la pena che entrambi i genitori esponessero il problema, in prima battuta senza il bimbo, ad un neuropsichiatra infantile.

Spesso sono sufficienti pochi accorgimenti, valutabili solo in sede individuale, per trovare soluzioni adeguate.
Cordialmente
www.stefanogarbolino.com